Thursday, 29 July 2010

Una nuova vita



Di lei sappiamo che ha avuto un'infanzia angosciante, e che un evento tragico ha segnato la sua esistenza.
Ascoltiamola mentre ci racconta quello che segui'.


Arrivai a Berlino in un freddo giorno di primavera: c'ero già stata un anno prima in vacanza, e conoscevo perfettamente il tedesco. In quella città cosî grande eppure non impersonale, avevo instintivamente sentito di poter iniziare una nuova vita.
Una vita che iniziava certamente tra mille difficoltà, le piu' evidenti economiche: dei soldi che avevo preso con me non rimanevano che pochi spiccioli dopo il lungo viaggio, e la pensione nella quale alloggiavo, ove avevo una squallida cameretta senza neppure servizi personali, non me la sarei potuta permettere che per poche settimane.

Iniziai subito a cercare un lavoro, con due obbiettivi precisi in mente.

Da una parte non dipendere da nessuno - non sarebbe stato difficile nelle mie condizioni farmi mantenere da qualche sciocco amante, ma non uscivo certamente da un incubo per spegnere la mia vita tra le braccia di un qualche mediocre Casanova - e iscrivermi all'università.

Sono grata, enormemente, alla tenacia di quella giovane donna che sono stata io stessa: è stato solo grazie al suo coraggio, alla sua forza se sono riuscita a costruire, partendo da una situazione terribile (non avevo certo ucciso a cuor leggero, nè assistito alla morte dei miei genitori senza orrore, per quanto avessi nell'immediato avuto una reazione adrenalinica eccezionale), un'esistenza per certi versi serena.

Al dolore intriso di quel sangue si sarebbe sovrapposta gradualmente, e infine sostituita, una consapevolezza di mite rassegnazione al male distillato in ogni essere umano: compagno di questo lungo, accidentato tragitto sarebbe stato l'unico amico che abbia mai avuto, e che anche oggi, che pure viviamo lontani, anche oggi che le circostanze della vita c'hanno separato, è per me piu' intimo di ogni amante ch'abbia avuto.

Sapevo di poter contare sulla mia bellezza, e non meno sulla mia ottima preparazione scolastica: già negli anni di studi mi era capitato tante volte di aiutare i miei compagni di classe nei compiti, soprattutto di latino, fisica e matematica, e non mi sarei certo stupita di poterlo fare per denaro.

Per quanto riguarda l'avvenenza, non ci pensai due volte quando, passando davanti un locale di strip-club, vidi che cercavano personale: entrai con la precisa intenzione, comunque, di fare un discorso chiaro al gestore.

Sarei stata ben disposta a servire ai tavoli mezza nuda, a esibirmi con la lap-dance, ma a fare null'altro che non fosse in questo menu': specialmente in quel periodo avevo una repulsione totale nei confronti degli uomini, repulsione che non m'ha mai abbandonato del tutto, per quanto non mi possa definire completamente omosessuale.

Il gestore, un ometto sulla cinquantina, capelli cortissimi ormai grigi, lievemente claudicante, un uomo che, visto in mezzo alla strada, si sarebbe pensato fosse un impiegato delle poste, mi rassicuro': spiego' che la prostituzione era legale in Germania, e che quindi solo raramente i clienti provavano un approccio con le ragazze, e che comunque dentro il suo locale lui non ammetteva si nè consumassero rapporti sessuali, nè droghe.

Non credo fosse sincero: quello che mi premeva era avere una sicurezza almeno formale. D'altra parte le altre ragazze, diverse dell'est-Europa, un paio di sudamericane, erano certo felici di avere una concorrente in meno, e quindi furono ben disposte ad accogliermi tra loro.

Passai, in totale apnea, un anno circa lavorando in quel locale 2-3 volte alla settimana. Delle avventure, piu' o meno pericolose, ma anche piu' o meno ridicole, che mi capitarono raccontero' forse un'altra volta.

Avevo tappezzato biblioteche e bacheche all'università, dove riuscii' a iscrivermi, a fisica, con i soldi dello strip-club pochi mesi dopo il mio arrivo, di annunci per ripetizioni: promettevo prezzi modici e cortesia.

Ebbi successo oltre le mie aspettative: insegnai in quei mesi Italiano, matematica, fisica, latino ... e riempivo i miei pensieri di Svevo, Catullo

Man mano che il tempo passavo, con le ripetizioni, tenute dopo le lezioni all'università e nel week-end, riuscii a guadagnare abbastanza: mollai dunque il lavoro al club.

Ne avevo abbastanza di quelle luci soffuse che non avevano nulla di intimo, di quella musica jazz a coprire i sordidi commenti di qualche vecchio porco, di quell'eccitare senza consumare: soprattutto pero' ero stanca, e iniziavo, man mano che le preoccupazioni economiche si facevano meno pressanti, a pensare, a ricordare.

Una notte, mentre tornavo a casa dal club, mi precipito' tutto addosso assieme in un istante: senza una precisa ragione scatenante, rividi tutto.

Vidi il mio passato come un marchio indelebile che mai sarei riuscita a estinguere: non riuscivo piu' neppure a credermi diversa da coloro dai quali ero fuggita lontana.

Mi appoggiai a un lampione e scoppiai a piangere.

Mi sentii tremendamente sola, anzi di piu': sentivo che sarei stata sola per sempre.

13 comments:

  1. .. è sparito il mio commento? :o(
    Joh

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  2. Joh, questo è l'unico commento che mi è arrivato.
    Che ci sia stato un problema tecnico?
    Non mi sorprenderebbe in verità ;-)

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  3. Una tipa tostissima, ma dentro... si porta un macigno enorme. Siamo umani. E' normale no?!

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  4. ... era un bellissimo commento ... :o))))

    ma siccome parlava del passato, ormai è sparito!
    E siccome noi siamo il prodotto del nostro passato, è bene tenerlo presente, farci accompagnare per poi vivere l'oggi verso il futuro.

    Più o mero era così... ma era molto più carino! :o))))))
    Un abbraccio
    Joh

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  5. Sa fare più cose di "Jarod il camaleonte" 'sta tipa qui...

    :D

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  6. spendida!... la maggior parte delle situazioni più o meno estreme per "sopravvivenza" sfugge alla memoria, alla coscenza...ma poi tutto torna, e con consapevolezza si deve ricominciare a vivere!:-)

    p.s Sono tornata al policlinico.:-(
    Bacioni giò

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  7. Cara Maraptica, paghiamo sempre per la nostra umanità :-)

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  8. Ottimo lo stesso Joh :-)

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  9. Caro Baol, e chi credi che sia quel suo unico amico?
    Che, mi sarei accontentato di una qualsiasi?

    ;-) ;-) ;-)

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  10. Sono contento che ti sia piaciuta Chiara :-)

    Un abbraccio, spero la tua permanenza non sia troppo pesante in ospedale.

    A presto!

    Gio

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  11. Conosci Jarod?! Massimo rispetto fratello!!!

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  12. No Baol, ma a questo punto sono decisamente curioso :-)

    Buone ferie!

    Gio

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  13. http://it.wikipedia.org/wiki/Jarod_il_camaleonte

    ecco la risposta

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