Monday, 14 June 2010

L'abisso e il ricordo


Questa parte va letta dopo 'Fratello', ma la vicenda narrata accade prima della scena del Tradimento. Scusate la confusione. La prossima volta torniamo a seguire le vicende di Chilali.

'Ti ho voluto chiamare a me prima di scendere nel regno da cui non si fa ritorno, fratello, perchè tu solo puoi raccogliere il mio testamento. Tu solo puoi capire lo sconforto di un vecchio che è stato guida venerata, capo rispettato di un popolo, il nostro, un tempo libero, potente, felice, e oggi invece morente, destinato a estinguersi, o ad appassire chiuso in qualche arida riserva.'
Quelle parole, taciute egualmente con chi le condivideva come con chi non l'avrebbe neppure potute immaginare, trovarono la comprensione sperata in Hunoi. Lo sciamano inspiro' profondamente, porto' una mano alla fronte e inizio' a parlare con voce ferma ma che tradiva un'emozione.
'Le tue pene sono le mie grande capo. Vedo i giovani delle nostre tribu' e tremo al pensiero che nulla di quello che la nostra gente si tramanda da generazioni, possa essere d'insegnamento per loro. Non piu' scenderanno i nostri uomini nelle sterminate praterie per la caccia al bisonte, ora che l'uomo bianco ha decimato le mandrie. Quello che per noi era fonte di sostentamento, ed equilibrio con la grande madre terra, per il bianco è null'altro che una carcassa ricoperta da una pelle. I corsi d'acqua che dissetano, null'altro che canali di scolo, da deviare, strozzare, prosciugare o insozzare. Le pareti di roccia, presso le quali venerare i riflessi della luna, altro che ostacoli da frantumare con la dinamite. Le nostre tradizioni, sciocche superstizioni da estirpare. E su tutto la convinzione che a nulla varranno il nostro coraggio, il nostro valore. La loro forza è nel numero, e il loro numero è sterminato'.
Qwiei sapeva che Hunoi era diverso dagli altri, ma non s'aspettava parole tanto dure, tanto precise nel disegnare una situazione che era pero' la stessa che aveva in mente.
Lacrime rigarono il volto del vecchio: piangeva, il grande Qwiei, per il destino terrificante che attendeva la sua gente, ma ancora di piu' per quella sensazione di contatto, un ultimo istante di condivisione, perfetto, con un altro essere umano. L'affinità tra due spiriti, la simbiosi di due menti, sulla soglia del grande abisso. Entrambi erano su quell'abisso. Lo erano tutti.
Il grande capo, a fatica, aggiunse
'Nella città del grande capo Bianco, dove ho firmato uno di quegli sciocchi accordi di pace, ho visto la nostra fine. L'ho vista nelle migliaia di abitanti stipati in vie lastricate di pietra sulle quali non cresce l'erba, nè pascolano bestie. Ho visto cosi' le lingue di ferro, le ferrovie sterminate che dovranno portare cibo a quelle genti, ho visto i lunghi binari che divoreranno le nostre foreste e uomini anneriti che scaveranno altre miniere per cibare i cavalli di ferro, ho visto i trapper che stermineranno le nostre bestie per vestire questi popoli, i cercatori d'oro che dovranno saziarne l'ingordigia.'
Il silenzio prese il posto delle parole, perchè un altro cenno d'intesa le rese tutte inutili.
Con grande sforzo, Qwiei continuo'
'Hunoi, ascolta la mia supplica. Fai in modo che qualcosa resti di noi. Fai in modo che, se non in forma d'uomo, esista una nostra discendenza. Tu che hai imparato il significato dei segni misteriori dell'uomo bianco, fai in modo che sia un loro dono, un dono di coloro che ci stanno annientando, a far vivere per sempre il nostro ricordo. Che qualcuno possa rivivere della nostra felicità, quella che è custodita nei nostri ricordi o nei nostri sogni: i sorrisi delle donne, le danze attorno al fuoco, le prove di coraggio dei nostri uomini. Ma anche i pensieri lontani dalla guerra o dall'amore: quelli che tormentano prima del sonno, e per i quali non trovo le parole che tu conosci. Ti prego fratello, questo è l'ultimo desiderio del grande Qwiei, che tu hai chiamato fratello ...'.
Hunoi prese di nuovo tra le sue la mano destra di Qwiei, come a sugellare un giuramento solenne.
'Puoi chiudere gli occhi sereno fratello: ogni tua parola è sempre stata sacra per me, e le tue ultime lo saranno ancora di piu''.

Un sorriso contrasse per l'ultima volta le labbra di Qwiei che moriva cosi, vegliato dal misterioso e venerato sciamano Hunoi.

11 comments:

  1. Credo che il peggioramento generazionale ci sia stato anche nelle popolazioni occidentali...

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  2. E' ora di assemblare il tutto e chiamare un editore Gio! ;)
    Continua si?!

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  3. Poco ma sicuro Baol.
    E' l'ingordigia.

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  4. Cara Maraptica, la maggior parte di quello che ho scritto qui l'ho già pubblicato io stesso per mettere al sicuro i diritti d'autore, anche se poi il mio 'Diario' non è in vendita ;-)

    Ogni tanto riverso i contenuti del blog in un libro che 'pubblico' su lulu.com anche se poi non lo metto disponibile per la vendita.

    Devo ammettere che mi piacerebbe 'scrivere' per un editore, ma dovrei rivedere tutti i testi, adesso scritti troppo approssimativamente.

    Ciao ....

    e certo che continua :-)

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  5. " Che qualcuno possa rivivere della nostra felicita', quella custodita nei nostri ricordi o nei nostri sogni".
    Anche noi stessi, no?

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  6. Perchè no? Ma dobbiamo esserne capaci, e temo sia molto difficile!
    A presto Dony :-)

    Gio

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  7. E un'altra cosa, ora che ho letto la tua risposta al mio commento sul post precedente: avevo capito che il tentato stupro di Chilali era successivo a questi avvenimenti, ma vuoi che un'ansiosa come me resista come se niente fosse?

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  8. Devi pazientare fino domani mia cara Dony :-)
    Ti anticipo che di veleno da sputare il maledetto Kusoi ne ha parecchio :-)

    A presto!

    Gio

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  9. E non lo vendi manco ai provati questo libro? ;)

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  10. Ops, prIvati... (provati lo siamo, molto!)

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  11. Cara Maraptica, te lo regalo molto volentieri :-)

    Di fatto sono alcuni dei messaggi di questo blog, con piccole correzioni a volte.

    Se lo vuoi, mandami una e-mail e ti mando il pdf!

    A presto,

    Gio

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