Wednesday, 18 August 2010

E poi non ne rimase nessuno


Continua la storia di Vera. La prima puntata è qui.

Cambio di prospettiva.

Insonnia feroce.

Mentre Vera e Jennifer dormono abbracciate in una stanzetta a Berlino, centinaia di chilometri piu' a sud, in una città circondata da colline, sovrastata da nubi gonfie di pioggia, io me ne sto insonne nel mio letto.

Il sottofondo è piacevole, catalogo barocco, ma già da troppo a lungo mi giro e rigiro nel letto per poterne godere.

Devo molto alle mie insonnie, nel bene o nel male.

Le mie giornate, al pari di quelle di qualsiasi altro, sono piene di faccende da sbrigare impegnative, che scacciano fuori dalla mente ogni altro pensiero.

E' questo il fine ultimo di quasi tutto, no?

Al lavoro, ad esempio, difficilmente ho il tempo per meditare sui massimi sistemi: ne posso trarre al limite degli spunti, che pero', ne sono convinto, se non ci fossero le mie insonnie per meditarvi sopra, non darebbero alcun frutto.
E lo stesso vale per quando, con un obbiettivo ben preciso in mente, sto facendo la spesa, vado alle Poste, scendo in farmacia.

Sono l'orme di vite, esperienze che non sono le nostre e che decidiamo alle volte di seguire.

Due chiacchiere scambiate con un collega, squarcio su quello che è il mondo comunemente inteso, vissuto, consumato, posare gli occhi su una vecchia esausta, piegata dal peso degli anni che a fatica s'aggira tra scaffali troppo enormi per lei, la voce un po' emozionata di un immigrato deferente con l'autorità, per me inesistente, di un dipendente delle poste, e poi la bellezza indecifrabile eppure immediata di una ragazza tzigana in un baby doll ...

Ed è li che torni quando ormai sono le due della notte, e ancora non ti sei addormentato.

Non penso d'aver mai perso davvero lucidità: anche nei momenti piu' difficili, la mia ragione è stata salda, la mia capacità di analizzare la realtà non piegata dall'emotività.

Quello che provavo non ne usciva sminuito: al contrario, rimanere con la testa sulle spalle, osservare con coscienza il susseguirsi degli eventi, inserire il dolore in un contesto perfino logico non faceva che rendere piu' inarrestabile il suo dilagare dentro di me.

Paragono il me di istanti diversi: se non è cambiata, come credo, la mia razionalità, e pure è cambiato, drasticamente, il mio vivere la realtà, devo cercare per forza di cose un mutamento altrove.

La realtà esterna è identica: la solitudine, la dose quotidiana di dolore, il rinunciare a priori a considerare gli altri ...

Trovo sempre la stessa risposta a questo mio dilemma: e finalmente, la scorsa notte, non ne ero nè spaventato nè infastidito.

'E poi non ne rimase nessuno': uno dopo l'altro sono svaniti tutti i miei idoli, e senza nulla in cui credere, senza nulla per cui valga la pena vivere, non sento piu' la mia esistenza, e i suoi problemi, una blasfemia ininterrotta.

Ho creduto in divinità dal cui culto ero escluso, e infine mi ritrovo ateo.

La morte di nessuno dei miei idoli è stata indolore: non i primi, quelli legati ai sogni dell'infanzia, nè l'ultimo, quello sotterrato dall'indifferenza, dal buon senso degli altri.

Ho creduto in divinità dal cui culto ero escluso, e finalmente mi ritrovo ateo.

Cambio di prospettiva.

Di questo, Gio, avremmo parlato quasi subito, ricordi?

6 comments:

  1. Io di questo ho profondamente paura. Di non sentire più nulla. Solo vuoto. Non voglio che accada, mai. E tu Gio? Ne scrivi e ho la presunzione di credere che non possa andare poi così bene nemmeno a te. Ma forse mi sbaglio...

    ReplyDelete
  2. Forse qualcosa rimane?
    Non lo so, ma adesso sono come in stordimento, come in seguito, davvero, a un lutto.
    Un abbraccio!

    ReplyDelete
  3. bel post molto espressivo..
    ma se non vive dentro di noi la speranza non rimane più nulla.
    notte giò passa da ne ogni tanto ,mi faresti piacere..scrivi divinamente oltre che essere una bellissima persona.

    ReplyDelete
  4. ...ach gio...

    :) with love, mod

    ReplyDelete
  5. Chiara, t'avevo perso :-)
    A presto allora!
    Gio

    ReplyDelete
  6. Correzione: quanto MI mancavi Mod :-)

    ReplyDelete