Wednesday, 27 October 2010

Briglie sciolte

Grazie ai recenti sviluppi, oggi mi lascio portare dalla corrente dei miei pensieri.

Per prima cosa vorrei dirti che tu, al pari di tutti o quasi, di me vedi solo la superficie. In qualche modo dev'essere per alcuni accattivante: e quello che cela al suo interno, bada bene, non è il semplice abisso che dimora in ogni uomo cosciente.
No, non è cosi.
Già da quello dovrebbero guardarsi le persone, ed è solo parte del problema.
C'è un volume denso di viltà, miseria, frustrazione, debolezza che a quanto pare vedo solo io.
E mi disgusta.

Oculos habent, et non videbunt!

Mia madre, pensando forse che io sia ancora un bimbo, qualche mese fa mi ha portato su dall'Italia un numero di fumetti Disney.
Amo i fumetti, anche se con gli anni sono rimasto fedele solo a Tex, che ormai è inquilino delle mie case dal numero 320, o 321.
'Gringos': disegni di Civitelli, che da allora è rimasto il mio disegnatore Bonelli preferito.
Un tratto pulito, essenziale il suo: non c'è spazio, per Civitelli, che per linee sottili e ben separate. Uno stile molto particolare, che pure riesce a catturare anche i vapori di una palude, o la sofferenza di una fronte madida di sudore, ma che è ideale soprattutto per i primi piani di uomini pensosi, dentro le cui menti ci sembra di riuscire ad addentrarci.
Torniamo a Pippo Pluto e Paperino.
Alcuni fumetti Disney sono eccezionalmente divertenti, altri sorprendentemente sottili.

C'è ad esempio questo dottor Arpya che, mentre Topolino è fuori città, si impossessa di Topolinia.
Non serve la forza all'oscuro scienziato pazzo: messaggi subliminali emanati attraverso la televisione, i giornali, il telefono e la radio gli permettono di controllare completamente le menti dei cittadini.
Ed ecco dunque Topolino ritrovarsi in una città in cui tutti vestono nello stesso modo, pensano le stesse cose, comprano a comando perfino il terribile Gelato Sottozero.
L'unico che sfugge al giogo di Arpya è Pippo: lui ha il televisore rotto, la radio fuori uso, i fili del telefono li utilizza per stendere i panni, e il giornale serve a mo' di vetro per una finestra.
Insomma: ci salveranno i pazzi.

Alla fine si tratta solo di ricominciare tutto da capo.
Mi piacciono le avventure: faro' dell'inganno sistematico il mio metodo.
Non nelle pagine di questo diario, è ovvio.
Ma qui mi sento al sicuro: distante da chiunque, sincero quanto le circostanze richiedano, e fin dal principio.

Alcuni di quelli che leggono queste pagine sono forse come un tale che un giorno ritrova in un vecchio baule dimenticato impolverate memorie, e non capirà mai se sia finzione o realtà quello che vi è scritto, perchè ormai è passato.
Altri non avranno bisogno di domandarsi se sia verità o finzione, perchè penseranno d'averle scritte loro quelle, queste, parole.

Tutte, alcune, poche: basta un punto di contatto vero perchè lo sia tutto.

4 comments:

  1. Che belle le storie di Disney... ma (schhhh non urliamolo troppo forte) Topolino mi sta un pò antipatico. Sono una fan di Paperino e co. Forse perchè sono più "veri", "autentici"... o almeno io li percepisco così. Quale miglior campagnia Gio di un bel fumetto o di un bel libro? Un salutone

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  2. E' vero Giò la miseria è la nostra crescente povertà.
    Immergiamoci nella fantasia di disegni e colori "vivi"...è bello a volte pensare di ritornare bimbi!
    BACIONE GIO':-))
    chiara

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  3. Anche io preferisco di gran lunga i paperi, ma qualche perla rara si trova anche a Topolinia ;-)

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  4. Ciao anche a te Chiara :-)

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