Saturday, 21 August 2010

Perchè Vera?



Sto pensando ogni giorno alla storia di Vera.

So come farla andare avanti: so come far entrare ed uscire di scena Pia, Jennifer, Gio ...
So dove Vera si trasferirà dopo l'università, che lavoro sceglierà.
Ho già in mente come farla capitare al Prado di Madrid in un giorno d'autunno, seguire il Maggio Fiorentino, scappare su una scogliera deserta sotto il cielo stellato.

Soprattutto, la inizio a pensare come persona autentica, non semplice parto della mia mente.
E se cammino per la strada, ne vedo gli occhi in quella bella ragazza che corre per non perdere il tram, il sorriso nella giovane madre che pulisce il musetto, sporco di gelato, del suo figlioletto.
Ne sento la voce, e mi viene quasi di chiamarla per nome.

Mi ridesta la realtà, fatta di persone con le idee chiare in testa: aspettare il week end per andare a divertirsi, mettersi l'abito buono per l'aperitivo della sera, cenare con un collega importante, vedersi con il proprio ragazzo e un'altra coppia in un locale alla moda.
Cercare

Sorrisi fotocopiati, prevedibili, in processione, ma che eppure agli occhi del sognatore, ognuno di noi lo è stato, riescono lo stesso a ... suggerire l'esistenza dell'amore, dell'amicizia, della felicità.

E a farti patire per non essere in grado di afferrarne che l'ombre, fino al giorno in cui o ne piangerai la morte, o ne negherai l'esistenza.

Vera, dev'esistere qualcosa di non troppo diverso da te!

Ma oggi non scriverò un nuovo episodio della tua storia: mi propongo ora di lasciare che siano le mie sensazioni ad emergere, più che i miei pensieri a solidificarsi.

Perchè Vera?

Non è la prima volta che scrivo racconti.

Ho parlato spesso dei miei sogni, che un po' romanzati (pochissimo a dir la verità) sono diventati storielle.

Chilali e Hunoi
hanno traslato nello spazio e nel tempo i consueti accadimenti di cui si narra qui, e lo Specialista, la triste storia di Stefano e Fabrizio non sono altro che la stesura di plot cui penso da sempre e in cui probabilmente si intravede una linea comune, una coerenza che fa dell'inganno il proprio meccanismo principale.

Anche la storia di Vera è iniziata in modo simile: la vittima che diventa carnefice, un classico dei miei sogni a occhi aperti e chiusi.
Quel primo racconto violentissimo decisamente ha però ben poco a che fare con i restanti, dove cerco di rendere il tutto un po' più sensato.

Poi però tutto è cambiato: è bastato che Johakim mi chiedesse di sviluppare meglio il tutto e ho iniziato a riversare in questo racconto l'equivalente dei miei ultimi 15 anni, e accenni più o meno evidenti di persone diverse, esperienze non necessariamente mie.

Diverse persone che conosco non faticherebbero a identificarsi in Pia, Karl, Joseph.
Jennifer è invece quasi completamente originale, mentre Vera è allo stesso tempo Gio e ... e in parte anche te probabilmente.

Scrivo da poco più di un anno.

In questi 12 mesi ho conosciuto diverse persone.

Alcune sono svanite, e mi rammarico di non essere riuscito a trattenerle, mi temp d'averle irretite, spero di non averle disgustate.
Ho sempre cercato d'essere me stesso, e se escludo piccoli particolari, insignificanti, che ho falsificato per privacy, non ho mai alterato la mia realtà in quanto ho scritto.
Non si ha tempo nè voglia, nelle mie condizioni, per null'altro che la verità.

Ci sono persone m'hanno raccontato di paesi lontani, di vite meravigliose e difficili, di coraggio e pazzia.
Con altre mi sono trovato come allo specchio, e a quel punto ho capito che avevo già ottenuto più di quanto fosse sensato augurarsi.

Da quasi ogni persona capitata da queste parti, ho ricevuto qualcosa: un'interpretazione diversa, un punto di vista nuovo, un sentimento piccino e dolcissimo.

Perfino il silenzio a volte è stato eloquente.

Non credo d'aver trovato qui quello che non ho avuto nei rapporti quotidiani, nelle uscite serali, nei ritrovi per fare due passi in città o per i boschi.

Forse quello ormai è interdetto a un selvatico abitatore di mondi paralleli come me, non tanto nella realtà quanto nella comprensione.

Mai labirinti immaginarii entro i quali mi perdo se penso a 'come sarebbe stato se' ho scoperto di che far tesoro.

Vera è il mio modo, umile, per rendere a voi quello che, dopotutto, non è certo solo mio.

12 comments:

  1. E io, personalmente, te ne ringrazio infinitamente. Un salutone Gio!

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  2. I love you dearly, Kleiner!
    m.

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  3. Io non ricordo neanche come mai sono passata di qui la prima volta... posso pero' dire di essere contenta di averlo fatto! ;)
    Ciao Gio'!

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  4. Troppo gentile Maraptica :-)

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  5. E chi sono io per contraddirti Mod? :-)
    Ich auch, du weißt es.

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  6. Io mi ricordo di un tuo post su un libro illustrato di Dinosauri :-)
    A presto!

    Gio

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  7. (anche da lontano, anche coi silenzi, io ti voglio bene senza chiedere nulla)

    Un Amico

    Cos'è per te un amico,
    Perché tu debba cercarlo
    Per ammazzare il tempo?
    Cercalo sempre per vivere il tempo.
    Deve colmare infatti le tue necessità,
    non il tuo vuoto.
    E nella dolcezza dell'amicizia
    Ci siano risate,
    E condivisione di momenti gioiosi.
    Poiché nella rugiada
    delle piccole cose
    Il cuore trova il suo mattino
    E si rinfresca

    Kalhil Gibran

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  8. Marisa, ma sei sicura che noi siamo poi così lontani? :-)

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  9. E' l'urgenza di raccontare Gio...

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  10. Misto a piacere in questo caso :-)
    Ciao!

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  11. fisicamente sì, ne sono sicura!
    ci separano come minimo 1500 km... :o)

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  12. Ma cosa sono 1500 chilometri quando si viaggia alla velocità del pensiero? ;-)

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