Monday, 7 June 2010

Un colpo facile - parte terza


Un brivido ... e subito la mano che scivola nella tasca, stringe la rivoltella.

Poi lo scatto a girarsi, e puntare l'arma verso la direzione di quella voce ... e non vedere nulla.

'Dove sei bastardo! Vieni fuori che ti ammazzo come un cane!'
'Le ricordo che è mio ospite signor Parini: 'behave yourself''.

Adesso la voce sembra venire da un'altra direzione ... ma come orientarsi nel buio, in una stanza che non si conosce, e che invece lui, lui si che la conosce.
La conosce benissimo quel bastardo ...

'Ti ammazzo cane ... se ti trovo ti ammazzo!'.

'L'ho già sentita questa, al piano di sopra. Anche il suo amico Franci Russo minacciava di farmi chissa che cosa. E invece? E invece niente, adesso lo stiamo già impacchettando a dovere'.

Spostati da li Silvio, li, imbambolato, davanti alla maschera d'oro, che ora ti sembra sogghigni, alla luce dei raggi della luna sei un facile bersaglio!

Un rapido scatto in avanti, e arrivi a fianco della finestra, rasente al muro.
Per non dare un vantaggio al suo nemico, spegni anche la tua torcia, e con la mano poi inizia a cercare un interruttore sulla parete, dai!

'Mi dica signor Silvio Parini: davvero credeva di poter svaligiare la mia casa come si razzia un pollaio?'

'Zitto cane, zitto!'

'Ho seguito tutte le vostre mosse: avete messo una telecamera davanti al cancello, senza rendervi conto delle mie, molto piu' piccole e indiscrete, affogate nel muschio un po' ovunque, e che hanno raccontato la vostra storiella di rapinatori della domenica che vogliono fare il grande salto di qualità ...'

Un riflesso, forse una tenda che si muove.
Silvio prende la mira in un istante e spara.

'Acqua signor Parini, acqua ...'

Pensa Silvio, pensa ...

'Cosa hai fatto a Franco bastardo!'

'Bella mossa signor Parini. Vuole farmi parlare, e intanto raccogliere le idee, magari accendere la luce, e trovarmi, e farmi fuori ... beh, a me sta bene. Non ho fretta. Non abbiamo fretta. Non ci siamo divertiti abbastanza di sopra, vero Luigi?'

'Dite bene signore. Ma dopotutto quello era il pesce piccolo, il braccio. A noi interessa il capo, la testa, il signor Silvio Parini ...'

'Si, è vero: sono un ricco possidente, ho le mie miniere di rame e zinco in Sud America ... ma le svelero' un piccolo segreto mio caro signor Parini ... da giovane ho fatto fortuna alle spese di ricchi signori, svaligiando le loro belle case, incustodite o meno che fossero. E mio fedele e abilissimo compagno è stato quello che oggi sembra un insospettabile factotum...'

'Siete troppo gentile signore, io non ero che la vostra spalla'

'Non essere modesto Luigi, mi hai salvato la vita almeno due volte ... e spero di essere riuscito a dimostrarti la mia riconoscenza in questi anni. Si caro signor Parini, siamo stati due criminali, solo molto piu' intelligenti e meno violenti di voi due. Non entravamo in casa altrui armati, non chiamavamo 'cane' il padrone di casa. Insomma, non facevamo nulla per meritarci quello che è capitato al suo amico di sopra, e che presto capiterà anche a lei. Paradossalmente, è stata la vita da rispettabile uomo d'affari che ha fatto di me un sanguinario ...'.

Pensa Slvio, pensa ...
Se sono stati ladri assieme, devono essere coetanei: quindi sono tutti e due vecchi.
Non so cosa diavolo sia successo a Franco, forse è caduto in trappola come un idiota ... ma se io scappo di corsa quei due non mi potranno prendere.

Un attimo, e lo scatto improvviso.

Urtare un comodino, cadere, risollevarsi e poi tornare a correre a perdifiato.

La porta d'ingresso è chiusa, le finestre non si sfondano ... devi passare dal garage.

La luce è accesa - l'avevate accesa voi due prima, ottimo.
Sali sul furgone, fai per accendere.

'Bastardo, mi volevi lasciare qui?'
'Ma che diavolo? Franco?!?'
'Figlio di puttana, bastardo! Volevi lasciarmi in questo casino da solo?'
'Ma ... pensavo fossi morto!'
'Fottiti bastardo!'
'Ti giuro, mi hanno detto che t'avevano ammazzato! Ma cosa ci fai tu qui?'
Franci sale in vettura.
'Metti in moto, cazzo, non capisco piu' nulla. La casa non è deserta. Sono salito al piano di sopra, e hanno iniziato a minacciarmi, hanno raccontato per filo e per segno cosa abbiamo fatto negli ultimi tempi, m'hanno detto che m'avrebbero sciolto nell'acido ... dai cazzo accendi sto camion!'
'Non parte maledizione, non parte! Scendiamo, non facciamo prendere dal panico, sono dei vecchi!'.

Franco e Silvio scendono dal camion, cercano di forzare il portone d'ingresso ... e la luce si spegne.

'Ne è valsa la pena vero Luigi?'
'Avete ragione signore.'

Ancora quelle voci cazzo!

'Si, è valsa la pena di aspettare un po' prima di far fuori questi due pezzenti. Non mi divertivo cosi da anni.'

'Dove siete bastardi! Venite fuori'.

'Non c'è gusto pari a quello di una caccia all'uomo. Signor Parini, vede quei puntini rossi sulla fronte del suo amico?'

'Spostati Fa ....'

Troppo tardi. Adesso è morto davvero.

'Meno uno, complimenti per la mira signore'.
'Piu' facile che dare la caccia ai bisonti nelle praterie del nord America ...'

'Cani! Cani!!!'

Silvio scarica la sua arma sparando all'impazzata nel vuoto.

'Acqua, ancora, decisamente acqua. Per essere il cervello della banda è una delusione signor Parini. Non si è neppure accorto che le nostre voci venivano da degli altoparlanti, prima? E dire che noi siamo ormai dei vecchietti, e voi dei baldi giovanotti. Beh, a quanto pare l'intelligenza non ha età. Speravo di potermi divertire di piu'. Beh, per me finisce qui. Li vede quei puntini rossi all'altezza del suo cuore? Le do 10 secondi per convincermi a non fare fuoco ...'

'Vi prego, saro' il vostro schiavo, faro' tutto quello che vorrete, non uccidetemi, vi scong...'.

'Penoso'.

Un sibilo, e quindi un corpo che cade a terra, morto.

L'indomani mattina, mentre il panettiere, nella sua bottega, guarda l'orologio, e si domanda come mai il suo garzone tardi tanto, due vecchi signori qualunque si stringono la mano davanti il cancello di una vecchia villa semi-abbandonata.

Un improbabilissimo passante si sarebbe soffermato a guardare quei due vecchietti, un po' acciaccati ma ancora vitalissimi, sul ciglio della strada, e li avrebbe sentiti chiacchierare amabilmente delle loro piccole cose, dei nipotini cresciuti dall'ultima volta, della primavera che sarebbe arrivata presto, e soprattutto sospirare, un po' malinconici, dei 'loro tempi', quando le cose si facevano per bene, o non si facevano per nulla.

11 comments:

  1. Avvincente! Mi piace il vecchietto insospettabile...

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  2. ...madò....gio....che fu?!
    mi piace da morì la tua roba!

    love, mod

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  3. Mai sottovalutare la capacità di chi ha già esperienza, l'astuzia non ha età! ;)

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  4. Enrica chissa, magari tornero' a parlare di questo signor Massaro, del suo passato e del suo presente ;-)
    Ciao!

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  5. Mia cara Mod, per le prossime settimane basta parlare di malanni e delusioni: ho deciso di lasciarmi andare al demone inquieto che scalcia qui dentro ;-)

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  6. Maraptica, una delle prossime storielle la ambientero' in una certa città che conosciamo entrambi molto bene (beh ... tu molto meglio di me a dirla tutta!).

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  7. Mi fai venire il gusto di scrivere :)

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  8. Eccellente Baol :D

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  9. AnonymousJune 07, 2010

    ciao gio sono distutta sto cancellando tutti i miei post piano piano con sofferenza: sono dei pezzi di puzzle che se ne vanno della mia vita...eppure continuano... continuano. non so se aprirò un altro blog: mi dedicherò ad altro e a qualche uscita chissà....è triste capire che tanta gente non comprende proprio nulla...cosa mi consigli chiudo il p.c?
    è grande questa sofferenza e sono stanca di lottare...sai tra poco rientro in ospedale e non ho nessuna voglia con questo caldo...ma esisterà un pochino di felicità.
    stasera nemmeno iltuo post mi rincuora...seguirò il tuo consiglio fammi sapere.

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  10. AnonymousJune 07, 2010

    scusami sono viola,ho dimebticato di firmarmi e tu tutto bene?
    un bacione!

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  11. Cara Viola, non badare a quello che scrivo: specialmente ultimamente sono solo storielle stupide, giusto per prendermi una pausa e rilassarmi (scrivendo appunto).
    Domani ne racconto una forse meno truce, spero ti possa far sorridere almeno un po'.
    L'ospedale d'estate è veramente terribile, spero che ci sia qualcuno vicino a te, qualcuno che ti doni un po' di quella 'felicità'.
    Io sono stanchissimo, e devo lavorare molto.
    Non mollare Viola, ci vuole grinta, sempre!
    Ti abbraccio

    Gio

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