Tuesday, 11 May 2010

Quattrocchi di gatto

Ho avuto questo sogno qualche giorno fa, mentre ero fuori città per lavoro, e le notti seguivano mattinate intense e stancanti di lavoro e discussioni, che sfumavano in tardi pomeriggi passati a camminare per una città meravigliosa, tanto bella e ricca da mettere un po' in soggezione, e poi in serate tranquille, le cui ore scivolavano via oziosamente parlando con un amico, ritrovato quasi per caso.

Nel sogno sono il Puffo Quattrocchi, il pedante e ingenuo omino blu con gli occhiali, sopportato dagli altri Puffi piu' che amato, inappropriato nell'uso della parola, incerto e maldestro nei movimenti.

Insomma, un piccolo disastro.

In qualche modo mi ritrovo davanti a una vecchia villa abbandonata: ricca di mistero e fascino anche se decadente e sinistra, la paura è vinta presto dalla curiosità, e subito mi intrufolo al suo interno.

Una luce azzurra, ombre, delle tende mosse da spifferi, che si muovono lente sul pavimento, atmosfere spettrali, silenzio rotto da scricchiolii, singhiozzi, il curvarsi delle assi di legno del piano di sopra al passare di piedi sconosciuti: tutto sembra essere angosciante, eppure io non ho paura.

Sono sicuro di me, dopotutto sono tanto piccolo da essere invisibile, no?

Vedo una ragazzina sulla scalinata: mi sembra spaventata.

Si agita come presa da un furore misterioso, grida, quindi scappa verso un corridoio.

Terribile, eppure ancora non sono scosso: nulla mi sembra autentico di quello che vedo.
Mi sembra tutto frutto di un artificio, di una regia nascosta: devo scoprire cosa sta succedendo.
Lo devo alla mia curiosità, alla mia voglia di capire sempre cosa muove gli altri, prima ancora che me stesso.

Salgo le scale.

Il corridoio è deserto: non ci sono neppure porte o finestre, eppure la ragazzina è passata di li.

Dove puo' essere finita?
Possibile che fosse uno spettro?

No, non puo' essere!
E' razionalmente impossibile!

Mi guardo intorno.

Vedo un'asse di legno non perfettamente allineato agli altri, lo forzo, cede.

'Lo sapevo che era tutta una finta' dico, rivolgendomi alla ragazzina.

Sono in una stanza illuminata, la ragazzina, ora non piu' pallida o spaventata, mi guarda anzi allegra.
'Sciocco! Sapevo che non avresti resistito alla curiosità' - è il tremendo Gargamella, il nemico dei Puffi che mi parla - 'sapevo che saresti entrato nella villa, che saresti corso dietro alla ragazzina, che avresti trovato quest'asse di legno. Come vedi la tua intelligenza non è stato altro che la tua debolezza!'

Quindi tira fuori un aspirapolvere e sono subito risucchiato nella sua pancia.

Sono perduto?

No, non ancora.

In quell'istante arrivano in mio aiuto le tre ragazze di 'Occhi di Gatto'.

Gargamella deve fuggire, adesso è lui in pericolo.

Con un deltaplano di fortuna tenta la fuga da una delle finestre, ma durante il volo perde il prezioso carico.
L'aspirapolvere, cadendo a terra, va in mille pezzi, e io, custodito in un dischetto sigillato, sono sul prato: non ancora salvo, incapace di azioni, il mio destino nelle mani altrui.

Le ragazze Occhi di gatto cercano di aiutarmi, ma la villa e il giardino pullulano di agenti di polizia, coordinati dal temibile ispettore Zenigata, in collegamento telefonico con il ministro e il prefetto.

Alla fine un'esplosione assordante ma innocua: un gas lacrimogeno sorprende gli agenti, e le ragazze, equipaggiate di maschere antigas, riescono a recuperarmi e a portarmi in salvo.

Un sogno assurdo - non penso d'aver mai sognato i protagonisti dei cartoni animati che guardavo da bimbo, almeno non negli ultimi 20 anni!

Eppure forse c'è un significato recondito anche in questa storia.

L'astuzia di chi usa le nostre attitudini per farne debolezze, la frustrazione di essere nelle mani del fato, lo smarrimento di trovarsi insidiati dai 'buoni', aiutati dai 'criminali'.

Beh, comunque i miei ricordi di bambino non possono essere sbagliati: le tre ragazze di Occhi di Gatto erano bellissime, no?

6 comments:

  1. Io sono cresciuta con Candy Candy ed e' stata la mia rovina...
    Sogni assurdi ne faccio, ma se non li metto nero su bianco appena sveglia dimentico quasi tutto nel giro di poche ore...
    Complimenti per le tue descrizioni sempre dettagliate e perche' scavi sempre per arrivare al significato delle cose...
    Un abbraccio, e bentornato in ritardo...

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  2. AnonymousMay 11, 2010

    Ah! interessante,io sono "cresciuta" con Scooby doo, è un cane quindi...
    Scooby doo pensaci tu, e sì ci ho pensato io e penso ancora...sempre!
    simpatica questa lettura giò. mi ha fatto sorridere, mia interpretazione naturalmente.
    baci Giò e buona serata.
    Viola

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  3. Donatella!

    Io ero terrorizzato da Georgie, e dalla sua matrigna inviperita!

    A presto :-)

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  4. Cara Viola, che bello se ci fosse qualcuno che ogni tanto, almeno ogni tanto, pensasse per noi, al posto nostro :-)

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  5. la curiosità non è mai sinonimo di debolezza, casomai di temerarietà

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  6. Un po' di temeriarità me la riconosco :-)
    A presto Hobina!

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