Tuesday, 19 October 2010

La notte e il Jazz

Questa notte durerà quanto il disco di Jim Hall che sto ascoltando.

Ho ascoltato troppa musica classica ultimamente: non mi ha fatto bene.

Troppe melodie che conoscevo già, e che seguivo a quasi a memoria, pronto a figurarne lo sviluppo con il mestiere di chi ha un'usata dimestichezza, una familiarità consolidata.
Troppo riconoscibile lo stile, e troppo prevedibile il gioco delle fughe, o il scendere e risalire, o il mutarsi del tempo, ora brioso, ora lento.

Ecco: entri cos' nell'ordine delle idee naturali, dell 'A implica B', dell'algebra rigorosa e dimostrabile infinite volte, e sempre nello stesso modo.

E non va bene.

Devo sentirmi fuori posto, sempre, e essere quindi concentrato, e non dare nulla per scontato.
Devo essere duttile, non conoscere consuetudine.

Perchè la consuetudine è la certezza ... ma lo è per gli altri.
Per me è inganno.
Ma non mi lamento: dopotutto amo l'avventura, proprio come amo il Jazz.

Oggi non voglio la solidità della musica classica, dove ogni nota sembra cadere esattamente dove è giusto che cada.
In quell'architettura dove tutto combacia alla perfezione, in quella solidità non fittizia, oggi non risalta altro che la mia inadeguatezza.

Ora voglio essere assolto dal Jazz.

Adesso voglio perdere la mia identità, essere come una goccia in un fiume spumeggiante e poi tranquillo, come una delle centomila note di questo Jazz.

Voglio rimbalzare tra le corde pizzicate del basso e le bacchette che battono sulla batteria, voglio nascondermi dietro gli accordi della chitarra, e scivolare via dalla tastiera prima che il pianista arrivi a finire l'arpeggio.

E non avere idea di dove sono: voglio ubriacarmi di questo Concierto, visto che con l'alcool non ci riesco.
E mi addormenterà un ritmo lento, e i suoni, cui la stanchezza mi farà via via più sommesso, vinceranno l'animo mio recalcitrante alla quiete.

E finalmente arriverà il sonno.

E domani mi inventerò qualcos'altro, un ennesimo artificio per avere un'altra giornata meravigliosamente migliore di quella che 'le circostanze' avevano riservato per me.

Oggi ho vinto io.

11 comments:

  1. Mi sembra un ottimo modo per chiudere una giornata. E ci riesci davvero bene (almeno di facciata)... poi dovrei capire se "dentro" sei altrettanto vicintore! ;)

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  2. le braccia della musica sono fra le più "morbide"...

    Buona giornata
    Joh

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  3. Ok con il jazz, ma occhio a non finire nelle mani di Albert Atler!!!!
    Lu

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  4. Scusa Albert Ayler, the holy ghost

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  5. E secondo te ora non andro' a fare incetta dei suoi dischi?
    Padre snaturato!
    Per un istante ho inteso Alvar Aalto ... che secondo me è un giovane che merita anche lui ;-)

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  6. La musica culla, incoraggia, sveglia, da' forza. Per me e' un rifugio, un viaggio. Faro' un po' di incetta pure io! :D

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  7. Affermare che la musica classica è prevedibile è come ricevere un pugno nello stomaco.
    Non dipenderà dal fatto che ascolti sempre e un certo stile che è necessariamente riconoscibile ma che a mio avviso contiene sempre un intricato gioco armonico che cambia a seconda dei direttori e degli esecutori, delle giornate e degli uomori dell'ascoltatore?
    Nel mio blog spesso ho caricato brani classici che non sono molto "popolari" e mi è sembrato tu fossi particolarmente interessato solo allo stile sei-settecentesco.

    Capisco che oggi sei dell'umore per ascoltare jazz e chi meglio di me ti può capire ma, credimi, il repertorio classico è infinito e a me riesce sempre a sorprendere.
    Ti abbraccio

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  8. Marisa perdono :D
    Sai che amo la classica, ma a volte , come hai capito, bisogna 'cambiare'.

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  9. Maraptica, sta male il povero Gio di cui scrivo, e su cui riverso parte del male ;-)
    Poverino lui!!

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  10. Joh, mi serviva davvero un bel po' di Jazz.
    E non sono ancora sazio.
    Stasera Art Blakey!

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  11. Brava Vittoria, e se non siamo soddisfatti giù mazzate cosmiche a Lu (gliele darò io a nome di tutti e due ;-) ).

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