Saturday, 22 May 2010

Jeanne



Ieri sera ci siamo baciati per la prima volta: ti sei avvicinata a me e mi hai chiesto di darti i miei occhiali.

Mi sono stupito: ma questo mi succede spesso con te.

Capita quando con furia ti avvicini allo stereo, e non importa cosa stiamo ascoltando, cerchi un disco, lo trovi, poi seguono tocchi rapidi delle tue dita sulla console, ed ecco: fuori uno e dentro l'altro, e quindi improvvisazione di qualche improbabile passo di danza.

Chiudi gli occhi, non vuoi vedere il mio sorriso, che non è che di meraviglia.

Capita quando parliamo di un bel libro che ho letto, e mi chiedi di leggerti qualcosa in italiano, anche se non capisci un'acca della mia lingua, e capita quando parliamo di un bel libro che tu hai letto, e vuoi per forza di cose leggermi qualcosa, e anche di più, in francese, anche se io non capisco un'acca della tua lingua.

Non ti ho mai detto 'Ti amo', e non ne sono sicuro neppure: forse sono giunto a quel punto in cui l'amore si scopre, e si costruisce, e non è semplicemente un demone che ci travolge lasciandoci privi di senso, preda dei sensi?

Sei timida: e la timidezza, così comune negli adolescenti, così insignificante dopotutto in quell'età in cui non si conosce nulla e si è impauriti di tutto, in una giovane donna per me è un tratto seducente irrisestibile.
L'associo alla purezza, e tu sei pura lo sei sicuramente, quale sia stato il numero dei tuoi amanti, che ogni tanto mi lasci intendere essere inimmaginabilmente scandaloso.
No: di scandaloso ci sono solo i pensieri umidi dei bigotti, il rigo della bava sul viso sdentato di qualche benpensante, non la tua leggerezza, il tuo essere cosciente egualmente del corpo e dell'anima.

I miei occhiali ...

Te li ho dati, e mentre vedevo che li riponevi, li sul tavolo, vicino ai tuoi, ho capito.

Un attimo dopo eravamo anche noi abbracciati, come le stanghette dei nostri occhiali le nostre braccia erano avvinghiate, strette attorno al tuo bacino le mie, a chiudersi dietro il mio collo le tue.

Penso quasi con un po' di vergogna a come ci siamo conosciuti: ho visto la tua foto su uno di quei siti per single, dove sono capitato su consiglio di un collega.

No, non sei appariscente: mi hanno incuriosito il tuo capo minuto, i tuoi capelli corti e castani, il tuo visetto sveglio che adesso che ti vedo senza occhiali scopro anche malizioso e intrigante, e quelle parole un po' vaghe, come ci si sente ridicoli quando si scelgono parole per descriverci a degli estranei quando si è timidi, non è vero?

Si, immagino la mia Jeanne che scrive di sè: un po' timida, amante dell'aria aperta, dell'arte ... e perduta senza i suoi occhiali.

Finisce tutto qui.

Chissa se esisti davvero Jeanne, o sei solo un altro parto della mia mente.

13 comments:

  1. Descrizione di pochi attimi, sublime :)

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  2. E chi ti dice che non sia vero quello e fantasia tutto il resto? E' comunque viva e vera lungo le righe della tua scrittura, attraverso le parole che la compongono.
    Bellissimo

    (E poi la Portman è MERAVIGLIOSAAAAAAAAAA)

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  3. Ah quella tua fantasia e capacità di giocare con noi che ti leggiamo da questa parte!
    Tutto bene dalle tue parti?

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  4. Maraptica, benvenuta!
    Che nome curioso il tuo: cosa significa?
    Sembra il nome di una delle divinità delle civiltà precolombiane!
    A presto :-)

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  5. Baol!
    Sai chi è la bellezza della foto?
    Io l'ho trovata per caso cercando 'ragazza capelli corti' ... e sono rimasto abbagliato!

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  6. Mia cara Selene, per ora incrocio le dita ... cmq. direi bene :-)
    Ho deciso di scrivere delle mie 'amanti immaginarie' ... e, prima o dopo di questo, buttar giu' due parole sul perchè riempio di donne le mie ore diurne e notturne.
    Un abbraccio mia cara!

    Gio

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  7. Grazie dell'accoglienza ;)
    Maraptica è un personaggio storico Bizantino, ci sei andato vicino (?) dai! Tornerò a leggere di queste ragazze incantevoli e dei tuoi vivi sentimenti! Ciao

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  8. Wow, io sono un appassionato della storia di Bisanzio, quell'impero anacronistico ogni giorno dei suoi 1000 anni di storia :-)

    A presto!

    Gio

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  9. Più di mille! 324-1453...
    Conto di andare in Turchia quanto prima, ho aspettato (forzatamente) anche troppo :)

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  10. Ci credi se ti dico che ho vissuto la caduta di Bisanzio in mano ai turchi come uno dei grandi drammi della mia adolescenza?
    E quanto mi piacevano i ritratti di Niceforo Foca II!
    E quanto avrei voluto comandare un'armata di Catafratti lanciati a galoppo contro gli invasori :D

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  11. Niceforo, l'imperatore guerriero/monaco. E chi se lo scorda?! Un classista odioso ;)
    Ho sofferto anche io con la caduta dell'impero, ma se pensi che tutt'ora, in alcune parti della Russia, c'è lo stemma dell'aquila a due teste a rappresentare l'identità nazionale, e che parte della cultura bizantina è ancora viva in questi luoghi... bhè, siamo di fronte ad un impero eterno!!!

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  12. Beh, dopotutto Mosca è la 'terza Roma', no?

    qualche tempo fa ho scritto un post sul sacco di Costantinopoli

    http://popolosodeserto.blogspot.com/2009/10/il-cavallo-di-troia.html

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