Friday, 22 October 2010

Il sacellario e la maledizione

Il sacellario aveva approfittato della confusione che, come sempre, sovrastava ogni altra cosa a Roma durante il Conclave, per appropriarsi di parte del tesoro che gli era affidato in qualità di amministratore.

Già l'aveva fatto anni prima, in occasione dell'elezione al soglio pontificio di Gregorio XV, e ancora gli sembrava naturale ripetersi allora: in quel dilagare di corruzione e malcostume, in quel mercimonio, in quell'oceano di ricatti, menzogne, minacce, il suo furto non gli sembrava neppure troppo censurabile.

Maffeo Barberini diventava Papa della Chiesa Cattolica con il nome di Urbano VIII, e tutto, all'apparenza, tornava come prima: i soliti uffici, le solite pratiche, le solite noie.

Di nuovo la città fu in fibrillazione tre anni dopo per la Consacrazione della Basilica di San Pietro, e anche il sacellario venne coinvolto nelle cerimonie: gli fu affidata la custodia dei tesori della cattedrale per i giorni immediatamente precedenti la grande cerimonia, e quindi il servizio di sicurezza e l'amministrazione della giustizia.

Un'occasione comunque inopportuna per appropriarsi di qualche prezioso, penso', perfino per lui che non era certo un pavido quando si trattava di latrocinio.

Mancavano pochi giorni al grande evento quando uno straniero, un uomo alto e possente, completamente vestito di nero e stretto in un lungo mantello fittamente ricamato di motivi purpurei, si presento' alla casa del sacellario.

Fu di modi molto sbrigativi con i servi: supero' ogni resistenza e si introdusse nelle camere private del padrone di casa.

La sorpresa fu grande, ancora maggiore quando lo straniero, fissandolo severamente negli occhi, disse quasi ringhiando, facendosi sentire perfino dai servi che l'avevano rincorso fin li: 'Io so cosa hai fatto durante l'elezione di Gregorio XV, io so cosa hai fatto durante quella di Urbano VIII'.

Il sacellario allora liquido' con poche parole i suoi servitori: ecco che quell'incognita presenza in casa sua diventava all'improvviso temibile ben oltre le aspettative.

E se fosse stato un agente segreto del nuovo Papa?
E se fosse stato dunque un ricattatore?

Non l'aveva mai visto prima, e sembrava un forestiero ... eppure ...

Come fare per capire chi aveva di fronte senza scoprirsi troppo?

Lo straniero ne anticipo' ulteriori elucubrazioni: si mise spvaldamente la mani attorno ai fianchi.
Non aveva armi con sè, e in un attimo il sacellario prese una spada, e gli si avvento' contro con tutta la foga di chi si sente braccato.

Il misterioso individuo non si scompose.

Afferro' la lama tra le sue mani: la strinse, la strappo' dalla presa incerta del sacellario.

Quindi ne rivolse la punta contro sè stesso, e se la conficco' fino al manico nel proprio ventre, ma solo per estrarla pochi istanti dopo.

Non una goccia di sangue versarono le sue mani, o il suo bacino, che quella lama aveva pur traversato.

Prese poi a tirare fendenti di spada a mezz'aria.

La sua velocità era qualcosa di mai visto prima: l'immagine si sdoppiava quasi per la rapidità con la quale si muoveva, o forse davvero erano ora due, e tre ... dodici le figure che circondavano il terrorizzato sacellario?

'Le tue armi non possono fermarci, idiota. E adesso ascolta bene quello che abbiamo da dirti: sei nelle nostre mani, e farai esattamente quello che vorremo, o rimpiangerai il giorno in cui sei nato'.

Balbettando, terrorizzato, si chiedeva il sacellario cosa potesse fare uno come lui per una creatura che non sembrava umana, ma dotata di poteri eccezionali ...

Riprese a parlare quella figura che si componeva e si scomponeva davanti ai suoi occhi, che ora gli era di fronte, ora assieme e di fronte e al suo fianco, ora in ogni punto della stanza.

'Tu sei titolare della custodia della Basilica di San Pietro. La notte precedente alla sua consacrazione, mi lascerai accedere alla cattedrale: nessuno dovrà seguirmi, nessuno esserne informato. Fa come ti dico e ne avrei in cambio dieci lingotti d'oro. Prova ad ostacolarmi, e non avrai piu' voce per gridare il tuo dolore.'.

Obbedi', atterrito, il sacellario: quella notte accompagno' lo strano individuo fino all'ingresso di San Pietro, dove lo aspetto' fino al suo ritorno.

Tutto avvenne in poche ore.

Fu di parola la nera figura: il sacellario ebbe tutto l'oro che gli era stato promesso, ed una lunga e serena vecchiaia, per poi sprofondare nel piu' tetro degli inferi.

D'altra parte la bestia aveva ottenuto quello che bramava: l'accesso segreto alla Basilica, senza che nessuno se ne avvedesse e denunciasse una presenza misteriosa, che avrebbe allertato il clero, messo in moto l'Inquisizione.

L'indomani, l'inaugurazione della Basilica, il cuore pulsante del cattolicesimo fu perfetta.
Alle preghiere seguirono i cori sacri, ai riti solenni fece eco la spiritualità sincera di qualche autentico credente in quel Dio morto in croce.

Ma nascosto sotto una lastra di marmo nella navata centrale, invisibile e celato a tutti eppure presente, un simbolo diverso, un simbolo maligno e maledetto, sosteneva l'intera struttura.

E già iniziava ad inquinare tutta quella sacralità, e cosi' avrebbe fatto nel corso dei secoli, portando in quel luogo corruzione, malvagità, perversione.

Il seme del male era stato piantato da quel demonio nel terreno piu' fertile: e si sarebbe cosi' cibato delle preghiere rivolte al Dio morto in croce, e ne avrebbe fatto bestemmia, maleficio, sortilegio.

11 comments:

  1. E la storia ci insegna che Urbano VIII fu sempre generoso (attingendo alle casse della chiesa) verso i suoi cari... Mi piaccciono questi racconti di storia Gio!

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  2. Di storia ne sapete voi assai piu' di me mia cara: io mi limito ad andare un po' a casaccio, appoggiandomi ai testi o wikipedia per rispolverare la memoria ;-)

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  3. Racconto molto profetico...
    Gia' ce li vedo i nostri politici sprofondare nel piu' tetro degli inferi.
    Se non fosse che nel frattempo in mutande ci restiamo noi!

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  4. Siamo passati al "voi"?! ;)
    Il mio prof di storia medievale era un patito della papistica e ci obbligò ad imparare nomi e date di ogni papa, dal primo all'ultimo e... viceversa! Inutile dirti che ad esame dato ho resettato tutto il cervello :) Rimangono sprazzi di informazioni piuttosto confuse. E poi... la storia, romanzata... è tutta un'altra cosa no?!

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  5. Proprio vero Dony :-)

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  6. Per una nobildonna come VOI mia cara Maraptica questa è la minima riverenza ;-)

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  7. No, secondo me ne manca davvero una...

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  8. Ma come?
    E io che ne ho tolte alcune :D

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