Tuesday, 13 July 2010

L'americano

Pochi passavano ormai per quel vicolo che tagliava in due il quartiere lungo la direzione del mezzogiorno, che era sì stato, prima, un po' malfamato, un po' malandato, ma che, da quando l'americano aveva comprato, una dopo l'altra tutte le proprietà lungo il suo corso, rendendo di fatto inutile, e decisamente inquietante, camminare su quei ciottoli levigati e scivolosi, seguire le erbacce e i muschi che crescevano tutt'attorno, contare gli alti cancelli arrugginiti e serrati che davano su giardini ombrosi e freschi, era diventato davvero sinistro.

La casa del prestinaio, la villa dell'avvocato, quella del commendatore, la bottega del fabbro, e poi la falegnameria, e perfino un grosso condominio costruito da poco: nel giro di pochi anni era tutto diventato suo.

D'altra parte, si diceva, pagava molto bene, l'americano.

Ancora se lo ricordavano, alcuni dei più anziani del paese: era nato proprio in uno degli appartamenti ricavati dopo la guerra nella vecchia villa che s'apriva su quella stradina, e da giovane aveva lasciato il paese per andare in cerca di fortuna.
Su questo erano tutti d'accordo, la fortuna l'aveva trovata sicuramente.

Fece scalpore il suo ritorno: di limousine, con autista, non se ne erano mai viste a San Michele, e i lavori di ristrutturazione alla villa avevano richiamato in paese un gran numero di operai, restauratori, architetti, che alle pause, nei ristoranti, nelle taverne, scambiavano qualche parola con i paesani incuriositi, eppure un po' intimoriti, da quelle presenza così inusuali.

Ma tutti rimasero senza parole quando iniziarono a lavorare le ruspe e le demolitrici: l'americano stava demolendo le proprietà per le quali aveva speso milioni, quasi fossero state costruzioni per bimbi che il gioco alla lunga ha annoiato.

In polvere finirono le belle ville, la vecchia officina, la polverosa falegnameria: solo la sua casa Natale restava in piedi, mentre attorno crescevano i giardini, e si piantavano alberi, fiori, e si decorava il verde con fontane e vasche.

L'americano ...

Lo chiamavano tutti l'americano, ma nessuno sapeva esattamente se lui fosse stato davvero in America in tutti quegli anni. Qualcuno credette di sentirlo parlare in inglese con qualcuno dei suoi, e così nacque il nomignolo: altri, tra i più giovani, giuravano d'aver sentito il suo nome su qualche giornale d'alta finanza o alla radio.

Qualcuno, dalla città, portò infine notizie più aggiornate: l'americano aveva vissuto proprio in America, dove, con scaltre operazioni di borsa, aveva accumulato una fortuna immensa, tanto da risultare uno dei 100 uomini più ricchi degli Stati Uniti e aver anche avuto un seggio al senato.

Dalla città era anche arrivato qualcuno, qualcuno incuriosito da quelle chiacchiere.

'A 70 anni quest'uomo decide infine di tornare a San Michele, un buco di paese di poche migliaia di persone: ma perchè? E perchè quei lavori? Per carità, ha speso solo una parte infinitesima delle sue ricchezze per quelle acquisizioni: ma il tempo impiegato per seguire quei lavori, per indicare, suggerire, sovrintendere deve avere sicuramente un valore inestimabile per un uomo abituato a muovere cifre a 6 zeri con la semplicità con la quale io mi compro un hamburger ...'

Se l'americano vi incuriosisce, leggete qui il punto di vista di Baol, uno dei suoi concittadini, in quel di San Michele ...

16 comments:

  1. sembrerà paradossale ma signori si nasce...
    ciao giò tutto bene?
    io sono nostalgica,sono tornata dal mare domani in tarda mattinata colazione al lago e poi vado a camminare in montagna per non pensare...e tu?
    bacione:-)

    ReplyDelete
  2. Ed io che pensavo fosse la ricetta del cocktail :D

    ReplyDelete
  3. Ecco... un americano, decrepito, pieno di soldi... l'uomo giusto per me! ;)
    Ha un seguito vero?

    ReplyDelete
  4. Cara Chiara, qui si lavora al caldo e si passeggia la sera al fresco ;-)
    Non mi lamento troppo via.
    Salutami le montagne, mi mancano!

    ReplyDelete
  5. Baol, sono ancora in tempo per farne un ubriacone seriale ;-)

    ReplyDelete
  6. Cara Maraptica, pensavo pure di circondarlo di cani ;-)
    Ci sarà un seguito ma non so quando.
    Ora mi piacerebbe iniziare diverse storie e continuarle più avanti.
    Ciao :-)

    ReplyDelete
  7. Diavolo tentatore della scrittura...

    ReplyDelete
  8. Eccellente ih ih ih (risatina diabolica)

    ReplyDelete
  9. Alla continuazione del personaggio...

    ReplyDelete
  10. Nel senso che lo vuoi continuare tu?
    Sarebbe molto interessante :-)

    A presto!

    Gio

    ReplyDelete
  11. -----uauh!!! complimenti!!! _mAry

    ReplyDelete
  12. Mi fai ricordare i racconti di mio padre, di quelli che tornavano al paese coi soldi che uscivano dai taschini al posto del fazzoletto...
    Mrs QT

    (applausi)

    PS:L'idea del racconto allo specchio è assai bella!

    ReplyDelete
  13. Mrs Quentin, grazie dei complimenti.

    Allora, visto che ti piace l'idea, perchè non la continui tu?

    Benvenuta.

    Gio

    ReplyDelete