Wednesday, 27 October 2010

Perchè?

Tu forse non te lo ricordi, il nostro primo incontro.
Io si.

Ero li ad aspettare l'ascensore.
Stavo canticchiando l'aria di un opera: forse Verdi, o Puccini.
Più probabilmente Mozart.
E poi mi sono accorto che non ero solo, che qualcuno aspettava l'ascensore con me.
Mi sono girato, e davanti ai miei occhi c'erano i tuoi.
Sorridevi, per un quarto imbarazzata e per tre quarti divertita, e pensavi sicuramente d'aver a che fare con un pazzo.
E invece io tra me e me mi dicevo che era impossibile che una ragazza bella come te lavorasse li, e che non potevi che essere un ospite, forse la fidanzata di qualche collega.
Poi iniziarono a girare le voci su di te: di quanto fossi, semplicemente, bella.
Lo ammetto: non erano le parole che io avrei usato quelle che sentivo dagli altri, ma sono sicuro che era, quello, il loro modo di dire le stesse mie cose.
Una ragazza bellissima, e un po' particolare.
Nel portamento, nell'abbigliamento ... e come meravigliarsene, dopotutto, visto che vieni da una terra lontana, da una cultura in bilico tra Europa e Asia ... e chissà quante cose potresti dirmi che mi lascerebbero senza parole.
Le tue cose, quelle semplici: non meno di uno dei tuoi sorrisi saprebbero sorprendermi, lo sai?
Per mesi sei rimasta semplicemente bellezza.

E poi?

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