Wednesday, 7 July 2010

Andare a zonzo

Ieri sera quindi sono tornato a stendermi al fresco della panchina affacciata sul nulla.

Non ho seguito esattamente la stessa strada - se anche la meta è la stessa, non tendo a tornare esattamente sui miei passi, ma, se le forze me lo consentono, preferisco, già che sono in cammino, sperimentare qualche variazione sul tema.

E' cosi che mi sono perso numerosissime volte - ed è cosi che ho trovato quello scorcio magnifico su un lago sconosciuto, che pure non saprei indicarti su nessuna mappa, quel ponte da vertigine sullo strapiombo, quella strada entusiasmante su cui correre con il cuore in gola a ogni tornante.

Egualmente, andando a zonzo per l'umanità, senza le preoccupazioni che ci impongono i buoni costumi e l'accortezze dovute a garantire solidità di rapporti da coltivare con cura perchè non marciscano, ho conosciuto esseri nei quali dimorano i frammenti mancanti a quella parte di umanità di cui si ha esperienza ogni giorno, e che non puo' essere completa poichè non aderisce per nulla a quella sognante delle poesie, nè a quella sofferente nelle tragedie, e di cui abbiamo vaga intuizione in certi aforismi.

La poesia ha forma umana.
I sogni non meno dei sognatori sono fatti di carne ed ossa, e sudore, e sangue.

... secondo me il segreto è proprio non avere una strada da seguire ...

6 comments:

  1. già... ad occhi chiusi, lasciandosi guidare dal cuore. E' il viaggio migliore che si possa intraprendere.

    Joh

    ReplyDelete
  2. è la strada della libertà...sei un uomo libero giò, ricorda il tuo primo pensiero appena sveglio che affiora nella tua mente e se vuoi seguilo...
    bacioni
    chiara

    ReplyDelete
  3. Hai detto una verità enorme. E' il vivere senza pre-giudizi. E' la capacità di osservare la vita per quello che è: spesso calda violenta, implacabile e troppo veloce ma che nasconde pieghe sorprendenti, leggere e magnifiche. Il problema degli adulti è che si sono tramandati schemi di osservazione che sono diventati paraocchi, che ci impediscono di guardare al di là di quello che ci hanno detto dovremmo vedere. A volte è proprio l'escrescenza di tali paraocchi che fa dire agli altri che siamo finalmente cresciuti. Eppure non è così. Crescere è conoscere e la fine della conoscenza non è raggiungibile ma è un procedimento eterno.
    Buon giornata Giò.

    ReplyDelete
  4. L'hai detto ottimamente Enrica.

    ReplyDelete
  5. Allora come va il mare Chiara? :-)

    ReplyDelete
  6. Joh, periglioso viaggio, ma Ulisse è il mio eroe preferito, no?
    :-)

    ReplyDelete