Saturday, 4 September 2010

Così non va bene



E' stato un incubo quello di stanotte?
O un sogno?

Sono con i miei genitori e mio fratello, nel cortile della bella villa che fu di famiglia.
Nel sogno ci vive mia zia, che in effetti vi trascorse alcuni mesi, gli ultimi delle vite dei miei nonni.

L'atmosfera è lieta e un po' malinconica: ancora oggi, ogni volta che torno davanti a quella cancellata verde incorniciata da oleandri, guardo verso un mondo che non è più il nostro, e che pure me lo ricorda.

Il luogo del nostro passato permea i nostri pensieri, fa da collante: lungo quella scalinata si è rotto il braccio mio fratello, su quell'albero di nespole ci arrampicavamo, al riparo dell'ombra di quel ciliegio festeggiavamo compleanni e onomastici.

E' settembre, ma dopo pochi metri, in auto, mi accorgo che sta nevicando: non ne sono emozionato come da bambino, eppure quella neve così prematura mi intenerisce.
Mi accorgo però a un certo punto che non è soffice neve quella che cade dal cielo, ma sottili chicchi di grandine.
Nulla di cui preoccuparsi, per quanto il cielo si stia facendo scuro, e lampi illumino spettralmente il nostro cammino, e tuoni rimbombino tutto attorno.
Siamo in città, che pericoli ci sono?
Al limite si ammaccherà la carrozzeria, no?
Iniziamo la salita che porta al quartiere in collina dove viviamo.
La pioggia ha ingrossato il torrente, e stiamo facendo l'ampia curva a sinistra che arriva al vivaio, quando siamo investiti da un flusso d'acqua torbida che scende giù dalla strada.
M'era capitato una volta di vivere un'esperienza simile, durante un nubifragio: ma quel giorno ero a pochi metri da casa, e mi rifugiai in cortile immediatamente.
Adesso è diverso: siamo in macchina, in balia delle forze della natura.
Mio padre decide subito di invertire il senso di marcia: mi sembra una buona idea.
Mi pare folle cercare di salire: temo addirittura che tronchi o altro possano essere trascinati a valle dall'acqua. Potrebbero venirci addosso con tutta la forza di quel flusso, no?.
Mia madre, che di solito si preoccupa di tutto, è però fredda: critica le scelte di mio padre, da consigli assurdi ... e non capisce che siamo in pericolo.
Stiamo cercando un riparo, ma aumenta sempre la portata dell'acqua che ci ha investe.
Galleggiamo ormai, e mio padre perde il controllo dell'auto, ora sballottolata qua e la.
Mia madre continua a imprecare, come fosse tutta colpa nostra, e non si rende conto di nulla.
Le grido di stare zitta, le tiro perfino i capelli: ma non se ne accorge neppure.
Stento a riconoscerla.
Mio fratello trema, mio padre cerca in ogni modo di fare del suo meglio.
Io?
Io so che ormai è la fine.
Urtando contro qualcosa, l'auto si ribalta.
Da uno squarcio nella carrozzeria, l'acqua entra nell'abitacolo, e noi moriamo affogati, intrappolati nelle cinture di sicurezza, immobilizzati.
Così non va bene.
Non è la morte che voglio evitare, ma una fine così stupida, così fredda.
Torniamo da capo.
Io so tutto: so che non dobbiamo prendere l'auto, so che dovremmo restare dalla zia.
Ma non dico nulla.
Non mi è stata data l'opportunità di una seconda vita, ma di una seconda morte soltanto.
E mi va bene.
Ecco, adesso l'acqua ci investe sulla salita, e adesso posso parlare.
Riesco a far ragionare mia madre: non è più dispotica e scostante.
E' finalmente come è davvero: preoccupata, agitatissima.
Andiamo incontro alla morte con dolore, ma nel modo migliore possibile, stringendoci la mano e piangendo.

6 comments:

  1. Mmmmmmhhhhhh non credo che potrei scegliere tra una delle due versioni... in entrambi i casi non mi piace come finisce il sogno... Lo so, non dovrei dirlo, in fondo il sogno è tuo...
    Buonanotte, Giò, e stanotte fai sogni d'oro, di quelli in cui t'immergi nella bellezza, in cui le cose impossibili accadono, anche quelle che non hai ancora immaginato... Che sia uno di quei sogni che ti accompagna tutto il giorno e che ti lascia un sorriso che nulla potrà scalfire.

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  2. Sai come la penso, mi preoccupa il momento del trapasso e non il trapasso stesso. Le modalità fanno eccome la differenza! Ma forse ha ragione Baol?! Mangi pesante la sera?! ;)

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  3. Cara Enrica, ieri ho sognato ad occhi aperti, da sveglio!
    Poi ti racconto :-)

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  4. Maraptica cara, temo che il buon Baol abbia ragione ;-)

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  5. Considerando che nel leggerti mi e' mancato il respiro come mi manca quando mi sveglio io di soprassalto durante la notte, opto per l'incubo.
    Ben ritrovato Gio!!!

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  6. In effetti è stato molto brutto.
    Bentornata Dony :-)

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