Friday, 15 October 2010

Un sogno dolce e malinconico

Era da tantissimo tempo che non ti sognavo, Silvia.

Tu, che sei entrata nei miei sogni la prima volta forse 15 anni fa, e che per anni mi hai visitato frequentemente nelle ore in cui ero piu' vulnerabile e sincero, da tempo ormai eri come svanita nel nulla.

Inghiottita da quel nulla che, dopotutto, c'è sempre stato tra noi.

Alla tua figura sensuale e tenera si sono sostituiti gli eroi e la bellezza di cui parlo a volte nei miei sogni, o gli inganni e l'orrore di cui grondano i miei incubi.

Sono forse 10 anni che non ti vedo, e non ho, di te, la minima mancanza in quanto 'donna'. Di 'donne' in questi 10 anni ne ho conosciute, piu' o meno bene, sfiorate, intraviste decine. Alcune perfino piu' belle, intelligenti, misteriose, profonde di te.

Eppure nessuna di queste, nè la russa bellissima e buffa che sembra uscita da un fumetto giapponese, nè la ragazza francese malinconica e scapigliata che vedo a volte seduta sui gradini intenta a leggere i suoi appunti, e neppure la mia molto eventuale 'anima gemella' potrà mai sostituirti.

Per quanto, dopotutto, ognuna di loro mi possa ricordare te per certi versi: le forme generose di una, l'odore penetrante di un'altra, e poi i gesti un po' impacciati, la voce sussurrata di entrambe.
O i silenzi, gli ostinati silenzi un po' infantili nei quali ti chiudevi a volte.

...

Perfino le tazzine del caffè lasciate ad asciugare li, sul lavandino, non sono qualunque.
Perchè sono state sfiorate dalla tue labbra, e tu hai soffiato su quel caffè bollente, come si deve soffiare sui tuoi capelli d'oro per giocarci un poco prima di addormentarsi.

...

Silvia io non ti ho mai conosciuta, ed eppure sei stata un'endiadi di quel sentimento che ho esplorato in ogni sua dimensione, perfino quelle piu' vili e ignobili.

L'amore, ovviamente.

Nel sogno ci incontriamo per caso in un luogo pubblico.
Potrebbe essere la cabina di un treno, o forse siamo al tavolino di un bar.

Ti riconosco dietro i tuoi occhialoni, un cenno di saluto e ci ritroviamo a parlare.

...
E' dolce e malinconica: percepisco in lei il desiderio di condividere una sua pena, di sfogarsi, ma non con me, che dopotutto sono un perfetto estraneo.
...

Silvia, sono l'ultimo degli sconosciuti al quale donare le tue lacrime.

...
Non voglio forzarla, ovviamente, ma è tanto al limite della sopportazione che non riesce a trattenere tutto il proprio dolore.

Mi racconta della sua vita, di cui so pochissimo, e solo quello che, per caso, mi ha riferito, distrattamente, qualche amico comune.

Per anni, lo sapevo questo, ha vissuto a Parigi.

E di quella città immensa e cosmopolita, rivivono i suoi ricordi nelle parole commosse, e gli occhi diventano lucidi quando prende vita l'immagine della sua casa, che ormai ha dovuto abbandonare.

In quell'istante lo capisco, anche se non me l'ha detto: il suo uomo l'ha lasciata.
...

No, non devi dirmelo Silvia!

Come potrei accettarlo?
Come potrei sopportare l'idea stessa del tuo dolore?

Allora ecco che prendo in mano le redini della discussione.

Torniamo a parlare di 'casa', di quanto ne sia geloso io, ad esempio.

A casa mia, nessuno deve entrare.
Non sopporterei di vedere giudicati i miei quadri, i miei libri, i miei fogli scritti a mano disseminati un po' ovunque.

Non temo un giudizio estetico, so bene che i miei gusti artistici-musicali sono un disastro, nè un rimprovero per il disordine, io stesso lo detesto.

Quello che io non tollero è la curiosità altrui, il pettegolezzo, l'invadenza.

Perchè nei miei quadri, tra le pagine dei miei libri, tra le righe di quello che scrivo ...

Ci sei 'tu'.
Quasi tutto ha sempre ruotato attorno a 'te'.
E 'tu', 'tu' che sei stata Silvia, e che ora non hai piu' un nome, sei sacra.

10 comments:

  1. Chissà se questa Silvia sa di essere l'artefice di così tante espressioni artistiche?! E poi, ha importanza?! Ciao Gio!

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  2. Che dritto che sei, usare il femminile per non far capire che hai scritto un post di politica!

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  3. Lo ignora completamente mia cara :-)

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  4. SILVIO TI AMOOOOOOOOOO :D

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  5. E farglielo capire sarebbe così "grave"???

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  6. Ma Silvia ormai è passato remoto :D
    In compenso oggi ho quasi invitato la piu' bella del reame al Museo ;-)

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  7. "Innamorarsi di un sogno e' emozione che vivra' di euforia e di delusioni.
    Il tempo poi lo consegnera' ai teneri ricordi o ai rimpianti."
    Mariella Mulas
    Ti invidio, sai?
    Invidio il tuo ricordo, invidio il tuo sogno per un amore, quell'amore irraggiungibile...
    Sembrero' stupida, ma ti invidio perche' in questo momento quell'amore per me non esiste piu'.
    E correre verso il nulla soli nel buio e' molto doloroso...
    Quasi da farti rimpiangere il sogno dell'irraggiungibile...
    Grazie per aver risposto sul mio blog alle domande...
    Nella speranza di non sentire un coro di fischi diretti a tutti e due....forza Juveeeee!!!!

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  8. Neppure per me esiste piu' Dony.
    Ma lo ammetto: amo l'avventura.
    Mi piace brancolare nel buio.
    Ho zanne affilate, non dentini da latte.
    E sono predatore rapace, non agnellino.

    Forza Juve Dony :-)

    E forza Dony, scopri come è facile avere essere forti :-)

    FORZA FORZA FORZA!

    Una sconsiderata, inusitata forza esiste già in te.

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  9. Sai un cosa, Gio', questa Silvia piace molto anche a me!

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