Wednesday, 20 October 2010

Saccheggio

Quello di ieri notte è stato il mio primo saccheggio.

Non avevo mai partecipato prima a nulla di simile, e devo dire che non è stato come me lo immaginavo.

Nel sogno non so se sono stato il trentenne di oggi, o il ragazzo di quindici anni che visse quel momento, nel 1994.
Mi viene da ridere: e mi domando come diavolo mi sia potuto capitare di sognare, a tanti anni di distanza, il fallimento di Commodore, la multinazionale dell'informatica che produsse l'Amiga negli anni 80/90, e la cui bancarotta seguii con trepidazione.

La sede della Commodore è una grande villa in collina, circondata da un bosco.

C'è un grande via vai di gente che, camminando lungo il recinto che circonda il parco, si porta via cimeli da quella costruzione ormai abbandonata, alla mercè di noi criminali che non ci rassegniamo alla fine della compagnia.

Qualcuno se ne va con sottobraccio computer nuovi, ancora nelle loro confezioni, e io temo di essere arrivato in ritardo per il saccheggio.

Vabbè, fa nulla.

Salgo in cima con gli altri.

Non c'è smania tra noi vandali, non si vuole correre per accaparrarsi i pezzi migliori.
Anzi, c'è una strana calma.

Entro.

Al piano terreno, una grossa aula di ricreazione: Alberto Sordi è li che mi aspetta per giocare una partita a biliardo, come se ci fossimo dati appuntamento e ci conoscessimo da sempre.
Anche lui non ha nessuna fretta, e cosi ci facciamo qualche partita.
Finito, decido di tenermi la stecca, e penso che dopotutto quelli che lavoravano alla Commodore facevano davvero una bella vita.
Già che ci sono, prendo anche qualche plettro che vedo su uno scaffale - e immagino che le chitarre se le sia già prese qualcun altro.

Gironzolo qua e la.

In cucina mi intasco dei portacandele con il marchio Commodore, li trovo davvero carini.

Vedo due ragazzi portare fuori, a fatica, un calcetto, e altri grossi scatoloni pieni di manuali e videogiochi: tutto troppo pesante per me.

Continuo a esplorare la casa.

Arrivo in un locale che nessuno sembra aver ancora visitato.

Sono in lavanderia: le pareti sono azzurre, e i rumori della casa arrivano ovattati in quell'ambiente che non sembra neppure parte di quella villa.

La lavatrice sta ancora lavorando, come se li nulla fosse cambiato.

E improvvisamente mi sento a disagio, e provo una grande emozione.
Chi ha programmato quel lavaggio, ormai non esiste piu', lo sento.
Gli sopravvive la centrifuga di una macchina, che segue pedissequamente le sue istruzioni, anche se chi le ha dettate ormai è svanito nel nulla.

Mi guardo intorno triste e stanco.

In un angolo, su una alto mobile, ecco tre, quattro acquari.
E pesciolini, affamati, che aspettano che qualcuno gli dia di che nutrirsi.
Prendo subito del mangime.
E mi rendo conto che domani non ci sarà un altro a cibarli, e che ormai sono spacciati, anche se non lo sanno.

In una vasca piu' grande, ci sono diversi pesci: alcuni grandi, altri piccoli.
Penso che quelli grandi, per fame, sbraneranno presto gli altri, e che pero' questo non farà che ritardare la loro morte, allungare dopotutto la loro agonia.

In un altro acquario ci sono due grosse tartaruge.
Forse per loro c'è speranza: le lascero' nel bosco, in qualche modo se la caveranno, no?
Con un pugno colpisco la parete di vetro: la distruggo e le estraggo dalla loro prigione.

E mi rendo conto che vivevano in un'acqua calda, e che per loro non ci sarà che morte certa la fuori.

Mi risveglio.

6 comments:

  1. ce l'avevo anch'io il commodore 64! che tempi...

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  2. Anch'io ricordo la Commodore, a dire il vero non il fallimento, ma il mio primo computer...
    Quello che usavamo a scuola, alle medie.
    Era proprio un Commodore 64.
    Ma sarebbero dovuti passare ancora due decenni prima di arrivare a possederne uno tutto mio, e nel frattempo le nozioni apprese sull'uso del pc si sono dissolte nella mia mente...
    Fortunatamente l'informatizzazione sul posto di lavoro mi ha dato una mano...
    E oggi il pc e' diventato una compagnia irrinunciabile...
    I tuoi sogni mi fanno divagare...come tutti gli altri tuoi post!
    Certo che una partita a biliardo con Sordi deve essere stata un'esperienza unica, anche se solamente onirica!!!
    E tu non ti smentisci mai...
    Entrato lì dentro per un saccheggio, da predatore ti sei trasformato in paladino a servizio di due tartarughe in cattivita'...
    Sei grande anche nei sogni!!!
    Chissa' se dovesse fallire la Microsoft, cosa sogneresti tra altri 16 anni....

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  3. Sapevo che mettere quell'immagine avrebbe portato qui qualche nostalgico :-)

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  4. Dony, sei troppo cara :-)
    La prossima volta dirò ad Alberto di passare da te per una partita di poker, ok? :-)

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  5. ciao Giò sappi che ti seguo ...silenziosamente
    ciao

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  6. Chiara, tiro un sospiro di sollievo.
    Tutti i tuoi blog mi risultavano abbandonati e offline!

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