Friday, 3 September 2010

Cenerentola. La versione di Gio.


Vi ho parlato qualche giorno fa di una bellissima ragazza che ogni tanto mi capita di incontrare.

Lo devo confessare: non so se sia davvero bellissima, forse c'è chi la troverebbe troppo alta o troppo bassa, troppo magra o troppo in carne.
Il bello dell'essere privi di canoni è che nel novero delle bellissime vanno a finire tutte quelle che, per un motivo o per l'altro, significano qualcosa per noi.

Questa ragazza, dai modi buffi, per alcuni ricercata e maliziosa, per me molto semplice e quasi infantile, è capace di sorriderti all'improvviso, di salutarti con la mano quando si è tanto lontani che a malapena ci si riconosce, di ridere, e poi tornare subito seria.

E poi ha questo vocione basso e per nulla femminile, che spegnerebbe le intenzioni di ogni lascivo seduttore, non all'altezza di Roger Moore, che s'avvicinasse a lei come a una bambolina, ed è invece un invito per ogni playful scavezzacollo come ... beh, come me.

Tornando a casa, quella sera, mi rammaricai: non le avevo detto che, quelle sue scarpette m'avevano fatto venire in mente la storia di Cenerentola.

Ma si puo' sempre rimediare, vero?

ENNESIMO PARTY.
Si festeggia qualcuno: al solito ci si ritrova in terrazza, il consueto luogo del delitto.

La bellissima sta parlottando con alcuni miei colleghi - loro li conosco bene, e allora mi avvicino senza paura di essere sbranato da questa graziosa tigre siberiana.

Dovrei usare l'inglese, ma qui preferisco rimanere sull'italiano.

'Ciao ragazzi' e mi intrufolo nei loro discorsi.

A un certo punto approfitto di un attimo di pausa.
Guardo i suoi piedini: non indossa le stesse scarpe rosse dell'altra volta.
'Ma dimmi Irina, qualcuno ti ha rubato le scarpe?'
Casca dalle nuvole.
Mi squadra quasi severa.
'Perchè?'
'Non sono le stesse scarpette rosse dell'altra volta' a lasciarle intendere che le avevo notate.
'Ma sei un feticista delle scarpe? Credi che qualcuno me le abbia rubate?' e qui, lo ammetto, mi sorprende.
'Piu' che altro pensavo alla favola di Cenerentola, la conosci?'
Grazie al cielo da quella parte della cortina di ferro pare sia sconosciuta, o forse ho sbagliato a darle quel nome.
'No'.
'E allora lascia che sia io a raccontartela' e come un buon padre inizio la storia.
'Cenerentola era la piu' bella ragazza del reame'.
Mi fermo un attimo.
La guardo, e aggiungo.
'Ecco, quella potresti essere tu'.
Voltandomi verso i miei amici, continuo.
'Cenerentola aveva due sorellastre brutte e cattive, e queste potrebbero essere George e Karl'.
Quindi, indicando con lo sguardo un professorone,
'e c'era anche una matrigna cattiva, e questa potrebbe essere il prof. TaldeiTali'.
Torno a guardarle, e la voglio rassicurare.
'Ma non temere: in questa favola c'è anche un bel principe, e questo ovviamente potrei essere io'.
Mi compiaccio di queste scelte, e continuo.
'Un giorno il principe spedisce a casa di Cenerentola 3 inviti per il grande ballo: lei e le due sorelle sono attese al castello. Ma Cenerentola è solo una figliastra, non ha bei vestiti, e teme di non poter andare al grande evento. Mentre le due sorelle cattive non fanno altro che parlare del castello e delle sue atmosfere di sogno, Cenerentola si strugge al pensiero che tutto quello è a lei interdetto'.
I miei compagni di ventura ridacchiano della mia parodia.
Ma io seriamente continuo.
'Ma fortunatamente una bella fata, questa potrebbe essere Janet (moglie del gelosissimo George che è li di fronte a me), che con un tocco di bacchetta magica fa apparire bei vestiti, un cocchio dorato, e appunto delle bellissime scarpette. Ma i frutti di questa magia svaniranno allo scoccar della mezzanotte: solo fino ad allora Cenerentola potrà ballare al cospetto del principe.'
Affretto un po' il tutto.
'Insomma, Cenerentola arriva a palazzo: è talmente bella che nessuno la riconosce, e il principe se ne innamora immediatamente. Ma poco prima della mezzanotte, lei si sfila dal suo abbraccio e scappa lontana. Solo una sua scarpetta: ecco cosa rimane al principe di quella che ha amato. Quella e l'amore che prova in cuor suo!'
Prendo da bere e continuo.
'Il principe incarica allora il suo maggiordomo, questo potrebbe farlo Joseph (il tizio che si festeggia quel giorno, ben lieto di sapere che il frutto dei suoi anni di duro lavoro si risolve nell'essere il mio maggiordomo): mentre lui se ne starà a palazzo a giocare a battaglia navale, lui dovrà far calzare quella scarpetta a tutte le ragazze del reame, fino a ritrovare la bellissima'.
Siamo al gran finale.
'Dopo aver sgobbato come un animale, infine Joseph farà calzare la scarpetta a te, e quella sarà la fine delle sue fatiche'.
Guardo ancora Irina negli occhi.
'Per quanto questa storia possa sembrarti assurda, ho una buona notizia per te: vivremo per sempre felici e contenti'.

Verità o finzione?
Ai posteri l'ardua sentenza!

8 comments:

  1. Mi sei scivolato solo su di una frase.. quasi "invisibile" all'inizio del racconto e che suona male (al mio orecchio intendiamoci) rispetto al proposito di voler catturare l'attenzione della ragazza, e cioè: "e come un buon padre inizio la storia".
    Gio tu non devi fare il padre!... Devi fare il Principe Azzurro!
    E' solo per questo che credo che questo racconto possa essere una finzione.
    Sensazioni... solo mie sensazioni.

    Un abbraccio
    Joh

    ReplyDelete
  2. Ciao signor profondissimo! Il mio commento, non c'entra con questo post, ma c'entra eccome con questo blog: se passi da me, troverai un premio, per la tua profondità, sensibilità e intelligenza. Te lo dedico di cuore!
    Un abbraccione!

    ReplyDelete
  3. Selene :-)
    Carissima, che bello ritrovarti, e saperti piena di progetti e speranze.
    Ma sai quanti 'sei bellissima' non ti ho detto che ti saresti meritata in questi mesi?

    A presto!

    Gio

    ReplyDelete
  4. Cara, Enrica, ma tu non lo prenderesti a borsettate un Gio cosi'?
    ;-)

    ReplyDelete
  5. Mi impegnero' Joh, promesso :-)
    Grazie dell'incoraggiamento, vi devo molto.

    ReplyDelete
  6. ...sei diabolico, gio, mein kleiner.
    :) love, mod

    ReplyDelete
  7. Che strano che non caschino tutte ai miei piedi eh? ;-)
    Domani la notte dei musei .... evviva :D

    ReplyDelete