Saturday, 5 June 2010

Un colpo facile - Parte Prima


Un improbabilissimo passante si sarebbe soffermato a guardare quella macchina, ferma, a motore spento ma coi finestrini aperti, l'abitacolo un po' rischiarato dalle cicche accese fumate dai due uomini. Li, sul ciglio della strada che, lasciandosi alle spalle il villaggio, sale ripida in collina, non se ne vedono molte.

Seguiamo ancora lo stupore di questo passante: lontane avrebbe visto le montagne, di cui si indovinano i riflessi argentati dell'ultima neve, e vicino avrebbe sentito il respirare affannoso di un torrentello che scende tra la rocce: non avrebbe pero' saputo farsi un'idea di quella presenza cosi' strana.

Ma non c'è nessuno a stupirsi di quella anonima utilitaria: tutto è deserto.

La notte è serena, e la luna piena, riflessa dalle acque calme del lago, veglia sul sonno del villaggio e dei suoi abitanti, e degli animali del bosco solo i vigili occhi di un gufo, o qualche altro animale notturno, sembrano incuriositi.

Silvio: 'Quando l'ho vista la prima volta non ci credevo'
Franco: 'Grande invenzione Google map'
S: 'Guarda le mie stampe: il parco è enorme, tanto che da fuori la villa neppure si vede.'
F: 'Ma possibile che sia deserta?'
S: 'Il muro di cinta è molto alto, ma il giardino sembra lasciato andare: dal cancello si vede pero' che il vialetto è ben tenuto'.
F: 'Che facciamo?'
S: 'Come ti ho detto, il colpo potrebbe essere quello che aspettiamo da una vita, ma dobbiamo procedere da professionisti. Stasera piazziamo una telecamera davanti al cancello. In questi giorni non ho visto anima viva da queste parti, ma non ho voluto farmi notare - per tutti sono il nuovo garzone del panettiere'
F: 'Beh, certo che adesso i colpi li studiamo davvero alla perfezione: se penso ai nostri inizi ...'
S: 'Ai tempie ravamo dei dilettanti: qualche appartamento, qualche polpetta avvelenata per sbarazzarci dei cani ... e bottini magri'
F: 'Ormai non possiamo piu' affidarci solo alla brutalità della forza fisica, dobbiamo ragionare'
S: 'E infatti qui stiamo facendo le cose con calma'.

Passa un mese.

Ci troviamo ora nel modesto appartamento di Silvio, un bugigattolo adiacente alla panetteria.

Silvio: Bene bene ... ora la situazione è piu' chiara.
Franco: Già. Sembra quindi che questo tizio, questo mezzo spaventa passeri, una volta alla settimana arrivi davanti alla villa verso le otto del mattino, ci rimane quattro ore e poi se ne va per non tornarci se non dopo sette giorni.
S: Dobbiamo provare a entrare in contatto con lui ...
F: Hai già un'idea?
S: Si. Ti presenterai tu, come corriere con un pacco per il signor Massaro.
F: Il nome è quello dello stemma, vero?
S: Si. Vedrai che quel vecchio scemo non farà domande. Tu anzi insisterai per aiutarlo a portare fino in casa il voluminoso pacco che sicuramente lui non riuscirebbe a portare ... e cosî potrai farti un'idea migliore della situazione.
F: Ma se il tizio è in casa?
S: Sono sicuro che non c'è nessun signor Massaro in quella casa: in un mese non si è visto che quello sgorbio entrare e uscire, senza mai portare nulla, e quella è l'unica entrata che c'è, ho fatto il giro di tutta la cinta e non c'è altra apertura. Senza contare che abbiamo provato già a suonare al campanello e nessuno ha mai risposto ...
F: Ottimo. Allora adesso vado. Ti chiamero' per aggiornarti lunedi.

Lunedi mattina, all'entrata della villa.

Un furgone è parcheggiato di traverso davanti la grande cancellata un po' arrugginita e all'apparenza non molto solida, che pure un tempo doveva essere assai imponente, a giudicare dalle decorazioni ormai smunte che si intuiscono qua e la.
Un omettino, d'almeno settant'anni, a piccoli passi, un po' incerti, si avvicina al cancello, non curandosi del furgone, nè dell'uomo, sui quaranta, alto, bel fisico, che sta già da un po' di tempo suonando al campanello.
L'ometto tira fuori un mazzo di chiavi e apre il portoncino a fianco del cancello.

Franco: Mi scusi ... mi puo' aiutare?
Luigi: Il signore desidera?
F: Salve. Devo consegnare un pacco a questo indirizzo per il signor Massaro ...
L: Il signor Massaro non vive piu' qui da molti anni, anche se questa è ancora casa sua. Si è trasferito da tempo in Sud America, dove ha le sue piantagioni e le sue miniere di rame e zinco.
F: Ma io devo consegnare questo pacco, è prioritario, vede? (indica un foglio molto abilmente contraffatto).
Luigi non presta attenzione al foglio, ma al voluminoso e pesantissimo scatolone ...
L: Vedo, vedo ... ma io non posso portare questo fino in casa ... Per carità, sia gentile: le apro, cosî mi puo' dare una mano, va bene?
F: D'accordo, allora lo rimetto sul furgone. Lei mi apra e mi indichi la strada.

Franco torna in vettura. Anni e anni di professione non sono riusciti a togliergli l'emozione della prima, di quel momento in cui i passi, le battute ripetute cento, mille volte, sono sottomesse al giudizio del pubblico.

Luigi, aprendo a fatica il grande cancello, fa ampi gesti all'autista per la manovra, quindi si fa prendere a bordo e indica il vialetto da seguire.

Franco è senza parole: non si ritrova davanti a una villa, ma a una piccola reggia, immersa in un bosco di faggi.
... Vasche, terrazze con enormi vasi, ringhiere in pietra sommerse da edere, statue di divinità greche, o angeli, nel folto della macchia ...

L: Ecco, entri da quella parte in garage, da li si sale facilmente in casa.

Franco non crede ai propri occhi: tre auto d'epoca, una Bugatti, una Mercedes e una Lancia sono li, dimenticate da chissa quanti anni, coperte di polvere e ragnatele.

Fingendo di non curarsene, segue le indicazioni di Luigi.

L: Perfetto. Ora se vuole essere cosî gentile da aiutarmi a portare il pacco di sopra ... non dubito, le daro' una bella mancia ...
F: (tra sè e sè) ... non dubitare, la bella mancia me la prendero' da solo ...

11 comments:

  1. Mi sa che Fabrizio farà una brutta fine...

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  2. :D

    Oggi ho scoperto un nuovo diabolico piacere: dare nomi di gente che conosco ai personaggi che faranno fini bruttissime.
    Come a dire che presto conoscerai i nomi di tutti i miei amici :D

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  3. ehi com'e' che mi era sfuggito questo blog? Nei prossimi giorni me lo leggero' con calma, si prospetta molto interessante ;)

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  4. Buona lettura allora :-)
    A presto!

    Gio

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  5. Non vedo l'ora di leggere il resto...

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  6. Volevo abbandonare la lettura alle "polpette avvelenate".... ;)
    Ed ora attendiamo l'evolversi dei fatti!

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  7. Cara Enrica, magari stasera la scrivo ;-)

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  8. Mia cara Maraptica tengo a sottolineare che amo alla follia i cani, e non solo quelli che ho / ho avuto.

    A presto :)

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  9. E ora voglio l'elenco di tutti cani che hai avuto e che hai ora ;)

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  10. Rispondo con ENORME piacere :-)

    Il primo cane con il quale ho avuto a che fare, in qualche modo, è stato un San Bernardo.
    Ma di quel grande cane, il ricordo è solo quello di un paio di fotografie ingiallite.
    Da bimbo ho avuto il mio primo cane: un pastore tedesco con il quale io e un mio amico giocavamo come pazzi.
    Quando invecchio', arrivo a tenergli compagnia un piccoletto vivacissimo e senza denti per una malattia, morto purtroppo ancora giovane in strada, dove era scappato per l'incauta disattenzione di alcuni operai.
    In quegli anni è arrivato anche quello forse più amato, di sicuro il 'MIO' cane: un trovatello d'Abruzzo, nato allo stato brado, bellissimoe selvaggio.
    Anche lui, purtroppo, è morto giovane, di una brutta malattia.
    8 anni fa è arrivata un'altra bestiolina semi abbandonata dall'Abruzzo: 50 chili di dedizione e dolcezza, anche se un po' rude e diffidente, la mia 'piccola' Ame. 5 anni fa è anche arrivato il pupazzone, quell'eterno cucciolo del nostro Bovaro Bernese. E poi ci sono i cani degli amici ... e quanto mi mancano ora che vivo qui da solo.
    E tu?

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  11. OiOiOi, quanto tempo hai? Quante lettere sono consentite in questa finestrella bianca? Sarebbe un pò difficile raccontarti di tutti i "miei cani" Giò, sono talmente tanti che, a volte, fatico a ricordarli tutti. Nel caso non fosse chiaro io (e altre 3 disperate), 12 anni fà abbiamo aperto un'associazione animalista che ha preso, poi, in gestione, il rifugio (canile) del paese. Puoi immaginare quanti cani si sono alternati in questi anni, quanti ne abbiamo dati in adozione (più di cento), quanti ne abbiamo visti morire (in realtà solo 3, se escludiamo i cani all'esterno della nostra struttura), quanti ne abbiamo visti nascere (una volta ci mollarono Bimba, una cagnetta stupenda da caccia che il giorno dopo ci sfornò 12 palline multicolore)... e poi tutti quelli inseriti sul terriotorio, che sono tanti, ma tutti vaccinati, sterilizzati, chippati. Le cose, se si decide di farle, si devono fare bene. Non starò quindi a raccontarti la storia di ognuno di loro (anche se da tempo noi volontarie pensiamo di buttarci giù un libro, il cui ricavato, nel caso ci sia, sarà utilizzato per la struttura). Ci vorrebbe davvero troppo tempo. Così, al massimo, ti parlo dei due mostricciattoli che ho a casa io, che sono due meticci: il maschio (Ettore) preso al canile di un paese qui vicino, e la femmina (Merina) trovata sotto una macchina con anca e femore rotti. Sono con me ormai da 10 anni (Merina da 7), porcheggiano tutto il giorno con il mio gatto Odino e litigano furiosamente con la mia gatta Mao. Poi c'è Mr Jngles che è il mio criceto, lui ha un rapporto amorevole con il gatto maschio, si guardano per ore e una volta lo ha anche cavalcato! In ultimo, ma non per importanza, mi guardo indietro e ricordo i cani della mia infanzia, tra questi c'è un pastore abruzzese doc (io vivo in Abruzzo) che ho amato tantissimo, una volta (avevo 3 anni) lo seguii con il suo gregge e ci misero due ore a ritrovarmi. Io amo i pastori, credo tu possa capire il perchè ;)
    Bhè, basta va... ho scritto pure troppo!
    Ciao!

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