Wednesday, 8 September 2010

Arlecchino dai capelli grigi

Ieri sera grande cena in collina con più di cento persone: un'occasione che capita una volta all'anno per avere un incontro informale con i colleghi di tutto il dipartimento.

Non ho mai amato queste occorrenze ufficiali, la loro inevitabile ostentazione di opulenza, l'ipocrisia di fondo, ma non ne nego l'importanza da un punto meramente produttivo.

Si cementano rapporti umani, utili, perchè è più facile farsi favori quando ci si conosce non solo per nome, ma si è discusso di decadenza dell'impero Spagnolo nel diciassettesimo secolo, e si riesce finalmente a scambiare quattro chiacchiere con quel collega del piano di sotto, con il quale da tempo ti riprometti una chiacchierata su quel modello, che si pospone in continuazione.

Il ristorante, immerso nel bosco, appollaiato su in cima alla collina più alta della zona, si può raggiungere solo con un breve tragitto in treno, e poi salendo a piedi, lungo un ripido sentiero di qualche centinaia di metri.

Assieme a tanti altri, verso le sette sono dunque sceso dalla carrozza del treno, e ho iniziato la salita.

Uno dei vantaggi dell'essere un vecchio rottame, è che si cammina tanto lentamente che, quasi subito, si rimane indietro, superati da tutti i colleghi, perfino quelli ormai prossimi alla pensione.

Un vantaggio, appunto, quando questo equivale a godersi nel silenzio lo spettacolo della natura di cui parlerò, ma anche una maledizione, se vedi allontanarsi, assieme a quegli zoticoni dei tuoi colleghi, quella graziosa ragazza tedesca che ha iniziato da poco a lavorare al piano di sotto, e di cui hai sentito la voce, timida, da 'appena , solo perchè rivolta ad altri, e di cui ignori ancora nome, interessi, sogni.

E se pensi che dopotutto quel luogo somiglia al Monte Olimpo, lei potrebbe benissimo essere Athena, no?

Salivo dunque assieme a un solo collega, un animo pio e paziente, cui non credo sia spiaciuto arrivare un po' in ritardo, quando il party era già iniziato.

Ho ritrovato, in cima a quel colle, poco sotto i mille metri, la nebbia autentica, quella fitta delle mie montagne: e salire era immergersi in un'atmosfera cui da tempo non partecipavo, dove alle suggestioni della natura, lo sbattere d'ali improvviso di un corvo, il fischio del vento tra le alte fronde, il mio stesso affannoso respiro, facevano eco i miei pensieri.

Avanzando nel folto del bosco, gli alberi maestosi entravano ed uscivano da quel velo misterioso come l'esistenze delle persone conosciute, o forse invece solo immaginate, fraintese, deludenti o deluse.

E riflettevo proprio su questo: ho penato per chi non conoscevo affatto, ho sofferto per un legame fittizio e inutile.
E non mi rendevo conto di questa palese verità.

Ho tenuto nel pugno, come uno sciocco Teseo, il capo di un filo che nessuna Arianna aveva srotolato in quel tortuoso labirinto nel quale non so come mi ero perso ma dove ora mi sono volutamente sigillato, e dove ho trovato nella bestia un unico e vero conforto.

Ho dovuto cambiare terapia per qualche giorno: una pillola in meno, una in più.
E l'apatia, quella specie di depressione costante, quell'essere spento e vuoto così alieno ai miei anni passati, è svanita.

E' tornato l'appetito, cosa non di poco conto nelle mie condizioni, l'ironia che non conosce tregua, perfino l'interesse per le ragazze, quelle che hanno qualcosa negli occhi e la voglia di sorridere.

Ma non credo più a nulla, perchè ho avuto l'epifania più rivelatrice del male, e il male mi ha sedotto, e mi sono reso inaccessibile anche per superbia, e ho fatto della solitudine la mia sposa.

E mi sento ora come un Arlecchino dai capelli grigi a un funerale.

20 comments:

  1. Quindi la famosa pillola dell'apatia per ora è stata sospesa. . . Ora potrebbe uscire il vero animo di Gio, non lo soffocare insieme al tuo respiro. Ok?! ;)

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  2. Mia carissima, non so quanto durerà, approfittane ;-)
    Ci sono i saldi! :D

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  3. Ciao!

    Mi piace molto l'espressione di quell'Arlecchino della foto! Ironica come si deve!

    Importante è che sia tornato l'appetito! Prova ad invitarlo a rimanere a lungo. ;)

    Ho scaricato il tuo Diario! Grazie per l'opportunità che ci hai dato! Lo leggerò sul mio vecchio tablet (non di quelli alla moda)
    :)

    Il tuo post di prima... sai le due morti e il sogno: mi ha ricordato Jorge Amado e il suo "Le due morti di Quincas Acquaiolo" in "Due Storie del Porto Bahia".

    Anche Quincas ha avuto due opportunità, e la seconda se l'è giocata alla grande! ;)

    Un abbraccio!

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  4. Caro Milo,

    se le mie parole, i miei sogni, perfino le mie angosce traversano l'oceano per trovare spazio tra i pensieri di una persona come te credimi ... sei tu che mi dai un'opportunità, quella dell'ospitalità, e un attimo di vero ristoro.

    Sono io ad esserti riconoscente :-)

    A presto

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  6. bene! è un passo in avanti e anche se cammini lentamente l'importante è che ti muovi.

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  7. Nelle maschere più divertenti si nascondono gli animi più sensibili. Il problema è che noi che ti scriviamo apprezziamo ed amiamo questo tuo essere melanconico, sofferente ed introspettivo. E' grave: dovremmo gioire con maggior intensità del tuo essere felice e senza pensieri perchè sarebbe giusto che tu fossi così.
    Scusaci...

    Un abbraccio
    Joh

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  8. Enrica, non dovevi cancellare il tuo messaggio, davvero :-)
    Nessuna aggressione!
    Mandami un'email all'indirizzo del blog - gioneldeserto@gmail.com se vuoi

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  9. Cara Marisa, almeno per un attimo riprendo fiato ;-)
    Tanto la ricetta del medico è li che mi aspetta inesorabile, lo so troppo bene ...

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  10. Cara Joh, il tuo commento è sottile e preziosissimo.
    Mi ha fatto molto piacere leggerlo, perchè mi da modo di spiegare meglio il tutto.

    In effetti forse non mi sono espresso bene in questo messaggio: la mia situazione attuale non solo è momentanea, magari frutto di un effetto passeggero e comunque soggetta alle scelte del medico che preme perchè torni a prendere quella pillola che, dati alla mano, fa bene al mio cuore e blablabla.
    Soprattutto, ora non sono 'spensierato e felice': per quello ci vorrebbe una droga decisamente molto più potente che non quelle che prendo, o non prendo (in inglese medicina si dice 'drug', onesta scelta davvero).
    E' una sensazione di disagio stranissima la mia: da una parte sento questa strana smania - e allora ad esempio fai il simpatico quando sei in mezzo alle ragazze - ma non credendoci con la testa.
    Senti di star recitando un copione, in uno spettacolo di cui non ti interessa nulla, e che pratichi solo per lo stipendio magro (un po' di appetito ad esempio).
    Ma il contrasto tra quello che vivi in quei momenti e quello che hai in testa è perfino più stridente di prima, quando te ne stavi isolato in qualche angolo remoto.
    Dopotutto è il ritratto della mia adolescenza: per motivi assurdi simpatico e loquace quando in mezzo agli altri, e però con il segreto desiderio di svanire, o al limite di stare con 'lei'.
    Ecco, adesso 'lei' non esiste, e non credo possa esistere. Ci sono 'loro', le sacerdotesse di una Dea che ... non c'è forse.
    A quella cena discutendo con un professorone, o poi parlando un attimo con quella ragazza, e camminando, essendo li, in quel bosco umido e bellissimo, non ho che vissuto qualche esperienza diversa.
    E forse questo è il cibo che bramo davvero: quello per la mia mente, qualcosa su cui tornare, riflettere, abbandonarmi.
    Ricordi che parlavo del 'buon padre' che racconta la favola di Cenerentola?
    Ecco: il mio distacco è il medesimo, e la bellezza non è davvero che un idolo venerato per inerzia, e che invece so benissimo essere senz'anima.
    Ti avvicini agli altri, e cosa scopri? Che casa tua è il labirinto di Minosse, e che solo con la bestia riesci ad essere davvero te stesso.
    Grazie davvero del tuo commento :-)

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  11. Cara Joh, il tuo commento è sottile e preziosissimo.
    Mi ha fatto molto piacere leggerlo, perchè mi da modo di spiegare meglio il tutto.

    In effetti forse non mi sono espresso bene in questo messaggio: la mia situazione attuale non solo è momentanea, magari frutto di un effetto passeggero e comunque soggetta alle scelte del medico che preme perchè torni a prendere quella pillola che, dati alla mano, fa bene al mio cuore e blablabla.
    Soprattutto, ora non sono 'spensierato e felice': per quello ci vorrebbe una droga decisamente molto più potente che non quelle che prendo, o non prendo (in inglese medicina si dice 'drug', onesta scelta davvero).
    E' una sensazione di disagio stranissima la mia: da una parte sento questa strana smania - e allora ad esempio fai il simpatico quando sei in mezzo alle ragazze - ma non credendoci con la testa.
    Senti di star recitando un copione, in uno spettacolo di cui non ti interessa nulla, e che pratichi solo per lo stipendio magro (un po' di appetito ad esempio).
    Ma il contrasto tra quello che vivi in quei momenti e quello che hai in testa è perfino più stridente di prima, quando te ne stavi isolato in qualche angolo remoto.
    Dopotutto è il ritratto della mia adolescenza: per motivi assurdi simpatico e loquace quando in mezzo agli altri, e però con il segreto desiderio di svanire, o al limite di stare con 'lei'.
    Ecco, adesso 'lei' non esiste, e non credo possa esistere. Ci sono 'loro', le sacerdotesse di una Dea che ... non c'è forse.
    A quella cena discutendo con un professorone, o poi parlando un attimo con quella ragazza, e camminando, essendo li, in quel bosco umido e bellissimo, non ho che vissuto qualche esperienza diversa.

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  12. CONTINUA LA RISPOSTA A JOH

    E forse questo è il cibo che bramo davvero: quello per la mia mente, qualcosa su cui tornare, riflettere, abbandonarmi.
    Ricordi che parlavo del 'buon padre' che racconta la favola di Cenerentola?
    Ecco: il mio distacco è il medesimo, e la bellezza non è davvero che un idolo venerato per inerzia, e che invece so benissimo essere senz'anima.
    Ti avvicini agli altri, e cosa scopri? Che casa tua è il labirinto di Minosse, e che solo con la bestia riesci ad essere davvero te stesso.
    Grazie davvero del tuo commento :-)

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  13. Mi piace rileggere le tue risposte che arrivano anche doppie! :o))

    Si ricordo bene il tuo essere "buon padre" anczichè principe nel tuo racconto ed è per questo che avevo commentato il suo significato. Come non capirti?
    Capisco il tuo renderti invisibile, il tuo toglierti dal mondo ed il tuo renderti ombra ai sentimenti del mondo. Cerco di comprendere mettendomi nei tuoi panni, percependo il dolore e la paura, cogliendo l'apatia ed il distacco. Ecco perchè capisco che non si tratta di "momento" ma di "permanenza" ed è per questo che quando mi rallegro di un tuo momento di gioia dovrei invece comprendere che tu sei altrove...

    Un abbraccio
    Joh

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  14. :-)

    Io parto per qualche giorno di vacanza.
    Metto la moderazione ai post per evitare problemi di spam o simili.

    A presto a tutti, un abbraccio

    Gio

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  15. Il male e' l'unico seduttore che non abbandona mai...
    Buona vacanza, un abbraccio a te!!!

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  16. Cammina Gio, cammina sempre...

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  17. Ciao giò io invece sono sempre in viaggio...peccato ero ad un passo dal cielo
    ho avuto la broncopolmonite con massicce embolie polmonari sono stata con l'ossigeno diversi giorni, ma sempre coscientissima anche nel dolore.
    Ora mi chiama verona questo è stato un regalino in più
    ho ripreso a camminare anch'io con molta fatica.
    non so perchè,ma qualcosa mi dice di resistere
    bacioni

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  18. Sono tornato.
    Che bello il mondo.

    Come stai ora Chiara?
    Un abbraccio

    Gio

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  19. In questo caso mi viene proprio da rispondere
    'Est, est, est!'

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