Saturday, 29 May 2010

Gio e Franziska: terza parte

L'incontro tra Gio e Franziska, di cui ho parlato qui e qui, entra nel vivo.

Gio: Sarò molto schietto Franziska. Gioco adesso a carte scoperte: non c'è alternativa per me, non c'è interesse neppure. Non ho intenzione di bluffare, non voglio provare neanche a 'sedurti', giusto per spassarmela un po' con te. Il lato ludico dell'incontro, che pure mi diverte, quel mio fare il bizzarro cascamorto, o il folle ruffiano come dicono alcuni amici, pronto a vendere l'anima per chiacchierare con ogni femmina di bell'aspetto che incontro, non mi interessa quando fa capolino nella mia mente l'ipotesi 'ho in fronte a me una persona interessante'. Lo so, e te ne sei ben resa conto, che è palese che per me giocherellare è importante. Ieri sera con un collega eravamo in atrio. Finita la giornata lavorativa, dal terrazzo scendeva la musica e le chiacchiere, e le risate, dei colleghi, che al venerdi fanno sempre dei party a base di alcol e buon umore di quello facile facile. Mentre eravamo li a parlare dei mali del mondo, io camminando avanti e indietro, il mio amico sfumacchiando, è arrivata una bella ragazza, alta e snella, a chiederci 'ehy guys, where is the party?'. La mia risposta istantanea è stata 'C'mon, it's obviously here! Beer is useless when you can have me!'. La tizia ha strabuzzato gli occhi, quindi ridendo ha detto 'No thanks, I think I will take a beer'. E come ha fatto per allontanarsi ho detto al mio amico 'I can tell you: lesbian!'. Amo a tal punto le donne che anche la semplice loro presenza è per me una scintilla: risvegliano in me l'arguzia e la brillantezza che altrimenti una patina, uno strato di cenere sembrano nascondere e spegnere. Ma questo è nulla in confronto al perdersi negli occhi di una persona di cui si è guadagnata l'intimità, lasciarsi un attimo vulnerabili, preda di un abbraccio: quella dimora della nostra anima che è l'affetto altrui per me non ha eguali. E allora, se tu mi stai chiedendo del mio male, se vuoi davvero 'conoscere' Gio al di la della sua maschera di buffo scienziato-folle-clown, devo fondare tutto sulla sostanza dell'onestà.
Franziska: Sono un po' confusa, non era questo quello che avevo in mente quando abbiamo deciso di vederci. I miei silenzi ... dicono forse di me e della mia semplicità qualcosa di cui mi dovrei vergognare un po', ma fa nulla. Parlami ancora Gio.
G: Avevo forse due o tre anni quando padre, medico, se ne rese conto: il suo piccolino, il suo amato Gio aveva parecchi sintomi della sindrome di ###. In principio, fino ai nove anni, la malattia crebbe più lentamente di me. Quindi da piccolo, nonostante alcuni sintomi chiarissimi, ero sano come un pesciolino d'acqua dolce: giocavo a pallone, mi arrampicavo sugli alberi, andavo in bicicletta ...
Poi, poco prima dei 10 anni, all'improvviso, la malattia ha iniziato a recitare la parte del protagonista nella mia esistenza: ho rischiato in quei mesi di morire, e ho impiegato anni ad riprendermi, non del tutto, dalle conseguenze della prima violenta manifestazione del male. Ho fatto il mio ultimo intervento 6 anni fa: è stata una dura lotta, ma ora sto meglio. Non puoi guarire, ma puoi curarti, e bene. Ovviamente, una 'cura' puo' essere molto pesante ... ad esempio quando il chirurgo deve metterti le mani addosso ... e non sapendo quanto sei impressionabile ti risparmio i dettagli piu' crudi. Ora sto abbastanza bene: vivo qui da solo, sono stato scelto per il mio lavoro, vado a spasso per lavoro ... e guido la mia moto fin su in alta montagna ... non male, no? Chiaramente le memorie di tutto il dolore, e delle sofferenze, e il marchio della mia malattia non abbandoneranno mai nè la mia mente nè il mio corpo. Ma te lo voglio dire chiaramente: mi prendo cura delle mie memorie. Le mie memorie sono la sostanza di cui è fatta la vita: loro mi hanno portato ad essere quello che sono. Hanno plasmato la mia mente e la mia anima: ho dovuto imparare lezioni durissime, ma davvero sono state lezioni. Ho seguito, come obbedendo a una bussola impazzita, una direzione folle, che mi ha portato lontano da quasi tutti ... ma forse sto parlando troppo. Come vedi per me discutere di tutto questo non è un problema ... ma forse lo è per te ascoltarmi?
F: No, non è un problema. Ma dimmi della tua malattia ... non la conosco. E' ereditaria? E in che senso ti ha allontanato da quasi tutti?

13 comments:

  1. AnonymousMay 29, 2010

    ciao gio non sò a chi è diretta la tua domanda che non è certo una affermazione.
    posso solon dirti che hai sinceramente un'amica vicina che ti comprende perfettamente in ogni tuo passaggio vitale...sembrano quasi frasi descritte da me.
    personalmente per stima, amicizia e sfogo posso dirti che la mia malattia si chiama sindrome di syogren: malattia rara,genetica,attualmente inguaribile, sistemica, aggressiva, degenerativa, incurabile, anche perchè essendo rara la scienza dedica poca importanza.
    sinceramente spesso mi isolo perchè quando il dolore diventa insopportabile nessuno può fare nulla, nessuno riuscirà mai a consolarmi.
    a volte le malattie croniche portano all'abbandono sociale, ma non è il mio caso, in realtà e da sempre non mi sono mai sentita compresa,negli anni ho considerato e sono convinta di non aver perso tanto: amo la mia solitudine i miei pensieri e le pochissime amicizie che sento vere.
    la mia felice solitudine è inconsolabile, incolmabile...ora sto bene giò e sono felice: vorrei solo che mi lasciassero più tranquilla...a volte si vivono situazioni incredibili dove urge il bisogno di difendersi...con coraggio e forza!
    scusami per la lunghezza di quello che ho scritto, ma ti considero un amico giò.
    bacione! :-)

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  2. Hai scritto e parlato tanto e, infatti, non sembra la cosa ti pesi... Non so "quanto" ci sia di romanzato, ma se Francesca ha orecchie per sentirti e se vuole davvero farlo come mi sembra, c'è ancora tanto di cui discutere. per conoscersi, veramente dico. Un saluto

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  3. la mia, non è (non era..non lo so) proprio una malattia. Descriverla mi fa stare male. Ogni tanto lo faccio, però.
    Non ci ho mai vissuto bene e sono complessata :')

    Dove andrà a finire questa discussione? Dove porteranno le domande di Franziska?

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  4. In silenzio, e con qualche lacrima che mi riga il viso, continuo a leggerti...
    Un grande, affettuoso abbraccio...
    Dony

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  5. Sei sempre benvenuta da queste parti Viola.
    A presto!

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  6. Cara Maraptica, è tutto ancora 'in divenire'.
    La prossima puntata arrivera fino al presente.
    Vedremo, io non mi illudo, non rischio delusioni ormai.
    A presto!

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  7. Cara BitterHoney, parlare del proprio male, ancora meglio scriverne, permette di tornarvi a mente fredda: vedersi dal di fuori è consolante e utile.
    A presto

    Gio

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  8. Cara Donatella, niente lacrime dai :-)

    La vita ... è una grande arena: la cosa buona è che io, almeno ogni tanto, ho ancora una incontenibile voglia di combattere.

    Ricambio l'abbraccio

    Gio

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  9. sto ascoltando un notturno di chopin
    te lo dedico,
    un abbraccio. sei forte ; )

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  10. E giorno dopo giorno, attraverso le tue parole, imparo a conoscerti.
    Joh

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  11. Gio, ben ritrovata!
    Mi rendo conto che c'è un bug in blogger: dalla mia homepage il tuo blog risulta inattivo!

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  12. Gio, ben ritrovata!
    Mi rendo conto che c'è un bug in blogger: dalla mia homepage il tuo blog risulta inattivo!

    Grazie della dedica, stasera me ne ascoltero' un po' dunque :)

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  13. Cara Joh, è una responsabilità mica da ridere quella di 'farsi conoscere'.
    Spero di tenerlo a mente sempre.
    A presto!

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