Tuesday, 26 October 2010

Il senso del dovere

Via, è ovvio.

Il mio dovere morale è quello di stare lontano dalle persone.

L'ho ripetuto milioni di volte a me stesso: da adolescente immaginavo tra me e me le parole per dirle 'no'.
L'ho ripetuto talmente spesso da non averci fatto caso quando avrei dovuto.

Anche in queste pagine l'ho scritto, in termini generali: ad esempio qui e qui.

Tesi convincenti, verificate, la cui importanza ho colpevolmente sottovalutato.

E, ammetto di non averlo scioccamente pensato prima nei giusti termini, tutto questo riesce perfino a dare perfino un valore etico alla mia solitudine infinita.

Nel migliore dei casi andrò a visitare quel museo non da solo: non credo sia pericoloso un contatto tanto superficiale.

Quello che fa ridere con sciocche battute.
Quello che cita a sproposito M. Yourcenar, o qualche libretto di Mozart.
Quello che gioca a biliardo in modo goffo.
Quello che ordina sempre un succo d'arancia.
Quello che non si fa più vivo.

Ecco: io sarò quello d'ora in avanti.

Se poi tu vorrai avvicinarti, lo farai a tuo rischio e pericolo, e contro le mie resistenze feroci.
Non userò metafore, non edulcorerò nulla.

Forza!

E' ora di misurare il mio senso del dovere.
E se mancherò, sarò capace di punirmi.

5 comments:

  1. Lo sai che non sta a te decidere per un altro? Puoi decidere solo per te....
    Buonanotte, Gio.

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  2. Il tuo dovere morale implicherebbe che le altre persone non sono abbastanza intelligenti e mature per poter scegliere della propria vita ma che sei tu quello che deve decidere per loro; forse non è così Gio, forse...

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  3. E' verissimo Enrica, per quello appunto voglio scomparire da certe situazioni.

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  4. Baol, qui non tratta di decidere, qui si tratta di scegliere e essere di ostacolo a una scelta.

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  5. Tutti i buoni propositi vanno sempre a cozzare con gli imprevisti o con la casualità, perciò offrirsi agli altri è un'altro modo di prendere da essi basta saper gustare ogni singolo regalo che inconsapevolmente gli altri ci fanno.
    Pensaci!

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