Wednesday, 6 October 2010

La tavolozza dei colori e la metafisica

Stamattina sono sceso molto presto in ufficio.

Oggi è la prima giornata davvero autunnale di quest'anno: è calata sulla città quella nebbia fitta che dimora qui per lunghi mesi, che toglie colore al cielo fino primavera, che sfuma ogni tinta in un grigio chiaro, omogeneo e impersonale.

Sembra quasi che un artista nel mezzo della sua opera si sia trovato senza piu' colori, e che la sua pittura sia incompiuta.

Gli alberi che seguono la strada, gli edifici: quelli alti sembrano ora davvero toccare il cielo, e dominano il paesaggio, quelli piu' remoti sono celati ai nostri occhi.

Oggi non c'è traccia delle colline, del lago, delle montagne innevate, che pure continuano ad esistere: in questa atmosfera che non ci sembra metafisica solo perchè vi siamo abituati, ma che ne ha alcune caratteristiche, ad esempio la capacità di isolare determinati elementi e eliminarne altri, come si fa con certi argomenti filosofici o scientifici, mi rendo conto che anche come persone alle volte entriamo e usciamo di scena, pur continuando ad esistere.
E, egualmente, alle volte occultiamo esistenze che non vogliamo sentire.

Percorro la via di casa mia, questa lunga vena periferica di un corpo enorme, la città, con la fiducia cieca indotta dall'abitudine: e non capisco che questa confidenza che abbiamo nelle nostre esperienze passate, o in quelle delle persone con le quali viviamo, potrebbe condurre a un vicolo cieco, infilato magari per sbaglio, per una deviazione inattesa dalla via maestra.

Un giorno di tanti anni fa, ai tempi non avevo forse che diciotto anni e vedevo davvero male, con la mia moto infilai un vicolo, sorpassi scioccamente un divieto di transito e seguii una via che non conoscevo.
D'un tratto mi fermai, senza una ragione precisa.
Scesi dalla moto, avanzai di qualche passo: li, a pochi metri, la strada terminava, e lasciava posto a una ripida scalinata in discesa.
Non me ne ero accorto minimamente, ancora pochi metri e avrei fatto un volo terrificante in moto.

E adesso?

9 comments:

  1. Ma, metafisica perché stai lavorando la metà visto che stai sempre a scrivere?

    :D

    (sempre interessante leggerti)

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  2. Ma non sei saltato giù no?! Vuol dire che dovevi ancora stare qua ;)
    Quanto mi piace l'autunno quando arriva... i colori e gli odori e l'atmosfera più fresca ma che mi scalda dentro, fino alle ossa.

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  3. Puoi tirare un sospiro di sollievo!

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  4. Mamma mia Baol ... oggi ho visto talmente tante donne bellissime da essere esausto già a metà giornata ;-)

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  5. D'autunno è bello anche essere un po' febbricitanti, avere quella malavoglia che ti tiene sotto le coperte per un intero pomeriggio :)

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  6. Per ora Dony, per ora ;-)

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  7. Ottima giornata allora :D

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  8. Casomai sono io quella che non sa mai cosa dire!!!

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