Saturday, 10 July 2010

Una piccola avventura notturna



Verso il tardo pomeriggio è scoppiato un nubifragio piuttosto violento.

Mi ha sorpreso, il suo avvento, che dormicchiavo sul letto: m'ha destato lo sbattere, per la corrente d'aria, di una porta, e per un istante mi sono ritrovato stordito, confuso, come ci si sente solo quando, alle volte,ci si sveglia di soprassalto, e non ci si ricorda neppure dove si è.

Me lo sono goduto, il nubifragio.

Fin quando non ha iniziato a piovere violentemente, ho tenuto spalancate tutte le finestre della casa, lasciando le tende, leggere tele rosse ed arancioni semi trasparenti, a giocherellare con il vento.

Poi, mentre fuori gli elementi si mischiavano tra loro, l'acqua della pioggia, permeando l'aria e la terra, e poi il fuoco della folgore, squarciando l'orizzonte, mi sono fatto un bel bagno ristoratore e rilassantissimo.
Un quartetto di Schumann di sottofondo, con archi e pianoforte imbizzarriti, sembrava mimare in musica lo spirito inquieto del grande Zeus!

E' arrivata piano piano la sera.

Quest'anno non ho ancora fatto un giro 'serio' in moto.

Ci sono motivi diversi: sono un po' malinconico, troppo per certi spettacoli meravigliosi, inoltre ho avuto un brutto giramento di testa durante un viaggio lo scorso anno e sono un po' timoroso di fare certe pazzie.

Tuttavia, è da almeno un mese che mi riprometto, nei week end, di arrivare finalmente a 20000 chilometri - e invece sono sempre li, 19600, 19680, 19720 ...

Scesa la notte, mentre il cielo s'asciugava, sgocciolando, mi sono dunque deciso a uscire, prendere un po' di fresco, fare almeno il giro della città - tanto più che per domani è atteso brutto tempo, e quindi non potrò fare niente di che (e devo pure lavoricchiare un po'!).

Un cantiere aperto m'ha costretto, scendendo dalla collina dove vivo, di prendere una deviazione, di passare, anzichè dallo stradone del bus, da una viuzza stretta, una di quelle che non si percorrono mai, perchè non portano da nessuna parte se non alle case di Franz, Lucia, Gerard, Lynn.
Tutta gente, caso mai non si fosse capito, che io non conosco minimamente!

'Che strano' penso 'perchè quel tizio si è fermato?'

Un'auto, ferma, ma a motore acceso, nel mezzo della strada.

Mi viene in mente che forse sta aspettando qualcuno, quindi accosto e la supero.
E li l'ho visto: un riccio (credo), bellissimo, secondo me un po' ubriaco, impacciato, che attraversava goffamente la strada.

Che bello :-)

Giro un po' in città: seguo il fiume, poi mi spingo fino al lago, e quindi ancora verso casa.

Svolto a destra al semaforo e mi ritrovo nel buio, nell'oscurità totale: un black out, immagino, deve aver colpito tutto un quartiere.

...
Quel buio aveva una consistenza quasi tattile: spenti i lampioni, le luci delle case, non restava che l'oscurità a riempire ogni spazio.
Il nero della notte inghiottiva passanti, ciclisti ... e me.
...

Avanzo prudentemente, accendendo gli abbaglianti: è una sensazione stranissima ritrovarmi, davanti, quelle fitte tenebre che solo il mio faro incrina, riconoscere, intuire forme ben note a partire dai pochi dettagli che riesco a illuminare.

Ma la sensazione più peculiare l'ho quando guardo nello specchietto: alle mie spalle è tutto nero e muto.

Schumann sarebbe stato perfetto in quel momento, non credi? (al solito, 'tu' non so chi sia, ma so di certo chi non è).

Eccola, è tutta qui, la mia piccola, sciocca, avventura notturna.

3 comments:

  1. Mi hai ricordato quando, un anno fà, in Trentino, un riccio enorme mi è passato tra i piedi mentre ero tranquillamente seduta all'aria aperta. Deve essere bellissimo questo posto dove vivi! E i temporali estivi, a me, piacciono proprio un casino! :)

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  2. Su in collina, tra i boschi, capita anche che un cervo ti traversi la strada :-)

    Si, qui è molto bello, e chissà, forse stasera arriverà ancora la pioggia!

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  3. io penso che questo post si possa accompagnare a questo brano. Conosci?
    http://www.youtube.com/watch?v=4zGbNN-Jfj8&feature=related

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