Sunday, 24 October 2010

Domenica passata a casa: uno sciocco test

Oggi non sono stato bene.

Nulla di che, giusto un po' di nausea, mal di testa: ho così passato tutto il giorno a casa.

Le ore del mattino e del primo pomeriggio a letto ma sveglio, alzandomi di tanto in tanto per rinfrescarmi un po', per andare in cucina a sbocconcellare qualcosa, e poi nel tardo pomeriggio, finalmente un po' più in forma, profondamente addormentato.

Per prendere sonno mi sono voluto avventurare ancora un po' nella lettura di quel diario di cui dicevo ieri.
Le date si susseguono in modo bizzarro: a volte sono separate da pochi giorni, altre da mesi, anni perfino.
L'ultimo messaggio è del 2008, il primo del 1997: in totale sono forse una quarantina di pagine, non molte ma neppure poche se si considera che a quei tempi scrivevo anche altrove, ma non più in modo organico come avevo fatto in precedenza, obbedendo al calendario più che non ad un'esigenza precisa.

A un certo punto, vinto dalla stanchezza e dalla commozione per quello che leggevo, dalla pietà autentica per quel poverello che, ahimè, avrebbe visto naufragare parecchi dei sogni cui affidava il proprio futuro, ho carezzato le pagine.

Al contatto con i miei polpastrelli, il lieve solco lasciato nella carta dalla scrittura fitta, mi ha dato una sensazione diversa, più vivida intendo, dell'esistenza di quell'essere che un giorno scrisse quelle pagine, e che con gli anni si è trasformato in me.

La sensazione del tatto, la personalità di un tratto grafico unico, quei foglietti volanti inseriti qua e la tra le pagine ...

Se penso ai 6 o 7 diari che custodisco ancora in casa dei mie genitori, li vedo gonfi, pieni di ricordi che vanno oltre la parola scritta: righelli, cartoline, vecchi ritagli di giornale, forse qualche francobollo.

Vorrei scrivere qualcosa di sensato: buttar giù idee, anche se sconnesse, anche se tenute insieme da un italiano inadeguato e approsimativo, mi piace e mi fa star meglio.
Oggi, tuttavia, non sono in condizione nè di continuare la storia di Vera, nè di smarrirmi nel tentativo di capire l'uomo.
Insomma, mi propongo solo un piccolo gioco.
In quelle pagine di diario, ho trovato un piccolo commento a una notizia che ha riportato alla mia memoria la vignetta che vedete in alto.
Ve la ricordate anche voi l'occasione che propiziò una vignetta così amara?

6 comments:

  1. Non lo ricordo. Ce lo ricordi tu?
    p.s. Ora come stai?

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  2. Le scorse elezioni

    Concordo con la vignetta, per un sacco di motivi

    ciao

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  3. Ora meglio grazie :-)

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  4. Quasi esatto Baol: le elezioni però erano quelle del 2001.
    Ciao!

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  5. Comunque la vignetta è sbagliata, Altan non ha ancora visto le prossime...

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  6. Grazie a Baol per la risposta, io non ci sarei mai arrivata.
    Piu' che altro mi dispiace per il tuo malessere, cefalea e nausea hanno un potere di limitazione da paura.
    Pero' leggo qui sopra che va meglio, sono contenta...
    Buon inizio settimana Gio!

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