Saturday, 30 October 2010

Sabato

Dura troppo il vuoto del sabato.

Cammini per le vie del centro,
e non conosci nessuno di quei volti.
Oggi non sei neppure capace di fantasticare su di loro.
Le guardi, e non ti dicono nulla.

Non esistono il bello e il brutto:
sei solo, e stanco.
E per abitudine sai che sarai tu a doverti
tirare fuori dai guai.

Sono annientato dalla superficialità altrui.

L'intelligenza è la capacità di immaginare sensazioni virtuali,
di teorizzare moti dell'animo, pene e sogni.
L'empatia è coglierne l'essenza negli altri.

E ho imparato per esperienza che la superficialità può essere intelligenza senza empatia.

Devo isolarmi di più, così non basta.

Non deve esistere per me la confessione dell'altro,
il suo lamento, che per autentico che possa essere,
a me non sembra che uno scherno crudele.

Io non posso sentire la tua verità intima:
al confronto spietato emerge la mia miseria.
Il mio essere avvolto nel nulla mi appare allora insopportabile.

E' insopportabile, ma a chi giova il mio dolore, oggi?
Lo conosco a memoria, non mi insegna nulla che già non conosca.

Le differenze: sono loro che determinano le discordanze di due destini, no?

E allora ammettiamolo senza ipocrisie: è la malattia che discrimina.
Punto e basta.
Il resto si supera tutto.
Perfino gli aspetti più difficili.
L'inquietudine, anzi, è motivo di fascinazione per alcuni, di interesse autentico per altri.

Ma la meschinità della malattia, la deformità del corpo, è un ostacolo insormontabile a paragone delle modeste qualità di uomo ho oggi.

E allora?

Dovrò diventare tanto ricco da comprare la compagnia di una persona?
O che altro dovrò essere per non passare un altro sabato infinito e grigio?

4 comments:

  1. Posso scriverti che hai perfettamente ragione che ti capisco benissimo e poi urlare dal dolore!!, ma servirebbe a qualcosa?
    il mio male è dentro e non ho nemmeno una sana comprensione: tutt'altro... ma comunque servirebbe a qualcosa??
    Ogni anno perdo "pezzi": il mio puzzle non finirà mai!
    E' solo uno sfogo Giò, non mi sto lamentando sai?
    Va tutto benissimo! ;-(
    Grazie, mi strasmetti sempre emozioni meravigliose vere e scrivi divinamente.
    Sappi che io sto benissimo sola!:-)):non posso permettermi di perdere tempo!
    E' una strana realtà...che dire?
    BACIONE

    ReplyDelete
  2. hai reso con le parole
    più belle
    intense e vere una sensazione tante volte vissuta.
    la solitudine. e il sentirsi soli in mezzo agli altri.
    sentire il vuoto.
    come un guscio.
    che non si può rompere.
    e il tempo interminabile.
    e cercare quella lievità
    che a volte si crea come dici
    tu
    per una bella notizia
    una bella musica
    un equilibrio sottile come una foglia
    d'autunno.
    ma così bella...con colori tenui che non graffiano.
    questo per tutti i cuori. con la croce della malattia.della guerra. della vergogna.
    dell'abbandono.
    forse solo con la domanda di un senso che non si trova.
    in questo si è soli.
    ma a volte così vicini. ma non si sa.
    quanta solitudine ci passa accanto. è la nostra che ci preme sulle ossa e nel respiro corto.
    allora si spera in una quiete. in un risveglio senza inquietudine.
    come spezzare questo giogo?
    aggredendolo? prendendolo in giro?
    abbandonandolo?combattendolo?a suon di musica pensieri azioni?
    è un demone. ed è dentro di noi.
    non dipende dal tempo. è li e dobbiamo
    imparare a conoscerlo.
    e magari a contrastrarlo.
    con i colori delle foglie d'autunno che abbiamo dentro di noi.

    ReplyDelete
  3. Caro Gio,
    non credo di saper rispondere alle tue domande, sebbene non risponderei positivamente a nessuna delle due ipotesi come soluzione del problema.
    Ti stai concentrando sul problema sbagliato a mio parere. Credimi, quell'angoscia dentro, motivata da qualche ragioen oggettiva, la vivono in molti per motivi diversi, forse tutti e per tutti la loro ragione è insormontabile. Concentrati ad alleviare il dolore degli altri, il tuo se ne sarà andato prima di ricordarti che c'era...
    Un bacio.

    ReplyDelete
  4. Un attimo di condivisione.
    Ecco cosa sogno.

    ReplyDelete