Thursday, 30 September 2010

Lo splendore di un attimo


Cito dalle 'Memorie di Adriano' ...

Il luogo dell'incontro si trovava sulla riva sinistra dell'Eufrate, poco lungi da Doura. Traversammo il fiume su una zattera. I soldati della guardia imperiale partica, con le corazze dorate, su cavalli altrettanto splendidi, formavano una linea abbagliante lungo le sponde. Il mio inseparabile Flegone era pallidissimo. Persino gli ufficiali che mi accompagnavano non celavano la loro apprensione ...
Quello che precede questo incontro misterioso, quello che segue l'apprensione di quegli alti ufficiali, non ve lo voglio raccontare: vi invito, ancora una volta, a ospitare nelle vostre case questo libro meraviglioso. Tra le sue pagine, che contengono ben più che non una biografia più o meno veritiera di questo strano personaggio, di questo romano intriso di cultura greca, troverete le definizioni più esatte di sensazioni e idee che conoscete già.

E ne conoscerete di nuove: vi innamorerete di una lontana cugina vinta dalla passione per un oscuro danzatore, mediterete sulla necessità del sangue, interrogando voi stessi Attiano in quella locanda sul mare ...

Ma torniamo a noi.

Tornavo oggi a casa in moto seguendo una strada diversa dalla solita: mi sarei dovuto fermare in un negozio, quindi avevo il fiume alla mia sinistra mentre uscivo dal centro.

E li, tra il parapetto e la strada, lungo il marciapiede, un filare di alberi: il sole del tardo pomeriggio ne illuminava obliquo le foglie ormai ingiallite, dorate.

Ed eccola, ancora, dopo 2000 anni, la cavalleria partica: li, immobile, colossale ... in tutto il suo splendore scrutava i miei movimenti, attenta a percepirne la minima incertezza, il piu' piccolo segno di minaccia ...

Un'altra volta ho letto di un immagine simile: era la cronaca di un crociato terrorizzato, atterrito dalla magnificenza della cavalleriaturca, lanciata all'attacco al comando di musiche terrificanti e squilli di tromba ...

Anche li, lo splendore dell'oro dell'armature, ancora una volta ...

Dura pochi giorni questa transizione: presto cadranno le foglie dorate, e resteranno solo scheletri neri e spogli, infreddoliti.
Ma se è vero che lungo la strada le foglie verranno spazzate via in fretta, ne osserveremo altre seguire lente il corso del fiume, o radunarsi ai piedi degli alberi nei parchi, nelle foreste.

Quando ero bambino, credevo che quello strato di fogliame che ricopriva il suolo dei boschi, fosse una sorta di coperta, che tenesse al caldo la terra.
E pensavo che gli alberi, generosi, lasciassero cadere le proprie foglie per questo motivo: accudire il terreno, riscaldare, nutrire i mille abitanti della foresta.

Poi si cresce, e si impara.

9 comments:

  1. Lo vedi che riesci ad essere tenero anche quando parli di guerre sanguinose? Grazie davvero, Gio. Non sai che sollievo sia leggere i tuoi posts.

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  2. Ti giuro che la mia giornata leggendo le tue parole già inizia al meglio :)

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  3. Si cresce e si impara...ma non per tutti va così :/

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  4. Avrei quasi voglia di dare ragione a Baol...
    Ma dentro di me nutro ancora la flebile speranza che non sia mai troppo tardi, per crescere e imparare...

    Sì, fisicamente sto meglio...
    E' solo la testolina che non ne vuole sapere di rientrare dalla tangente per cui e' partita...
    Buona giornata Gio!!!

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  5. L'autunno è forse la stagione più bella. I colori delle foglie riscaldano e la malinconia ti avvolge con dolcezza.

    E' una sensazione strana ma bellissima....

    Un abbraccio
    Joh

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  6. Joh, lo spettacolo piu' emozionante è quello regalato dai 'pionieri' - alberi già rossi e d'oro in mezzo alla macchia verde :-)

    E' la bellezza del singolo!

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  7. Dony, devi mettercela tutta :-)

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  8. Ci sono cose che, imparate, andrebbero dimenticate.
    Non credi anche tu, Baol?

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  9. Lo penso fermamente anche io, sì

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