Tuesday, 24 August 2010

Gilgamesh



La storia di Vera continuerà, ve l'ho detto :-)
Oggi però presento un altro personaggio: Gilgamesh.
Questa è solo la prima puntata pilota.

Ogni tanto mi chiamano a fare qualche supplenza: licei, soprattutto, e sparsi un po' in tutta Italia.

Ho girato tutto il paese: Roma, Napoli, la Sicilia, Milano, Torino ...

Beh, potrei dire di più: quando sono stato un legionario ho girato tutto l'impero, da Treviri a Italica, da Atene a Nicomedia ...

Questo è sicuramente uno dei vantaggi dell'essere immortale: si gira il mondo, si vivono mille vite diverse, si conosce un po' di tutto, e quando la noia vince, ci si può sempre avventurare per un giro della terra.

Non ricordo la mia nascita - non sono sicuro d'essere nato.

So solo di essere immortale, invulnerabile: non ho bisogno di cibo o bevande, respiro solo per non dare nell'occhio, e non provo mai nè dolore nè stanchezza.

Il fuoco non cauterizza la mia pelle, le lame dei coltelli non la scalfiscono, nè mi feriscono il piombo delle pistole o le vibrazioni delle radiazioni.

E il gelo più intenso non mi da nessuna noia, e ho poteri che celo accuratamente, e che sono sconosciuti agli uomini.

Sono forse un Dio?

Un figlio del grande Zeus?

O forse un extraterrestre che ha perso memoria del proprio viaggio?

Non lo so, e con il passare dei secoli ... e dei millenni, ho perso interesse nelle mie radici, e dedicato tutto me stesso alla ricerca di nuovi piaceri di cui riempire la mia vita.

La noia ... l'ho sconfitta di volta in volta nei modi più diversi.

Ricordo un lungo viaggio nel deserto, alla ricerca di oasi nelle quali godere della bellezza senza pari del contrasto tra l'aridità del tutto e la vitalità di una piccola parte di mondo.
Ho passato lunghi anni, durante quello che voi chiamate medio-evo, quando in Europa le invasioni barbariche distruggevano quell'impero per il quale avevo combattuto per secoli e che ormai m'ero stancato di sostenere con i miei riti magici, nelle regioni montuose dell'India, salendo su vette che per secoli sarebbero state inviolate, prima che vi giungessero gli uomini, con le loro ridicole bombole d'ossigeno e i loro patetici equipaggiamenti.

Ma i viaggi più interessanti sono forse quelli negli abissi dell'oceano, alla ricerca di relitti scomparsi, e di creature che ancora oggi sono sconosciute all'umanità.

Li, sotto miliardi di tonnellate di acqua, riposano tesori che voi non conoscerete mai, resti di civiltà mitiche di cui parlano solo alcuni filosofi antichi, che mi rammarico di non aver incontrato quando avrei potuto.

Prigioniero del suo veliero affondato, carico d'armi e colmo d'oro e pietre preziose, ho ritrovato lo scheletro di un pirata che forse ossessiono' re e principi, e nelle grotte marine ho pregato di fronte alla bellezza commovente di un cimitero di cetacei li rinchiusi per il crollo di una volta.

Di ritorno dai miei viaggi, in qualche modo sono sempre riuscito ad inserirmi nelle vicende dei tempi che vivevo: ho partecipato a intrighi, mi sono fatto volutamente imprigionare solo per prendermi gioco dei miei carcerieri, ho sabotato imprese che avrebbero accellerato troppo lo sviluppo di una civiltà a scapito di un'altra, ho suggerito ad Ulisse un modo per farla finita una volta per tutte con Troia.

Ho insegnato ai primi uomini a dipingere il Dio che si cela nella bestia sulle pareti di umide caverne, ho tenuto tra le mie braccia, in volo, le donne che amavo, i cui ho visto spesso chiudersi per il calare della morte sui loro corpi.

Questo essere misterioso che sono io stesso, è oggi, lo sarà ancora per poco, un modestissimo supplente.
Ho modellato il mio corpo: appaio ora di media statura, un po' stempiato, miope.
Vesto in modo non appariscente, sono mite e tranquillo.

Mi è sempre piaciuto ingannare il prossimo ... specialmente quando il prossimo è uno sciocco prepotente.

10 comments:

  1. Una vita terribile...

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  2. Ohh Gilgamesh! E' un personaggio che mi ha sempre affascinata!
    Mi piacerebbe consigliarti questa lettura:
    "L'Epopea di Gilgamesh"
    Le gesta del leggendario eroe alla ricerca dell'immortalità, nel primo poema della storia

    * Autore: Mario Pincherle
    * Editore: Melchisedek - Promarco Edizioni

    Un abbraccio
    Joh

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  3. I Sumeri, che gran popolo... Toccherebbe fare anche un giro in Meosopotamia, che dici?! I racconti in prima persona sono davvero avvincenti ;)

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  4. Caro Baol, una noia mortale ;)

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  5. Cara joh, conosco l'epopea ma non l0ho mai letta davvero.
    rimediero'!

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  6. Mia cara, ne ha fatti di giri, ha salito e sceso il corso del Tigri e dell'Eufrate, ha visitato i giardini pensili di Babilonia!
    Chi credi che abbia scritto la Stele di Rosetta?
    E chi credi che l'abbia reinterpretata quasi 2000 anni dopo?

    ;-)

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  7. E però così c'ha vita facile, se la canta e se la suona da solo!

    (hai fatto pensare ad un personaggio così anche a me...)

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  8. Vedremo caro Baol :-)
    Forse un Dio con la mente di un uomo ha conosce anche la noia infinita e la malinconia.
    Ciao!

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  9. La vita eterna è sempre stato un argomento interessante che porta con se anche la malinconia delle vite che vedi consumare mentre tu righi dritto per la tua strada; dal canto mio non mi dispiacerebbe trovare l'Aleph più che la vita eterna...

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  10. Caro Baol, c'è un 'segreto' nell'immortalità di Gilgamesh.
    Adesso è impossibile da capire, ma se avrai pazienza (e se continuerò a scrivere ;-) ) a un certo punto sarà chiarissimo.
    A presto guaglio'!

    Gio

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