Monday, 13 September 2010

Il viaggio continua

E già dopo poche ore, al mattino di venerdi, mi lasciavo Monaco alle spalle, ed entravo nel cuore continentale della vecchia Europa.

Traversavo la linea, ormai immaginaria, che separò un tempo il Reich tedesco e l'Impero Asburgico.

E nella mia mente ero già al finire del diciannovesimo secolo, ai tempi delle prime linee ferroviarie che univano due mondi che diventavano sempre più diversi.
Passavo dai i domini di un mondo in ascesa, di una potenza destinata a sconvolgere l'Europa, e il mondo intero, per immergermi in un universo in lenta ma inevitabile decadenza, anacronistico, malinconico e straordinario.
Quel destino l'avrebbe disintegrato per sempre sulle cartine dei militari e dei politici, ma non ne avrebbe intaccato il fascino per il cuore dei poeti, dei pittori e giù a scendere, fino a quello malandato di un semplice passante di più di 100 anni dopo.

Vicino a me, un'allegra coppia di anziani che sbocconcellavano una mela, e guardavano il paesaggio.
Quei due sconosciuti erano ancora innamorati abbastanza da indicarsi ancora l'un l'altro una bachetta nel lago, una bella chiesa sulla collina, delle cascate spuntate dal nulla.
Ed erano innamorati abbastanza da farmi dimenticare che erano sconosciuti: del loro affetto mi giungeva la parte più dolce e soave.
E poco importa tutto il resto, no?

Un contrattempo mi ha obbligato a un certo punto ad abbandonare il treno veloce Monaco-Praga: in una cittadina di cui non provo neppure a ricordare il nome, ho quindi cambiato treno.
Passavo dal treno orgoglio delle ferrovie ceche a un onesto e robusto, soprattutto affollato, regionale.

E questo piccolo, innocuo contrattempo mi ha permesso di vivere una piccola avventura, di gustare l'altra faccia del viaggio, di avere esperienza di un aspetto alieno ai cataloghi.
Sulle poltroncine un po' sgualcite di un treno da pendolari, ho visto la dignitosa povertà di gente semplice, e ho ascoltato per la prima volta in vita mia una lingua misteriosa.
Eravamo in otto in quel compartimento.
Alla mia sinistra, una bella ragazza tedesca, un po' spaesata, ma dopotutto tranquilla, anche lei capitata per caso su quel treno.
Davanti a me, sulla sinistra, una vecchia signora: zoccolone rosse, una borsa ormai esausta, maglione bianco e lillà. E un sorriso dolce e paziente disegnato sulla sua pelle un po' screpolata. Eravamo suoi ospiti, e ci dava il suo benvenuto. Io la sentivo così almeno. Alla sua sinistra chi era forse sua sorella, più giovane, e ancora a sinistra una donna pure capitata li per caso, americana forse, di cui dirò più sotto e infine, una ragazzona della terra del Sole, bionda, formosa, allegrotta.
Davanti a lei, e quindi alla mia destra, un'intraprendente donna del luogo, allegra e che continuava a parlarci in Ceco, nonostante le nostre ovvie difficoltà.
L'ho trovata dopotutto adorabile: era quello, pur così diverso da quello della donna di fronte a me, il suo modo di essere ospitale. In qualche modo, grazie alla donna subito alla mia destra, Ceca con qualche nozione di tedesco, siamo anche riusciti a capire a che ora saremmo giunti a Praga ... che desiderare di più?
Eppure l'americana era chiaramente infastidita dalle sue parole, e non lo lasciava alla nostra immaginazione di anglofoni.
'We're their guest': le ho detto sorridendo, ma era così ovvio che avrei anche potuto mandarla a stendere, no?
E ho pensato che dopotutto in quel compartimento affollato, forse scomodo, ma cosa non lo è quando il dolore ti insegue un po' ovunque, stabilivo un breve contatto con un mondo non mio.
E così i miei sogni su quel passato remoto nel quale vivo ogni tanto quando sono annoiato dal presente, si arricchiscono di colori, suoni, atteggiamenti.

12 comments:

  1. in una notte un po' triste per me, ti stringo con la mente, congratulandomi con te per questo tuo momento di vita autentico!
    Gioisco per te :)

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  2. Forse una persona sensata riderebbe, se pietosa amaramente, se ignobile grassamente, delle mie piccole, tenaci gocce di felicità.
    E tu invece ne gioisci.
    Sei gentile e dolce.

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  3. bé, ormai è assodato... non sono una persona sensata! :D

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  4. Anch'io lo faccio di perdermi nel passato ogni tanto... A dire il vero, spero sempre di resuscitarlo in qualche modo... sogni!

    E' incredibile come gli americani, a volte, sono talmente arroganti da non rendersi conto che quelli che sono in un paese straniero e non sanno parlare la lingua sono loro... non il contrario.

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  5. mi piace leggere le tue storie come se fossero la trama di un film, a metà strada fra il "Dottor Zivago" e "Qualcosa è cambiato". A tratti si sentiva il rumore delle ruote sulle rotaie... bastava chiudere gli occhi.
    :o)
    Joh

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  6. Mi piace questo viaggio sui binari, io adoro il treno! Dell'aereo meglio non parlarne no?!
    p.s. E da quando m'hai fatto vedere il filmato sulla nave....ehm... ;)

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  7. Dautretemp, viva le persone fuori di testa :D
    Sono le uniche per le quali vanno fatte pazzie, no?
    E le uniche che possono sorprenderci, spiazzarci, confonderci :D
    Ciao!

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  8. Cara Enrica, a volte è proprio così.
    In quel caso ho trovato l'atteggiamento di quel donnone davvero fuori luogo.
    Ma la sua arroganza non è riuscita a distrarmi - evviva!

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  9. Cara Joh, io un giorno, quando sarò ricchissimo e non dovrò più lavorare, e avrò il tempo di fare esattamente quello che voglio (e cioè armarmi di piccone e continuare a scavare ancora più in profondità, verso la solitudine meno condizionata dalle circostanze, che dopotutto è la situazione migliore per trovare i propri simili) riprenderò tutte le cose che ho scritto qui.
    E tornerò a lavorarci sopra: e li mi torneranno alla mente i vostri commenti, lo sferragliare del treno in corsa, quel gradino altissimo per salire sul treno ...
    Dopotutto questo è solo un concepimento, non un parto.
    Grazie in anticipo

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  10. Anche io amo il treno: perchè ti permette di vivere il paesaggio.
    A parita di durata, un viaggio in aereo è assai più noioso.
    Ma la prossima volta prometto di volare: sarà forse la Budapest sul Danubio, o Berlino, dove mi aspetta l'amata che non mi vede da più di tremila anni ...
    E il viaggio mi sembra già iniziato :-)

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  11. ciao gio' ti sento felice e davvero sono contenta per te
    un bacione :-)

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  12. Cara Chiara, sono davvero sereno.
    Un po' sono le medicine, ne ho smessa una, un po' ... beh, Praga :-)

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