Sunday, 31 October 2010

L'uomo

L'uomo è un nido di contraddizioni.

Perchè l'uomo, ogni uomo, è centomila: affamato, appagato, stanco, impaurito, entusiasta, e le priorità di ognuno di questi attori differiscono in modo sostanziale da quelle degli altri.

La ragione, quella studiata da Aristotele a Cartesio, da Spinoza a Godel ha sede nel nostro cervello forse prima ancora che nella realtà delle cose, ma non gioca li che un ruolo secondario rispetto alla fame accecante, o l'effimera felicità, frutto acerbo d'ogni illusione.

C'è chi rimane confinato per tutta la sua esistenza in un piccolo intorno di uno stato di fame-sazietà modesta, mai nè stremato nè troppo ozioso, nè atterrito nè baldanzoso.

I centomila di ognuno di questi sono come una truppa affiatata, compatta, invincibile: marciano sotto la direzione della coerenza nella sua forma più definibile, quella che conosce solo lievi contraddizioni, mai sostanziali.

E poi c'è chi è sparpagliato, disperso, smarrito.

Chi è stato molto felice, per un istante, e poi annega invece nella malinconia di ogni giorno.
Chi ha vissuto l'eroismo di un istante, e la prolungata diplomazia di una pace logorante.
Chi è stanco di una cosa, e muore d'inedia per un'altra, avendole vissute entrambe.

Quei centomila sono come i soldati delle legioni di Varo, quelli che non tornarono mai più a Roma, e che vennero inghiottiti nella nebbia della foresta di Teutoburgo.

Certo che siamo in contraddizione: non sappiamo neppure se il nostro generale sia ancora vivo, si è persa ogni parvenza di omogeneità ed lucidità.
Se pure ordini sono impartiti, non li sentiamo neppure: non c'è altro che foga, spirito di sopravvivenza.
Così lottiamo non come se fossimo uno di centomila, ma uno solo, contro gli elementi della natura, e i nostri acerrimi nemici.
Ecco, forse quello che io sono oggi è l'ultimo legionario ancora in vita.
E come posso sapere se invece la battaglia non è ancora persa?
Ho combattuto contro nemici più organizzati di questi barbari, e li ho vinti: perchè rassegnarmi alla fine un istante prima che la lama del nemico trafigga il mio cuore, perchè smettere di combattere se l'ascia non ha ancora spezzato il mio scudo?

E se ho già perso la spada, resta il pugnale, o le mie mani nude.

E sono pronto a una fuga, forse poco onorevole, ma che mi salverà la vita, e tornerò alla testa di un esercito più adatto a questa foresta: io, l'unico sopravvissuto, sarò a capo della legione, perchè sarà il superstite il più esperto, e non ci sarà speranza per i barbari.

Saremo noi ad attirarli in un'imboscata, saremo noi a scegliere l'ora più propizia del giorno, la stagione migliore per il nostro esercito.

E non avremo pietà.

Leggendo le ultime pagine del mio diario si potrebbe pensare che io nutra un sentimento di vendette nei confronti di qualcuno.
Macchè.
I barbari non hanno forma umana: sono le insidie della vita.
Tra gli umani non conosco nessun barbaro: sono perlustratori di buona volontà che hanno dato indicazioni incomprensibili, perchè in una lingua a me sconosciuta.
Il fraintendimento è colpa mia: a me tocca rimediare, a me vendicare i morti che questa mia superficialità ha causato.

Non c'è differenza tra la fame e la mia tristezza.
Entrambe originano da una mancanza, che è oggettiva: le posso dare centomila nomi, Alice, Vera, coraggio, follia, ma ora è proprio 'empatia' quello che voglio darvi.

Pomeriggio passato a dedicarmi ai miei hobby.
E le ore sgocciolano via, come il sangue da una ferita che non deve rimarginarsi oggi.

6 comments:

  1. è vero
    siamo centomila.
    e ascoltare tutte le nostre voci disorienta.
    e a volte si invidia la certezza di quelli che non hanno dubbi e vanno avanti per una vita senza alcun cedimento. alcun dubbio.
    ma la natura degli uomini è diversa.
    io sento queste centomila domande.
    e voglio cerco una risposta.
    allora nella nebbia
    cerco di andare avanti nella mia battaglia.

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  2. Io sono stanca di "guerre" invisibili che sottilmente fanno male.
    Osservo e vedo chi ho davanti, rifletto...
    Il solo pensiero che consola è: per ora so perfettamente chi sono...domani non so, il resto lo lascio scivolare.
    Comprendimi Giò
    BACIONE

    altra domenica che passo a dedicarmi al mio hobby :-(...il policlinico di verona naturalmente..
    Che bello!

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  3. A presto Chiara, speriamo presto in hobby più lieti :)

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  4. Sono d'accordo Gio. Con tutto. Sono d'accordo che ci sono mille uomini e forse più in ciascuno di noi e che non bisogna mai smettere di lottare o darsi per vinti. E sono certa che tu puoi essere a capo della legione... anzi, lo sei già...
    Un abbraccio.

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  5. Quando leggo queste cose che scrivi sento di amarti.

    Oh, si tratta di amore puro e completamente ideale, non metterti strane idee in testa!

    :-)

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  6. Grazie Marco, lo apprezzo molto :-)
    Appena torna un po' di sereno passerò a trovarvi, mi mancate.

    A presto dunque,

    Gio

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