Wednesday, 14 July 2010

Che vuoi?

'E tu chi sei? Che vuoi?'

Doveva averlo disturbato mentre stava lavorando, visto che era sceso con un taccuino e una penna, che stringeva tra il medio, l'anulare e l'indice.

Di fronte a lei un tipo di poche parole, senza tatto e che non conosceva i convenevoli: proprio come se lo aspettava.

La ragazza si fece coraggio, non si spavento' al suono grave, secco, che non attendeva replica articolata ma solo imbarazzo, di quelle parole.

D'altra parte aveva già immaginato mille volte, nelle ore dell'insonnia che la perseguitava, quel primo contatto: sapeva bene che quegli istanti sarebbero stati fondamentali per poter instaurare un contatto con lui.

Lui: se n'era convinta senza una ragione vera e propria, era proprio quello che ci voleva nel suo caso.

S'era fidata, come le capitava di fare ogni tanto, raramente sbagliando, e sempre pagandone le eventuali conseguenze senza perdere confidenza in sè stessa, del suo istinto e della sua curiosità.

Istinto e curiosità: si riconosceva perfettamente, in modo analitico, in questi due demoni.

Nonostante la sua giovane età, nonostante alcune sue scelte che potevano giudicarsi, dall'esterno, sicuramente folli e non ponderate, era dotata di un'eccellente capacità di autoanalisi e di un coraggio non comune tali per cui gestiva in modo eccezionalmente razionale la propria condotta.

Quei piccoli scandali, quelle cattive esperienze, quelle sofferenze patite che gli altri, i professori, i compagni di scuola, riconducevano alla sua ingenuità, a una certa approsimazione nel giudizio, o semplicemente identificavano come risultato del suo essere orfana, non erano altro che il prezzo, messo da lei in conto, da pagarsi per conoscere, fare esperienza, capire.

E lui?

Beh, non sapeva molto di 'lui'.

Doveva lavorare all'università, forse era un matematico: di certo un tizio riservatissimo, che non si vedeva mai in giro di giorno.

Usciva per andare al lavoro sempre verso le dieci del mattino, in sella a quella sua bicicletta scassinata, e tornava tardissimo, quando ormai tutti i negozi erano chiusi. Viveva al secondo piano di una palazzina semi-abbandonata, assieme a pochi condomini: una coppia di giovani africani, un vecchio brigadiere in pensione, una parrucchiera.

Alle volte tornava carico di buste della spesa, e allora l'equilibrio era precario su quelle due ruote sottili, dai copertoni logori; altre volte capitava di vederlo in giro con la barba allungata dall'incuria di settimane. Lei aveva allora ogni volta pensato che, chissà, forse aveva qualche problema sul lavoro, che doveva assillarlo e prenderlo completamente.

Buffo: le cose che gli altri trovavano ridicole in lui, erano state per lei motivo di quell'interesse.

ll suo non badare alle apparenze, il suo essere taciturno, il suo non avere ritmi ordinati erano egualmente per lei affascinanti ma non perchè bizzarri, come capita agli sciocchi che restano egualmente abbaccinati o inorriditi dal diverso in sè, ma perchè dovevano pur significare qualcosa.

No, non era una ragazzina qualsiasi.

'Un gatto ti ha mangiato la lingua?' aggiunse spazientito Ludovico.

Sabrina frugo' nella sua cartella, e ne prese una busta
'Per ora voglio solo darti questa'.

Mise la lettera sul taccuino di Ludovico, che rimase sorpreso sia del suo gesto, sia dell'essere rimasto sorpreso di qualcosa, e se ne corse via di fretta, scomparendo dietro l'angolo.

16 comments:

  1. Eh, com'è che dice il detto? Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace! ;)
    p.s. Ludovico? Un nome meno orrendo no eh?!

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  2. Quello che Sabrina cerca in Ludovico non ha a che fare con 'la bellezza' ;-)
    E' una mezza pazza, vedrai!

    Cmq. il nome è stato volutamente, accuratamente, scelto tra i meno popolari ;-)

    PS: la foto è del fisico russo Lev Landau ai tempi, credo, della sua prigonia.

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  3. Ci hai messo un matematico eh? E bravo fisico...

    ;)

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  4. 'Un matematico lasciato a sè stesso devia raramente verso il sensato', parola di Schroedinger ;-)
    Sicchè è l'ideale personaggio per un racconto 'assurdo' :P

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  5. Non so perchè ma mi pare disentire il tuo Ludovico trasformarsi di fronte a quella ragazzina tanto intraprendente quanto libera.
    Chissà se sbaglio.

    Ti abbraccio
    Joh

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  6. Vedremo :-)

    Prossima puntata ambientata in Via Saldini, a Milano, dove c'è il dipartimento di Matematica (ah, bei tempi lontani!).

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  7. Dai... nemmeno tanto...lontano! :o)

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  8. "Nella scienza esiste solo la fisica, tutto il resto è collezione di francobolli"

    Ernest Rutherford

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  9. Cara Joh, era alla fine degli anni '90 che bazzicavo, quasi ventenne, da quelle parti :-)
    L'ultima volta che ci sono stato dev'essere stato nel 2006.
    Chissa quanti studenti ci sono passati da allora

    :-)

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  10. E chi siamo noi per mettere il dubbio la sua parola?

    ;-)

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  11. Ma infatti dico io...io poi ci sto fidanzato con una fisica, e chi si permette di contraddire?!

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  12. Ecco Baol, pero' adesso tocchiamo un tasto dolentissimo.
    Perchè - resti tra me, te e la tua fidanzata - il fisico è un pessimo amante, e quindi le fisiche cercano fortuna altrove.

    Infatti, come la tua dolce fanciulla sarà lieta di confermare, per il fisico quando c'è l'energia non c'è tempo, quando c'è tempo non c'è energia!
    E quando si trova la posizione non è il momento, e quando c'è il momento manca la posizione!!! :'-(

    Ce la disse il prof. di metodi matematici, parlando ovviamente del principio di indeterminazione di Heisemberg ;-)

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  13. Sarà...i suoi colleghi però sembrano non convincersi di questa cosa e provano tutti gli universi possibili...

    :/

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  14. In effetti c'è da aggiungere che il fisico è un pervertito ;-)
    E che la donna 'fisica' (ma anche matematica, come la Alice di cui parlo) è una spanna sopra le altre.

    Distinti saluti.

    Gio

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