Friday, 8 October 2010

Li senti salire

Ricordo il fragore della scarica di una mitragliatrice squarciare il brusio del mattino indaffarato, e poi le urla delle persone spaventate, in fuga precipitosa dal mercato.
Ti ho subito persa di vista, e qualcuno dev'essermi rovinato addosso: mi sono rialzato, ho cercato di avvicinarmi al vicolo, l'istinto della strada di casa mi guidava li.

Poi un boato, e forse un altro ancora.

...

Mi risveglio, e non so quanto tempo sia passato.

Mi risveglio, e non so dove mi trovo.

...

Su un letto, immobilizzato dalla debolezza, la vista annebbiata.

...

A fatica riesco giusto a muovere il collo un po' a sinistra e un po' a destra.

Ecco, ora riesco a vedere: sono in una grande stanza dalle pareti bianche e azzurre, due file di letti, l'una di fronte all'altra. Dalle ampie finestre entra la luce dell'ultimo sole, e mi sembra il padiglione di un ospedale.
Gli altri letti sono deserti, ed è silenzio: sono l'unico ad essere presente.
Mi fanno compagnia la polvere e qualche insetto che di tanto in tanto si posa sul mio viso.

Sollevo un poco il capo, con grandissima fatica: ho le braccia e le gambe avvolte in fasce sporche di sangue ragrumato, ma non sento alcun dolore.

....

Pensa ...

....

La guerra è arrivata fin qui?

Ci dicevano che eravamo al sicuro, che non dovevamo temere nè l'esercito nemico nè atti di terrorismo e sabotaggio dei suoi infiltrati e dei traditori.

E se la guerra è qui, avranno già iniziato la loro pulizia etnica?
Avranno già deportato, giustiziato sommariamente, torturato?

Dove sono gli altri malati?
Dove sono gli altri?
Sono forse scappati lontani, lasciandomi solo al mio destino?
E tu, amore mio, dove sei?

Passano ore immobili.

Sono affamato, e la sete mi brucia la gola, ma non ho neppure forza per chiamare aiuto.
Non ho neppure forza per chiamare il tuo nome.

E' ormai notte.

Nel silenzio rotto solo di tanto in tanto dall'abbaiare di cani lontani mi interrogo: non posso essere in città, o forse la città è deserta? Forse i cittadini di ieri sono oggi profughi, in fuga oltre un confine che sperano sicuro, indesiderati ospiti di una gente che non è la nostra, in fuga da un mostro insaziabile e che dopo di noi non avrà placato la sua fame?

....

Ascolta ...

....

Sento adesso l'avvicinarsi di passi.
Non sembrano furtivi e prudenti, ma scaltri e decisi.
Brulicano le bestie affamate tra i corridoi, le stanze, i cortili ...

....

Li senti camminare al piano di sotto, li senti salire delle scale, infine avvicinarsi alla porta alla tua sinistra.

....

Sono pronto?

Guardo la porta: ormai vi sono arrivati, la spalancano. Vedo la luce di una torcia disegnare traettorie rettilinee sulla parete, poi fermarsi sul mio corpo immobile un attimo.

Sento poi un accento che non conosco imprecare in una lingua ignota, qualcuno avvicinarsi di corsa: ancora pochi istanti ... ed ecco il mio destino compiersi!

Addio!

11 comments:

  1. Mi hai fatto ricordare un incubo ricorrente che ho fatto per tanti anni... quasi tutti i pomeriggi (solo ed esclusivamente quando dormivo dopo pranzo)... Angosciante no?!

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  2. Tu un giorno o l'altro mi farai morire d'infarto!

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  3. Tornato in Italia hai mangiato pesante?

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  4. Hai descritto lo stato di confusione e terrore che devono vivere quei poveretti che si sono trovati, loro malgrado, a vivere una guerra...
    E quei pochi pensieri intensi a chi si ama sembrano rendere umana una scena apocalittica che altrimenti sembrerebbe un videogioco...
    Buona serata caro amico!

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  5. Baol direbbe che a pranzo mangiavi troppo pesante :P

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  6. Dony, un giorno farò di te l'eroina di uno dei miei racconti, promesso :-)
    Una di quele senza paura che salvano tutti i buoni e sterminano senza pietà i malvagi, ok?

    :-)

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  7. Illustre collega, sono ancora in terra straniera: da domani si che tornerò a mangiare adeguatamente in Italy ;-)

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  8. Enrica, sono centomila le immagini che vedo per strada, un milione quelle che baluginano nella mia mente.
    Ne colgo una, la metto su uno sfondo chiaro o scuro e inizio a dipingere con i miei colori, la mia tecnica un po' (molto) approsimativa.
    Ed è una cura per me.

    A presto!

    Gio

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  9. E che non lo so?! Prova a chiedere a lui cosa mangia piuttosto... ;)

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  10. Io di incubi non ne faccio, al massimo non dormo...

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  11. Mamma mia, sto collezionando dati per confezionare milioni di incubi ...

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