Friday, 4 June 2010

Racconti della buonanotte


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Giornalista: E perchè lo fai?
Specialista: Mah, ho iniziato per noia, e per quella generica forma d'odio che si prova, scioccamente, ora lo so, per gli altri, per quelli che crediamo 'sereni', colpevoli anzi della nostra miseria. Ma ora mi sento un artista: adesso è per bisogno di creare qualcosa di perfetto che lo faccio.

G: E non hai paura?
S: Paura di cosa?
G: Di tutto: di fallire, di pentirti un domani, di essere scoperto ...
S: Ho pensato a tutto. Il giorno che dovessere prendermi, o il giorno in cui moriro', sarà un giorno molto brutto per tante persone.
G: Cosa intendi dire?
S: Semplice: in dieci diverse città, ci sono dieci diversi appartamenti, o magazzini, o garage affittati, o di proprietà, di dieci diverse persone. Ognuno di questi è colmo fino all'inverosimile di esplosivo o simili. Mi sono procurato perfino del gas nervino da dei giapponesi che dovevano liberarsene al piu' presto ... Ogni giorno, dal mio computer, parte a mio comando un segnale elettronico che tiene in stand by i dieci detonatori per altre 24 ore. Il giorno in cui dovessi morire, o essere catturato, sarà l'ultimo giorno su questa terra per un bel po' di persone. Loro lo sanno.
G: Loro chi?
S: Gli ispettori, i questori, i capi di polizia, i ministri che si succedono da anni, e che da anni mi danno la caccia.
G: Ma prima parlavi di 'miseria', e ora mi dici che hai decine di proprietà: ti sei arricchito?
S: No, sono sempre stato schifosamente ricco, tanto da aver provato tutto, e aver trovato tutto misero. Donne, auto, ... mi sono giusto tenuto lontano dalle droghe - tengo troppo alla mia materia grigia ...
G: E questa miseria dunque?
S: E' il 'male di vivere' di Montale, reso ancora piu' insopportabile dalla gioia dolciastra degli idioti, dai milioni di avvinizzati mediatici che mi ritrovo intorno.
G: Montale?
S: Certo, Eugenio Montale. Ti sorprende che ne parli? Pensi che uno con il mio pedigree debba per forza essere un povero barbone? Aveva ragione quel tal questore che ho fatto saltare per aria qualche anno fa: sono un insospettabile. Ma non avrebbe dovuto aggiungere tutto quel disprezzo nei suoi strali contro di me. La natura ci aveva reso rivali: lui guardia, io criminale, ma non nemici. Lui invece si, si è messo da sè nel novero dei miei nemici, e io i miei nemici li uccido.
G: Di chi parli?
S: Del questore Zorzi. E dire che hanno tirato in ballo la mafia - la mafia non c'entra nulla. La mafia difficilmente scende in campo aperto contro lo stato, spesso è difficile distinguere mafia e stato. Sono stato io.
G: Quanti anni hai?
S: A questo non è prudente rispondere. Niente di personale si era detto, no?
G: E come mai questa intervista?
S: E' una concessione alla mia vanità, mi pare ovvio. La persona distinta che tutti credono io sia, domani leggendone qualche trafiletto sul giornale, si scandalizzerà con gli altri all'edicola. Poi se ne tornerà a casa sua e pianificherà un altro progetto.
G: Progetto?
S: Certo: cosa credi, che sia semplicemente un assassino? Io pianifico, valuto ed eseguo. Passo dalla pratica alla teoria. Alle volte lascio dei margini di incertezza per lasciare che sia il mio sangue freddo, la mia lucidità del momento ad essere esaltata. Altre volte invece non faccio che costruire un ingranaggio perfetto, che solo alla fine, con un semplice gesto, innesco.
G: Quanti?
S: Parecchi piu' di quanti non mi siano attribuiti, e non solo nel nostro paese. In compenso alcuni di quelli per i quali sono accusato non sono riconducibili a me. Il caso ad esempio della vedova Sandri. Come si puo' anche solo credere che sia stato io? Tutta quella ridicola corsa per le scale del palazzo, quei colpi sparati al vuoto, quella lotta furibonda con la guardia del corpo ... No, no miei cari, siete proprio ottusi se credete che io mi abbassi a simili compiti da macellaio.
G: Ma parlavi del sangue freddo prima ...
S: Certo, ma è altra cosa. Ad esempio il caso Ferranti, il facoltoso e chiacchierato imprenditore deceduto in montagna.
G: Si è parlato di suicidio?
S: Quella sudicia macchietta? Oh, no. Era attaccato alla vita come una sanguisuga, e implorava pietà. Tento' perfino di corrompermi. Beh, io non avevo che progettato quel primo contatto che per conoscerlo un po' meglio ... ma la sua voce mi diede la nausea all'istante. Quindi l'ho eliminato. Avrebbero fatto bene a fare un'autopsia a quel mucchio d'ossa fracassate ... avrebbero avuto di che schiarirsi le idee.
G: Ma in questo caso stai dando indizi che potrebbero incastrarti facilmente.
S: Non credere che sia un idiota. Non solo non ho lasciato traccia alcuna, ma se pure ne trovassero, non porterebbero a me, ma a qualcuno di molto in alto che avrebbe il potere di insabbiare tutto e subito. Anzi, forse è proprio stato insabbiata l'inchiesta.
G: Hai una professione?
S: Di nuovo: di questo non parlo.
G: Pensi mai ai famigliari delle tue vittime?
S: Penso piu' spesso ai famigliari delle persone che salvo da morte certa.
G: Come?
S: Sono un filantropo, o meglio lo sono alcune delle identità fittizie a me riconducibili, e che fanno opera di carità, per centinaia di migliaia di euro l'anno, in giro per il mondo.
G: Adesso sono davvero confuso.
S: Io ho ucciso tot uomini e ne ho salvati dieci volte tante. Questo fa di me un uomo molto migliore di te, e di quasi chiunque altro.
G: Ma perchè ucciderne?
S: Te l'ho detto: mi fa star bene. Mi piace avere potere sulle persone: dare o togliere loro la vita, infondere gioia, o far calare il terrore, quello sublime degli ultimi secondi di una vita, sul viso degli arroganti, dei burocrati, dei meschini.
G: Hai stima di alcune delle tue vittime?
S: Si. Ci sono volte in cui uccido per dimostrarmi di essere capace di fare qualcosa di difficile. La soddisfazione è molto particolare, e non c'è comunque rimorso, se è questo che vuoi dire.
G: Domani portero' questa intervista al giornale. Ma come posso essere sicuro che dietro questo nickname ci sia davvero l'inafferrabile killer che da anni semina morte e non un mitomane che mi ha contattato solo per manie di protagonismo?
S: Semplice: domani la prima pagina del tuo giornale sarà dedicata alla morte del tuo caporedattore. Ti basta come anteprima?
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8 comments:

  1. AnonymousJune 04, 2010

    stasera ti rispondo: per capire sì per comprendere no...servirebbe a qualcosa? spesse volte avverto seri dubbi! che fare? NULLA!

    P.s se vuoi farti una sonora risata leggi il mio ultimo post dei...nani.
    Già!cerchiamo di ironizzare queste tragiche realtà...ora ti chiedo:si potrebbe fare qualcosa? Nooo! proprio non penso!
    Ma come sono ottimista stasera!
    BACIONE!! ;-)
    Notte :-)
    Viola

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  2. Piaciuto molto il racconto! Lo consedero sul serio il mio "racconto della buonanotte" dis tasera! :P
    Ciao!

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  3. Cara Viola, che fare?
    La risposta è semplice, ma difficilissima da attuare.
    Bisogna fare 'politica' in prima persona, ma i nostro politici sono riusciti nella mirabile impresa di rendere anche solo l'idea di fare politica rivoltante.
    Ciao :)

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  4. Mia cara Colei Che ...
    è colpa di mia sorella.
    E' lei che mi sfida a scrivere cose lontane dal mio modo di pensare (perchè io, caso mai non si fosse capito, sono l'essere più pacifico del mondo ;-) ).
    Quindi preparati a una lunga serie di racconti della buona notte :-)
    Pero' sei davvero troppo gentile ... ho buttato giu' questo raccontino in tutta fretta, senza neppure lasciar spazio a un minimo di contorno a questo scarno dialogo.
    Un abbraccio e a presto!
    PS: per i film della Mod mi raccomando, voglio un bel ruolo, cara la mia sceneggiatrice :-)
    Gio

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  5. Certo, della buonanotte, però dopo aver controllato che non sia la mia la casa imbottita...e se fosse quella del vicino? Maledetto! :P

    Comunque il tuo Live Traffic Feed qui a destra sgarra un po', dice che sono di Modugno ed invece no! :)

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  6. Mio caro Baol, io mi esimo da ogni responsabilità e rilancio: la colpa è della mia cara sorellina.
    Che, per la cronaca, si sente leggere queste e altre storielle dalla mia voce suadente proprio all'ora della buonanotte ;-)

    Oh, peccato non sia tu di Modugno.

    Li non c'è nessuno di quei 10 appartamenti, ma poco più in la sulla carta geografica ... chissa ;-)

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  7. Mi piace quando un semplice dialogo si trasforma in un racconto, costruito "su se' stesso". :)

    Per il film... di certo avrai un ruolo da protagonista! ;P

    Ciao!

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  8. Ora dice Putignano...come distanza è simile ma come nome del paese è davvero vicino...

    :D

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