Wednesday, 15 September 2010

Arrivare, ripartire quasi subito, e invece restare

Sono arrivato a Praga di venerdi pomeriggio, stanco per il lungo viaggio e però ansioso di visitare subito, senza concedere al mio corpo il necessario riposo, almeno le immediate vicinanze del mio albergo.

Una breve corsa in taxi, il tempo di lasciare le valigie in camera, e quindi giu' in strada, alla scoperta di ogni cosa: non mi interessavano solo i monumenti celebrati, ma anche gli usi della gente comune, l'abbigliamento dei giovani, i ritmi degli anziani.

E cosi', tra la sorpresa di uno spaccio alimentare colmo fino al soffitto di liquori, l'inquietudine della turba dei mercenari del sesso e del cambio Euro-Corona che tentavano di deviarti (a dir il vero mi hanno cercato solo i secondi, ma ho visto in azione anche i primi), sono passato oltre Namesti Republiky, per spingermi fino alla piazza dell'Orologio.

Ho speso le mie 100 Corone per visitarne la torre: sono salito a piedi fino al terzo piano, e ancora ho continuato sull'ampia scala a chiocciola che, seguendo il perimetro interno del torrione saliva su, fino alla terrazza.

Mentre salivo, lento e non solo perchè stanco ma soprattutto in quanto desideroso di imprimere nella mia memoria quei momenti, l'eco di una campana ha iniziato a risuonare per la tromba della scala ... e mi sembrava quello un richiamo solo da me decifrabile, ed ero un congiurato che s'affrettava per l'adunata di una setta maledetta, o un alchimista che saliva nel suo laboratorio segreto.

Beh, non mi aspettavo un tal numero di cospiratori nè alchimisti: dalla piazza, mentre con il naso in su' rimiravo quella torre tozza e marziale, le sue pareti annerite dal tempo, la sua guglia rapace, e forse non distinguevo neppure i sottili pinnacoli, artigli a graffiare, o sostenere forse, il cielo, non vedevo che delle macchioline su, nelle terrazza.

E invece si camminava a fatica, e ci si doveva scansare per far passare Bruto e Catilina, Pico della Mirandola e Mefisto.

Da li ho posato gli occhi su tutta la città: era ormai sera e nel buio erano adagiati, illuminati, il castello, le cattedrali, le mille guglie di questa autentica capitale che, da quella torre, mi è sembrata per un istante essere il centro dell'universo.

E tra me e me pensavo che non avrei visto nessuno di quei luoghi: troppo distanti, troppo difficile capitarvi per caso, troppo facile non sbagliare strada una, due ... dieci volte, e ritrovarsi al punto di partenza.

E invece ...

E invece io Praga l'ho vissuta davvero.

Penso un attimo alla cronologia di questo mio viaggio: arrivato venerdi nel pomeriggio, ripartito quasi subito, la domenica mattina ...

Ma questo viaggio è andato ben oltre l'elenco dei treni, l'indirizzi degli alberghi, perfino molto al di là della lista dei monumenti, straordinari, della musica, perfetta all'imbocco del Ponte Carlo, o delle folli avventure che, al solito, la mia mente infantile immaginava.

Venerdi sera, mentre camminavo, avevo sognato di tutto: ambientate tra quei vicoli, avevo immaginato, ad esempio, la resistenza ai tempi dell'invasione sovietica, e quindi inseguimenti folli sui tetti, fughe rocambolesche nella notte, paura, eroismo, viltà.

E poi, non più.

Poi non è stata più necessaria la fantasia.

E in quella città che avrei lasciato in poche ore, in un modo che non riesco neppure io a capire fino in fondo, io sono restato.

12 comments:

  1. Sublime sensazione di appartenere ad un posto che ti vede (e che vedi) per la prima volta. Quella smania di voler assaporare ogni sensazione e imprimertela a fuoco nella memoria. E poi, non so tu, ma io... mi cullo nella speranza di tornare. Praga mi manca, sono curiosa :)

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  2. :-)

    E sono andato a leggermi della leggenda del Golem: quando passi vicino la Sinagoga, se ascolterai bene, lo sentirai fremere in quella chiusa soffitta nel quale è stato sigillato :-)

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  3. Sapevo che Praga fosse bella ma ora mi sento quasi"obbligata" ad andarci dopo aver letto il tuo racconto!

    Grazie
    Joh

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  4. E se vai in treno, perchè non fare tappa a Monaco?
    A presto

    Gio

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  5. A Monaco ho un amica che orami vive li da almeno 20 anni... e non sono mai riuscita ad andare a trovarla!
    Ci farò un pensiero... li c'è una piazzetta che mi piacerebbe vedere!

    Un abbraccio
    Joh

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  6. Secondo me Monaco ti sorprenderà ;-)

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  7. Beh, non posso non cosigliare una visita a Praga, citta' bellissima. A Monaco non sono mai stata , ma mi piacerebbe visitarla... a dire il vero mi attira molto la Germania, credo ci siano de bei posti che vale la pena vedere... ho visitato l'alta Sassonia, e ne sono rimasta estasiata. :) Ciao!

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  8. Praga non ha eguali.

    A Praga è di casa, normale, semplice elemento di contorno, quello che altrove sarebbe eccezionale.

    Io non la dimenticherò mai, e ne cercherò i frammenti sparsi qua e la per il mondo: qualche memoria comune, un cenno distratto, una leggenda misteriosa.

    Io non la dimenticherò mai.

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  9. Nemmeno io la dimenticherò. MAI. :)

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  10. Sono queste le pazzie che danno un senso alle nostre vite :-)
    Un abbraccio mia carissima

    Gio

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  11. è come essere stata li...
    mentre la vivevi con il tuo sguardo che va oltre ciò che si vede
    e penso che il nostro modo di vivere la realtà.. di fantasticare..
    in modo solo nostro..
    hanno reso speciale
    la nostra infanzia i nostri giochi
    i nostri racconti
    i nostri sogni
    i nostri viaggi immaginari
    le nostre storie
    inventate la sera mentre attendavamo il sonno catturarci...

    ed è una meravigliosa consapevolezza
    di un tempo prezioso che mi è stato concesso
    vivere insieme a te
    nella freschezza di noi piccoli
    e incontaminati dal mondo e dalla vita.
    grazie per ogni risata
    per la complicità
    le lotte
    e le case sotto le coperte e le capanne sugli alberi...
    Fede

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  12. Non esagerare Fede ;-)

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