Wednesday, 4 August 2010

Intermezzo: sulla bellezza



Vera è fuori stanotte: gira da un locale all'altro, confusa, smarrita.
Triste.
Beve un po' troppo, e chissà quanto male si farà.

Lei stessa domani ci racconterà cosa le capito' quella notte: oggi torno a parlare io, Gio, di quello che mi capita in questi giorni di Agosto.

Sono ancora al lavoro: si sono accavallati mille impegni, e temo che prima di metà settembre non riusciro' ad andare in vacanza.

Oggi ero in ufficio, lavorando con Matlab, quando mi ha chiamato al telefono un caro amico dall'Italia.

'Così non si fa Gio! Non si sparisce così marrano!'

Colpevole di non essermi fatto sentire da mesi, mi meritavo quella scherzosa ramanzina, quei rimbrotti amichevoli.

Per non disturbare i colleghi, sono uscito dalla nostra stanza e sono salito sul tetto, dove abbiamo una bellissima terrazza, con il solito, immancabile barbecue, i bei vasi colmi di fiori, le tende, i tavoli, le sediole ...

Salivo le scale alle spalle di Jurg, un collega tedesco, felicemente sposato e padre di un paio di figlioli credo: il prototipo, insomma, del buon pater familias tedesco.

Non s'era accorto che lo seguivo: aprendo una porta, si ritrovò innanzi a se una bella ragazza in calzoncini molto corti che tornava al piano di sotto.

Scambiato un cenno di saluto, mentre lei gli voltava le spalle per continuare a scendere le scale, lui s'è fermato ad osservarla.

L'ho visto indugiare su ogni centimetro quadrato di quelle belle gambe abbronzate e perfette.

E ne ho visto il chiaro imbarazzo quando s'è accorto che m'ero reso conto benissimo di quel che stava facendo.

Visto che la terrazza era piena di gente, ho fatto marcia indietro.

Sono sceso di un paio di piani.

Ho incrociato, mentre usciva da un ufficio, quella che è forse la più bella ragazza che lavora con noi.

Non ci siamo mai parlati: temo che nè io nè lei si sia molto socievoli.
Di lei ho già dato una descrizione rapidissima qui, ricordando quella volta in cui la vidi bellissima e fragile, con gli occhi pieni di lacrime.

Beh, stavo ridendo con il mio amico al telefono ... e lei mi ha salutato sorridendo.

E mi sono ricordato di una cosa.

Un mio caro amico: è lui che mi ha convinto che quella è proprio una bella ragazza.
Però, che strano.

Secondo lui, Catherine (nome di fantasia) ha un corpo da modella, ma peccato per quel viso, che non è niente di eccezionale.

E invece ... invece per me è il contrario.

Non saprei distinguere il tuo corpo da un altro: sicuramente hai delle belle gambe, un bel portamento, sei snella e slanciata ...

Ma è il tuo sorriso che mi toglie il fiato.

Un solo istante, per carità, poi tornerò subito ai miei calcoli.

Un solo istante, Catherine.

Fino al nostro prossimo incontro fortuito.

6 comments:

  1. "Non saprei distinguere il tuo corpo da un altro..
    Ma è il tuo sorriso che mi toglie il fiato."

    Queste sono tra le parole più belle che un uomo potrebbe dirmi.



    (Felice che ti piacciano i colori della mia casa!
    Come la volpe con il Piccolo Principe e i capelli color del grano, ora anche tu, quando berrai il tuo succo di arancia nel bicchiere blu, mi penserai... ;) )

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  2. Bella e sostanziale la differenza di chi osserva un "corpo" e di chi osserva "l'interiore".
    Ma Gio... prima o poi non dovresti iniziare ad osservare tutti e due contemporaneamente senza negarti o l'uno o l'altro?

    Madonna come sono critica questa mattina! Sarà perchè sono le 6.30 del mattino? :o)))))

    Ti abbraccio
    Joh

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  3. E tu saresti quello anaffettivo?! Ti devo picchiare la prossima volta che dici eresie! ;)

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  4. Kiara, il mio bicchier color lapislazzulo non mi è mai sembrato cosi bello

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  5. Ma Joh, quel giorno sarebbe - temo - ben triste per me ;-)

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  6. Mi piacerebbe poterti dare ragione, cara Maraptica :-)

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