Friday, 29 October 2010

Il terribile weekend

La cosa terrificante di questo weekend, è che nessuna persona che mi è cara potrà rassenerarmi, anzi: ho dato vaghe disposizioni perchè mi si lasci completamente in pace fino lunedi.
La cosa ridicola è che potrebbe rincuorarmi una persona perfettamente sconosciuta o quasi.

E' vergognoso perfino per me considerare una donna una panacea per i mali dell'animo.
E mi riconosco poi non così diverso da chi vede in una femmina null'altro che un giocattolo erotico, la metà necessaria per fare un po' di ginnastica, un semplice balsamo per il corpo.

Non è così, ne sono convinto.
E' uno dei cardini del mio esistere.
Non è così, vero?

Vabbè, vediamo di scrivere qualcosa, e far passare una decina di minuti.

Mentre in sottofondo uno Swing riempe di bianco e nero la mia stanza, e sorseggio un succo d'arancia, mi immergo nei miei ricordi di bambino.

Amavo gli alberi, in modo davvero commovente.

Mia mamma aveva comprato dalle fioriste sotto casa una piantina grassa.
Avrò avuto 4 o 5 anni: non so come, mi chiese di darle un nome.
'Tenerina', fu la mia risposta.
E lo era davvero, con quei rametti soffici e verdi, morbidi sicuramente.
Ogni tanto ne vedo ancora di 'tenerine' in casa, o nei vivai.
Mia madre aveva allora l'età che io ho ora.

Quando invece, penso fosse l'autunno del 1985, avevo dunque 6 o 7 anni, si decise di abbattere quell'alto pino in giardino, vissi un autentico shock.

Vedevo gli operai al lavoro, ed ero angosciato.

Prima tagliarono tutti i rami con le loro maledette motoseghe, lasciandone così il tronco nudo, non più coperto, protetto, dal suo fitto strato di aghi.
E piangevo, e tra me e me imploravo pietà, di smettere per carità, e invece loro andavano avanti, e finirono anche il tronco, senza nessuna incertezza.

In giardino mi arrampicavo sul nocciolo, facevo dell'intrico delle canne di bambù un rifugio segreto, e il grande Cipresso che si vedeva perfino dall'oratorio era il re del giardino, e sua regina le Magnoglia dalle belle foglie sempre verdi.

Quel cipresso è stato abbattuto pochi anni fa.
Non ho pianto, ovviamente, ma mi sono chiesto dove diavolo saranno finiti tutti gli uccelli che avevano li, tra quei rami, i loro nidi, e mi sono immaginato la lunga agonia delle radici, condannate a marcire lentamente sotto terra, invisibili.

Ecco, il disco è finito.

Casa mia è tornata nel silenzio: si sentono giusto le mie dita battere sulla tastiera, la ventola del PC che ronza monotona.
E il vuoto si dilata in avanti nel tempo: non suonerà il telefono, non ci sarà altro che quello che io programmerò, e quindi ... nulla.
Non riuscirò ad avventurarmi: mi sembra oggi d'averlo già fatto troppe volte, e sempre con gli stessi risultati.
Domani vedrò di scendere in città, sprecare un po' di ore per negozi, musica, un manichino snodabile di quelli da disegnatori, per addobbare un po' il palcoscenico di questo monologo incessante che è il mio vivere.

Mi impongo di smettere qui.

Un giorno starò benissimo: non perchè sarà successo nulla di che, semplicemente perchè mi sembrerà per qualche inganno tutto migliore.

E tornerò a leggere questa pagina inaridita e sofferente.
E me ne ricorderò per la prossima volta: non ho fretta, ormai non mi inganni più.
Quanto passerà?
Quanto durerà questa angoscia, questa frustrazione?
Un giorno, una settimana, un mese ... ma alla fine ci sarà un attimo di gioia.

Nulla di chè: sarà un'altra bicicletta parcheggiata per caso accanto alla mia moto.
Sarà un lampo che squarcia il cielo infinito per conficcarsi nel cuore della terra.
Sarà una bella notizia sul lavoro, sarà un addio, sarà un vecchio film.

Il demone è morto.
L'ho ucciso io!

9 comments:

  1. Ti auguro di tutto cuore un bel finale....

    http://www.youtube.com/watch?v=kGXrTNAOfZA&feature=related

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  2. Quanta sensibilità Giò...quanto amore arrabbiato che hai per la vita...
    ...quanto ti capisco.

    Scusa Giò ho tolto momentaneamente dal mio blog il post che dovevo iniziare a scrivere, lo scriverò poco per volta.
    purtroppo mi si sono cancellati i tuoi commenti... non so perchè.
    a presto
    BACIONE

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  3. Dai, tra un po' è Halloween, la mia festa ;-)
    Sai mai che una bella vampira si innamori di questo zombie? ;-)

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  4. Amore arrabbiato per la vita ... è una bellissima espressione, davvero.
    Grazie.

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  5. E' la rabbia che ci fotte alla grande, quella che ti mangia da dentro e ti fa sentire come una bestia in gabbia. Ma che importa se quel giorno arriverà per "qualche infanno"? La vita va vissuta passo per passo. Tutta insieme è un carico troppo enorme da portarsi sulle spalle. Piano piano Gio ;)

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  6. Festina lente dicono dalle mie parti.
    Affrettati lentamente.

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  7. E poi... non è forse tutto un inganno?...
    A cominciare da quella tristezza nobile che ci coglie in certi momenti come se calasse dall'anima un velo scuro a lutto...
    E' tutto un inganno.
    Ti abbraccio.

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  8. Sono esausto Enrica.
    E non c'è nulla se non la mia volontà che possa aiutarmi a tirare avanti.
    Che fatica :-)

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  9. Direi che quella che hai scritto è poesia. E dalla poesia non può che nascere qualcosa di positivo, che trascende la tristezza, la disperazione a volte, dalla quale scaturisce. Anche io, come tanti altri, mi riconosco nelle cose che hai descritto. Spero di riuscire, assieme a te, a trarre forza dalle cose tristi della vita, in barba a quel fatalismo che, purtroppo, abbraccia definitivamente chi di noi non riesce, per un motivo o per l'altro, a trarne un insegnamento che ci rafforzi e ci indichi la giusta via da seguire.

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