Saturday, 28 August 2010

Le lettere scritte



Le lettere scritte, forse distrattamente sbirciate, raramente risposte, parlano di un oceano di speranze, nel quale sono annegato.

Alla fine di questa serata inutile, all'ultimo sgoggiolare di un sabato passato interamente a casa, a meditare sul mal di schiena e quella sonnolenza strana, ad osservare quello che avrei dovuto fare, e che rimando a un giorno in cui starò meglio, mi ritrovo con i frammenti di quello che sono stato fra le mani.

Ciò che mi dava vita ... l'ho sacrificato in una lotta vana, inutile, sciocca, contro le immutabili leggi della nostra specie.

E mi viene in mente un detto latino, che tutti conoscono e tutti mettono in pratica:

Primum vivere deinde philosophari

Prima vivi, poi pensa alla filosofia.

E se vivendo della filosofia ti dimentichi, fa nulla.
Non ti perdi nulla.
Ma stai attento: non cedere alle lusinghe di qualcosa che potrebbe condizionare il tuo vivere.

Lascia la poesia, lo struggente canto, in un luogo ben delimitato, assumila lontano dai pasti, e ai primi effetti indesiderati liberatene.

Così si insegna, così si impara benissimo tutti qui.

E' un po' come ai colloqui di lavoro.

A Dusseldorf me l'hanno detto esplicitamente.

'Gio, bel CV, ma bla bla bla il lavoro richiederebbe di viaggiare bla bla bla non pensiamo ce la potresti fare'.

Ci hanno pensato su, e poi mi hanno scartato.

Ecco, la prossima volta spero che non mi chiamino neanche: fare 1000 chilometri, prepararsi per il talk, fare l'interview, a sperare in attesa della risposta e poi sentirsi gentilmente dire 'sei ok ma non fa per noi perchè sei un catorcio' è terribile.

E ovviamente intendo dire che la prossima volta spero di non arrivare a scrivere quelle lettere, a fare tutti quei gesti pieni di sentimento fanciullesco, solo per vedere che tu ci mediti su', pensi ai pro e ai contro, e infine tanti auguri per il futuro.

Tanto alieno a quello che tu consideravi sensato, umano, piacevole, d'avermi escluso da tutto e da tutti.

Ho imparato la lezione.

Avevi ragione tu: io sono, se già non l'ero prima, alieno.

Ed è un'ipocrisia crudele cui non crederò mai più quella che porta questi frequentatori distratti e sporadici di teatro a elogiare l'anima e poi preferire invece, invariabilmente, sempre, definitivamente, di starne lontani ... fino al prossimo spettacolo d'intrattenimento cui si sentiranno invitati, si intende.

Chi ha conosciuto il male, chi vi fa i conti tutti i giorni ... non ha tempo per le favole: quando stai male, devi conoscere la situazione in tutti i dettagli, per poter agire coscientemente.

Io ho fatto l'errore, imperdonabile, d'essermi fidato del canto delle Sirene.
Ho creduto alle loro lusinghe, e ne sono stato sbranato.
Ho creduto a chi non sapeva di mentire.

Adesso basta.

Adesso non avrò più pazienza con gli indecisi, con i 'vorrei in parte ma preferisco di no, sono curiosa ma forse non ne vale la pena'.

4 comments:

  1. "Cari amici, non disperdetevi nei labirinti delle virtù, alle donne piace trovarci irrimediabilmente cattivi e lasciarci irrimediabilmente buoni"
    Oscar Wilde

    (Ma il lavoro consisteva nello spostare sacchi di sale portandosi sulla schiena un mulo?)

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  2. a quei bastardi avresti dovuto dire che se tu non ti fossi sentito in grado di fare quel lavoro non ti saresti nemmeno degnato di andare al colloquio e gli sfasciavi una sedia in testa così avrebbero visto cosa sei capace di fare...
    forse dovrei venire io con te a quei colloqui così lo faccio io il casino al posto tuo ;o)

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  3. Macchè Baol, pensa che era al dipartimento di matematica :D

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  4. Marisa, ma come tu ben sai io sono buonissimo e pacato ;-)

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