Sunday, 6 June 2010

Un colpo facile - seconda parte


Mercoledi, all'autogrill prima dello svincolo per il traforo.
Silvio sta fumando, nervosamente, vicino al deposito dei pneumatici quando Franco, abbigliamento sportivo e rilassato, si avvicina.
Un cenno di saluto.

S: Eccoti finalmente, è un pezzo che aspetto.
F: Ho trovato un po' di traffico, e non ho voluto esagerare con il gas. Avevamo detto di non dare nell'occhio, no?
S: Scusa, sono un po' nervoso, ma visto che abbiamo deciso di limitare al massimo l'uso dei telefoni ... insomma, come è andata?
F: Meglio non poteva. Il vecchio mi ha fatto entrare con il furgone fin dentro in garage, e poi mi ha perfino fatto salire in casa. Non hai idea di cosa ho visto ....
S: Prima cosa: sistemi di sicurezza?
F: Inesistenti! Ti spiego: a quanto pare questa casa è ormai abbandonata, il tizio vive da anni in Sud America, probabilmente neppure si ricorda di avere questa reggia ...
S: Inesistenti?
F: Credimi: il cancello lo saprebbe forzare un ragazzino, e non c'è traccia di fotocellule o altri dispositivi simili.
S: Cosa hai visto?
F: Ti dico solo che in garage c'è forse mezzo milione di euro in auto d'epoca ... peccato non poterne approfittare. Ma ci rifaremo con quello che troveremo in casa. Non ho voluto fare domande al vecchio, ma quello che ho visto mi ha lasciato senza fiato: vasellame, tele, argenteria ... e questo senza aver frugato da nessuna parte. Il tutto in uno stato d'abbandono poi ...
S: Perfetto. Allora agiremo il prossimo mercoledi notte, dopo esserci assicurati che il vecchio lunedi non manifesti alcun comportamento particolare. Potreremo il furgone grande, e chissa che non si trovi anche una bella cassaforte. Le notti sono ancora lunghe, avremo 4-5 ore circa. Ma dimmi, quanti livelli ci sono secondo te?
F: Do per scontato che ci sia una cantina sotto il piano, già interrato, del garage. Poi in superficie ci sono almeno 3 piani, ma sicuramente c'è anche un'ampia soffitta e forse una depandance.
S: Non credo avremo tempo per quella. Allora, l'idea è: per prima cosa faremo un ampio giro della casa, giusto per avere un'idea di insieme. Conviene dividersi. Prenderemo appunti sui nostri palmari di un elenco delle cose più preziose che troveremo nelle diverse stanze, e solo alla fine decideremo cosa prendere e cosa lasciare.
F: Penso sia un'ottima idea. Equipaggiamento?
S: Il solito: qualcosa per scassinare, armi da fuoco e da taglio, non si sa mai, telefoni, palmari, elmetti/torce ... ti sembra manchi qualcosa?
F: No. Solo una cosa: sarebbe meglio passare dalla montagna e non dal villaggio con il furgone, per te è un problema?
S: Ottima idea. No, non è un problema: non ho il turno di notte e nessuno verrà a cercarmi di sicuro. Nel tardo pomeriggio sarò presso la stazione della città, vieni a prendermi li, ok?
F: Perfetto. Siamo grandi, siamo grandi!
S: Si, lo siamo.

Passa una settimana.

La telecamera ha detto che il vecchio tuttofare si è comportato come al solito: è arrivato lunedi mattino alle 8, se ne è andato dopo 4 ore.

E' notte.
E' mercoledi notte.
Un grosso camion scende a motore spento, lentamente, dalla montagna.
Si ferma davanti il grande cancello, due uomini sgattaiolano fuori e armeggiano per qualche istante con tenaglie e tronchesi.
S: Avevi ragione, questo cancello lo saprebbe scassinare pure mia nonna. Ora tu entra, io sto qui a richiederlo.
F: Perfetto.

S: Prima parte riuscita perfettamente caro signor Massaro ...
F: Salta su ...

S: Quello è il garage?
F: Si!
S: Ma ... è aperto. Oddio, è fin troppo facile. Ci conviene mettere dentro il furgone a questo punto ...
F: Buona idea. Guarda che spettacolo, solo questa Bugatti minimo vale 200 mila euro ...
S: Mio Dio ... siamo nella grotta di Ali Ba Ba ...

F: Seguimi, è di qui che si sale in casa.

I due, coi loro zaini, le loro cassette dei ferri del mestiere, le loro torce accese sull'elmetto da minatori, salgono per la scala che porta all'ingresso.

Il silenzio della casa, rotto ora dai sussurri dei due uomini, il buio, ferito dall'invadenza delle loro torce, accolgono i due in una casa che non è la loro.

S: Mio Dio ... non ho parole.
F: Che t'avevo detto?
S: Ok, non perdiamo tempo. Dunque, questa è la mappa che abbiamo costruito a partire dalla foto di google map ... direi che per adesso possiamo dare un'occhiata assieme al salone qui d'ingresso, e poi ci separiamo, io resto al pian terreno, tu sali al primo piano, e così via, ok?
F: Perfetto.

Passano 10 minuti. I due, con scrupoloso metodo, analizzano, valutano, scartano e scelgono, prendendo appunti sui loro palmari.

S: Allora? Finito?
F: Direi di si. Già in argenteria qui siamo sui 40 mila euro.
S: Io ho controllato i quadri e le opere d'arte soprattutto: se sono autentici, qui abbiamo già di che vivere di rendita per anni ... anche se non sarà facilissimo piazzare un Giacometti ...
F: Scherzi?
S: Per niente ...
F: Ci dividiamo allora?
S: Si. Io seguo in quella stanza, tu vai pure di sopra.
F: Ottimo. A poi. Se hai bisogno, chiamami.
S: Certo.

Franco sale le scale: per la prima volta in tanti anni, l'eccitazione scaccia completamente la paura. E' consapevole di essere parte di un piano ben congegnato, è conscio della propria scaltrezza e abilità. Sa di essere a un punto di svolta.

Silvio continua a esplorare il piano terreno.
Un lieve rumore di passi, dal primo piano, gli strappa un sorriso e un pensiero 'Ma tu senti come si muove leggiadro quel pachiderma ... dev'essere contento come un bambino!'.

Nella stanza adiacente l'ingresso, altre meraviglie, se possibile più straordinarie ancora, quasi che la casa riservasse il meglio solo a chi cercasse con cura i suoi tesori.
Porcellane, monili, piccole sculture in avorio.

Appesa a una parete, di fronte a una grande finestra, e rischiarata dai raggi di luna una maschera d'oro, di quelle che s'usavano nell'antichità per i riti funebri.
Silvio non può trattenere un 'Mio Dio' di stupore.

Davanti a sè, la maschera di un principe Acheo, o di un cavaliere Sasanide, o di un Faraone Egizio ... le sue conoscenze di storia sono troppo vaghe per riuscire a dare un'epoca a quei tratti nobili e raffinati, nei quali secoli, millenni prima un orafo ha scritto le vita e le opere di un uomo certamente venerato, potente, forse tiranno, di sicuro nobile.

'Ha buon gusto signor Silvio Parini: quella maschera mi è stata personalmente regalata dal re Husayn di Giordania per il mio quarantesimo compleanno'.

10 comments:

  1. Mmmmhhhhh... non puoi lasciarci così... e adesso che succede?????

    A proposito, adoro Audrey Hepburn, incarna il mio ideale di bellezza e garbo femminile.

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  2. La maschera d'oro di Agamennone eh?! A caso?! :)
    Ops... sapevo che qualcosa sarebbe andato storto...

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  3. Cara Enrica, decisamente sei un'amante del bello.
    Audrey è ... perfino difficile da immaginare a occhi chiusi.

    Ho già in mente la frase finale del racconto, ma non ancora come 'arrivarci' :-)
    A domani!

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  4. Cara Maraptica, mica andiamo per il sottile da queste parti :D
    E dire che mi sono preso i rimproveri, amorevoli, di mia sorella perchè ho scritto un po' maluccio :D
    Ma non sono proprio mai contente queste fanciulle, eh? :D
    A presto, e viva Criseide!
    :-)

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  5. E per Criseide! Ma...Massaro? Che è, pugliese? :P

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  6. E perchè no? :D
    Ne ho diversi di amici pugliesi e ... chitammurt!
    (non so cosa vuol dire, ma quando lo sento dire ... beh, fa un certo effetto ;-) ).

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  7. Ehm, Gio, non so come dirtelo ma io, in te, non lo ripeterei spesso eh...

    :D

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  8. Li mortacci di Eva :D
    Vatti a fidare di certi trimoni ;-)

    A presto!

    Gio

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  9. Hai visto, il nostro Ulisse non c'è più. :(
    Jacqueline

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  10. Non capisco Jacqueline, in che senso?
    E' morto l'attore che recitava la sua parte?
    Non mi pare ...
    Ti prego, non lasciarmi sulle spine!!!

    PS: se sei a conoscenza di altri sceneggiati simili fammelo sapere :-) Io sto cercando Cartesius di Rossellini, ma non l'ho ancora trovato in vendita!

    A presto,

    Gio

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