Sunday, 29 August 2010

I frutti del male



I frutti del male sono le giornate come queste, in cui davvero ti senti pieno di fastidio per la più insulsa delle creature di Dio (cui non credo, ma fa un certo effetto detto così) ovvero questa sciocca umanità (e io sciocco egualmente).

Ma questi sono appunto i frutti del male: e la cosa più terrificante è che sono frutti, generati da processi lineari, prevedibili, oggettivi.

Non c'è nulla di cui meravigliarsi: è come una reazione chimica, non credi?
C'è un processo di maturazione ben noto, cui non possiamo opporre resistenza.

Del male, che pure riesci a tenere a bada a volte, che tenti di sigillare, sale la pressione, tanto che talvolta emerge la frustrazione, e prende possesso della tua anima, e ti fa sputare tutto il veleno che sei riuscito a contenere, tutto quello che è colato.
Stilla dopo stilla, dentro di te.

Metti un po' di questo, aggiungi quello, mescoli, centrifughi, aspetti e un po' e BOOM.

E mi spiace se una delle persone cui tengo di più può aver pensato che mi riferissi a lei in uno dei miei deliri precedenti: no, nessuno di quelli che leggono questo mio diario ha portato un solo atomo, una sola molecola prodroma di questa reazione, anzi.

Un po' come Kat.

Ero a far la spesa e pensavo tra me e me alle peggiori espressioni, alle più vivide per mettere in parola, e buttar fuori, questa strana malinconia che ho dentro.
Squallida, e che mi rende squallido.
Mi odio quando sono così.

Arrivo a casa, scarico la posta, e vedo un suo messaggio: folle, come il precedente, leggero, non significa nulla, eppure ...

Eppure ha spezzato la catena di eventi, ha inceppato la centrifuga, ha scambiato le etichette degli ingredienti, e il grande alchimista si è confuso.

Torneranno alla carica gli ingranaggi collaudati: si stanno già radunando ora nuovi carichi di molecole nefaste, convergono su di me da ogni direzione.

Ma è bastato un nulla, il suo nulla, per disperdere tutto, regalarmi un sorriso.

E se è stato solo nel tardo pomeriggio che sono arrivato a un passo dalla reazione a catena, è stato per una telefonata del mattino, che mi ha svegliato nel migliore dei modi.

Morale della favola?

I frutti del male ci sono sempre nella cesta, sempre.
Ma a volte si confondono con i fiori, che magari non danno nessun nutrimento, ma sono belli e profumati, e con altri frutti, saporiti, e che danno forza, e un senso, alle nostre vite.

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