Thursday, 14 October 2010

Il passaggio segreto

Ai piedi di un'alta montagna dalle nere pareti erose da un vento incessante e da piogge battenti, sorgeva un tempo un sinistro castello difeso da un'imponente cinta di mura merlate.

Li, nei secoli bui del medioevo, viveva l'oscuro Conte di San Germano, protetto dai suoi cinque guerrieri e dalla magia di una misteriosa principessa fuggita da un lontano impero, oggi scomparso dalla storia.

Il Conte, in pochi ricordavano d'averlo visto, ma tanti lo conoscevano, era carismatico e temuto.

Era egualmente rispettato e odiato per la sua forza mistica e per le sue pratiche esoteriche: da sempre era guardato con sospetto dalla nobiltà, dalla Chiesa, i cui membri piu' insospettabili pero' spesso cercavano proprio il suo aiuto, per sconfiggere malattie o pestilenze, o per colpire a distanza i propri nemici con carestie o epidemie.

E il Conte, tutto preso dai suoi studi, acconsentiva spesso a soddisfare gli sciocchi capricci di queste comparse: per lui, che da prima che si fosse dissolto l'impero calcava il suolo della terra, con decine di nomi e identità diverse, i suoi studi erano tutto, e tutto cio' che li assecondava accettabile, modesto dazio da pagare per ottenere un bene piu' ampio.

Allora le notti si coloravano di nubi rosse e striature d'argento, e dalle guglie del castello si levavano fumi densi che il vento soffiava lontano, per portare sollievo o seminare morte.

Altre volte capitava che grida inumane rieccheggiassero nel silenzio della notte, quasi che una lotta terribile vedesse bestie colossali perire, o trionfare.
E ci si stringeva nei letti tremanti, e allora nei villaggi gli uomini atterriti prendevano le armi, ripetevano preghiere leggendarie, invocavano San Giorgio, pronti a lottare, a difendersi da invasioni di mostri o bestie feroci.

Come quella volta, raccontavano antiche cronache, che un nugolo di pipistrelli giganti in grado di trasformarsi in uomini una notte invase la valle, fuggendo dal castello ... finchè il sorgere del sole non corrose tutti quei mostri sanguinari.

Tutto cambio' pero' quando Christian Rosenkreuz, di ritorno da uno dei suoi viaggi, capito' a Roma, proprio durante l'elezione del nuovo Papa ...

La fama di Rosenkreuz lo precedeva: la sua leggenda di guaritore, di eroe del Santo Sepolcro gli permise di presenziare al Conclave.

Li tenne un discorso infuocato contro un suo vecchio nemico, che da secoli inseguiva e combatteva con ogni mezzo e senza esclusioni di colpi: il Conte di San Germano.

Rosenkreuz mostro' agli astanti la potenza della sua magia: diede vita a una statua per pochi istanti, materializzo' dal nulla oro e pietre preziose, animo' affreschi, con un solo cenno della mano uccise un Cardinale che lo aveva minacciato di condanna per stregoneria ...

Promise una nuova crociata, che lui stesso avrebbe guidato, e che avrebbe sradicato il dominio islamico in oriente ...

In cambio chiedeva solo alcune sacre reliquie, un anello appartenuto a San Pietro, e di essere lasciato libero di attaccare il proprio nemico la, al castello, dove non l'avrebbero potuto difendere i suoi cinque guerrieri dal suo potere oscuro.

Ignorava, come tutti, che da anni non erano solo i cinque vertici del Pentagono a proteggere il Conte, e che la principessa d'Oriente aveva conoscenze magiche non inferiori alle sue, nè a quelle del suo nemico ...

Rosenkreuz arrivo' in una fredda notte senza luna.

Il vento soffiava impetuoso contro il suo incedere lento, la pioggia si faceva piu' sottile e pungente ...
'Hai percepito la mia presenza, maledetto' penso' tra sè e sè, sapendo bene che quel vento, quella pioggia erano al servizio del Conte, 'ma non credere di potermi fermare con cosi poco' aggiunse sogghignando.

Pronuncio' qualche formula magica, levo' alto in cielo il suo bastone, e d'improvviso, dopo anni, torno' il sereno in quella valle abbandonata da Dio.

Si fermo' a poche centinaia di metri dalle mura.

'Qui sotto corre uno dei passaggi segreti su cui conti per una fuga: e il tuo guerriero sta percorrendo i miei stessi passi, solo pochi metri sotto di me. Vediamo se gli piacera' la sorpresa che ho preparato per lui'.

Levo' entrambe le braccia al cielo: recito' una preghiera dannata, o qualcosa di simile: e il cunicolo sotto di lui, all'istante, si riempi' d'acqua.

Una delle cinque candele a Pentagono che illuminavano la sala del trono, si spense.

'Si sta avvicianando' mormoro' il Conte.
'E io questa volta non avro' forze per combattere: gli ultimi esperimenti mi hanno stremato. Sono nelle tue mani: sai cosa fare' e guardo' negli occhi la principessa.

Quindi si sedette sul trono, osservando fisso un punto preciso nella parete di fronte a sè.

Lei era pronta.

Si: lei sapeva bene cosa doveva fare.
Si tolse la bella mantella ricamata d'oro, quindi si avvicino' al candelabro.
L'una dopo l'altra spense tutte le quattro candele rimaste accese.
Quindi, gli concentrandosi sul Conte, sussurro' la formula magica che aveva sperato di non dover usare mai.

Nello stesso istante in qui il Conte si pietrificava e Rosenkreuz si tramutava in una Quercia, lei si dissolveva nell'aria tersa della notte.

Ricomincio' a piovere, torno' il vento a soffiare su quella montagna nera, su quel castello sinistro.

E per secoli sarebbe stato tutto immobile: la Quercia nel bosco dove avrebbero dimorato migliaia di uccelli, la statua nella sala del trono sulla quale si sarebbe posata, anno dopo anno, la polvere.

Aspettavano entrambi, Rosenkreuz e il Conte, l'ultima mossa della loro sfida mortale.

E mentre l'uno, Rosenkreuz, immobilizzato e cosciente, meditava e studiava le mosse dei suoi avversari, il Conte si rigenereva nel lungo sonno, e tornava la forza nella sua mente.

Aspettavano il ritorno della principessa, traslata di secoli avanti nel tempo: aspettavano che una notte senza luna, su suggerimento di uno sconosciuto discepolo del Conte, lei, l'unica capace, benchè avesse perso memoria del proprio passato, tornasse nel luogo dove tutto era accaduto, per recitare al contrario quella formula magica e ...

9 comments:

  1. Molto interessante...

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  2. Caspita! Tiriamo fuori i Rosacroce??

    colpo bassissimo!!!

    "Come il vento del sud, come la splendente luce del mezzogiorno che caratterizza la piena coscienza delle cose, così io vado verso nord, verso la nebbia ed il freddo, abbandonando ovunque la mio passaggio qualche parte di me stesso, spendendomi, dimenticandomi , ma lasciando un pò di luce, un pò di colore, fino a quando io non sia infine arrivato e stabilito al termine della mia carriera: allora la rosa fiorirà sulla croce...."
    :o))
    Un abbraccio
    Joh

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  3. Un'autentica improvvisazione caro collega :)

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  4. Il tutto è somma di infinite parti Joh :-)

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  5. Come si suol dire: aspetta e spera!

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  6. Siamo nelle mani di una principessa o di un principe che, semplicemente, si è dimenticata di noi :-)

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  7. Noooo Gioooo pauraaaaaa! Hahahahahahahah!
    Dovevo aspettarmelo che lo avresti scritto... del resto sei un uomo di parola no?! ;)

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  8. Meno chiacchiere e più magia Principessa :D

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  9. Meno chiacchiere, la vera magia. Infatti Gio :)

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