Sunday, 26 September 2010

L'individuo

La risposta di Enrica al precedente messaggio mi ha fatto venire in mente quanto sia difficile essere individui, soprattutto quando la nostra individualità si riconduce non solo ad un'attitudine che si possa, per convenienza o prudenza, nascondere o esaltare, ma anche a qualcosa di indelebile, evidente, definitivo, intimo.

In questo caso, sia chiaro, considero l'omosessualità parte del secondo gruppo: della prima categoria viceversa possono far parte ideologie politiche carezzate ma non vissute, religioni praticate ma non credute, erudizione nozionistica e non sistematica.

Enrica ha ragione: ogni essere è un individuo, ma molti, quasi tutti, sono ben lieti di barattare la propria singolarità, minuscolo frammento di uno sterminato mosaico, forma e colore unici, con la comoda appartenenza ad una categoria, semplice stampo regolare, omogeneo in colore, di quelli che puoi piazzare accanto ad altri centomila identici, di quelli che non si notano e non stonano mai.

E se poi ti ostini ad essere un rombicubottaedro arcobaleno, c'è sempre qualcuno, a volte perfino costui s'illude di essere generoso, più spesso è semplicemente uno sbirro feroce, che ti suggerisce o ti intima un diverso passo, una condotta più consona al tuo essere.

Questi suggerimenti, o questi ammonimenti, diventano più fermi o più severi più la tua condizioni, in partenza, ti distingue dall'uniforme tutto.

In quanto malato mi sarei dovuto adattare, mi sarei dovuto sottomettere a una gerarchia e rinunciare al diritto di critica. Avrei dovuto manifestare deferenza per l'opportunità concessami, avrei dovuto lodare mitemente, ridere forse a comando, uniformarmi all'idee altrui.

Questo, intendo, nell'accademia italiana: non c'è verso che parli qui delle mie disavventure nell'università perchè non sarei creduto, ci sarebbe sempre il sospetto di un'esagerazione, di un occhio troppo benevolo nei miei confronti e inviperito nei confronti dell'altro.

E quando poi fai capire, nel mio caso subito, che a te certi schemi non piacciono, che non conosci autorità ma solo autorevolezza, che se c'è da discutere discuti, che sei educato ma non privo di sostanza, diventi l'ingrato, il rompicoglioni cui fare terra bruciata attorno.

Mi viene da sorridere ripensandoci: coloro che appiccavano l'incendio attorno a me soprattutto m'aiutavano a vincere gli ultimi dubbi, a dissipare le ultime paure circa la mia partenza.
Quella partenza tante volte immaginata e sempre rimandata non si sarebbe forse mai concretizzata se avessi chinato il capo.

Immagino capiti questo anche nel mondo dell'omosessualità parigina, dove si è può essere gay con facilità, ma solo se nel modo deciso da altri.

Non ho mai trovato nulla che valesse tanto da farmi neppure prendere in considerazione il baratto: non un lavoro, non una passione.
Neppure una donna.

Si potrebbe forse concludere che io sono soprattutto un innamorato di me stesso.

Può darsi.

Ma allora aggiungo che amo chi è innamorato di sè stesso, chi non si piega alle convenienze ridicole, chi manterrà, perfino e per sempre, alcune idee diverse dalle mie, chi è fedele a quella strana voce che sentiamo dentro, e che non è nostra, e che ci suggerisce cosa è bene e cosa è male.

Tu, ad esempio.

17 comments:

  1. Solo tu puoi conoscere te stesso. E solo chi ti conosce può solo ascoltare quello che hai da dire.

    Buona giornata
    Joh

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  2. è proprio così.
    è quella voce che non si lascia corrompere
    che brucia
    che scorre nel sangue
    e ti fa sentire gli altri falsi
    ed ipocriti
    come ombre
    da cui prendere le distanze
    ombre vuote che invidiano
    quella profondità
    che fa paura
    e cercano di ucciderla
    con false
    allodole
    piccoli esseri
    che si credono forti del tutto e dei gruppi
    e che ti danno il
    coraggio
    che forse ti sarebbe mancato.
    innamorati di se stessi
    delle prorpie idee che bruciano
    con coraggio al di sopra di tutto e tutti.
    buon compleanno.
    giò.

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  3. happy birthday tuuuuuu iuuuuuuuu!

    love, mod

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  4. Giustappunto... vuoi ritirare il tuo premio sul mio blog... vecchiaccio?! ;)

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  5. Joh, soggetti come siamo a leggi folli ogni tanto non ci riconosciamo neppure allo specchio :-)

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  6. Grazie Fede, poi ti chiamo magari

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  7. Allora Mod, che ne dici della mia Fede? ;-)
    E' colei che ha la fortuna immensa di chiamarmi fratello.

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  8. 32 ... è la potenza di due mia cara Maraptica :D
    Adesso devo solo convincerne la Russian Girl ;-)

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  9. Ehm.....

    quanto anni compi oggi??? :o)))

    Auguri!!!!

    Joh

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  10. 32 Joh!
    E' la 'potenza di due' alla quinta.
    Quindi mi serve una figliola con forme abbondanti ...
    Ok, adesso vado dal medico a farmela prescrivere.

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  11. Ha ragione Jo...solo tu puoi conoscerti bene...e solo qualcuno può andarci vicino solo un pochino a leggerti dentro. E vale per tutti.

    Auguri di cuore...bell'anima.

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  12. Grazie cara Nicole :-)

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  13. Ma come si permettono di darti del vecchiaccio?!!

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  14. La cara Maraptica ha già capito che può, semplicemente, permetterselo ;-)

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  15. Discola aggiungo io :D

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