Friday, 28 May 2010

Gio e Franziska, seconda parte

Seconda parte della descrizione dell'attimo ... l'incontro tra Gio e Franziska.

Gio: Ti dispiace se mentre penso a una risposta parliamo d'altro per un secondo?
Franziska: Certo.
G: Sai, sono tornato ieri in città dopo una settimana. E la nostra xxx, che avevo lasciato fredda, ventosa, piena di nubi plumbee, era scomparsa. Stamattina sono stato al parco, sul lago: era caldissimo e pieno di gente.
F: Si, ci sono stata nel week end, sembrava di essere a Copacabana!
G: Ma io mi chiedo ... tutta quella gente dove si nasconde di inverno?

[Passano alcuni minuti di chiacchiera: qualche risata, di quelle non mancano mai alla mensa di Gio, qualche cenno di un'intesa superficiale che si va instaurando tra i due.]

G: Tornando a noi ... te lo devo confessare. Nel mio caso la risposta è molto semplice, scontata quasi, anche se la domanda, di per sè, è difficile.
[Un lampo negli occhi di Franziska, che la noia della solita discussione sugli usi e costumi locali iniziava a stancare]
F: Sono tutta orecchie Gio
[Gio sorride, pensando che in effetti quelle orecchie da fatina, che i lunghi capelli rossicci non riescono a nascondere del tutto, sono carine]
G: Prosaicamente: io sono 'Gio' nonostante e in virtu' di una malattia, una malattia genetica che ha reso la mia infanzia e la mia adolescenza piuttosto difficili.
[Gio fissa intensamente negli occhi Franziska: sono istanti fondamentali per capire con chi si ha a che fare, lo sono per entrambi]
G: So che non è molto 'romantico', ma tu volevi la verità, e questa è la verità.
F: Ti prego, continua.
G: Ho detto 'nonostante' e 'in virtu' perchè è impossibile dividere questi due aspetti parlando dell'impatto che il male ha sulla vita di un individuo. Il mio amore per la poesia, il mio girovagare nel mondo venerabile dell'arte, la mia passione per la scienza, la mia curiosità, inappropriata temo, per la filosofia ... tutte queste cose sono state, credo, le soluzioni che la mia mente ha architettato per combattere la solitudine, il dolore, i pregiudizi e la distanza, spesso enorme, tra me e gli altri.
Vuoi che vada avanti? Ti capiro' se ora deciderai di prendere la tua borsetta, rimetterti la giacca e salutarmi con un 'addio'. Non preoccuparti, pago io per entrambi ...
[Un pizzico di ironia, sul finire della frase, per sdrammatizzare un po']
F: Non so che dire, ma non voglio andarmene. Se per te non è un problema parlarne, continua ...
G: No, per me non è assolutamente un problema. Allora, io lo so ... so di essere abbastanza particolare - so quanto amo, in quale modo, la poesia, o la letteratura.
Questo amore ha un ruolo non secondario nella mia vita, intendo nella vita di tutti i giorni. Di questo legame con mondi e personaggi che sono ormai ombre, svaniti se non mai esistite ... di questo legame, che chiamare amore non è fuori luogo, io devo ringraziare il mio passato difficile, ne sono certo. Questo è il 'in virtu' di'. Ovviamente c'è anche il 'nonostante': ho avuto un sacco di problemi, per me è stato, alle volte, difficile riuscire perfino in cose 'normali', e anche oggi che sto relativamente benissimo, l'eco del passato ancora risuona nel mio presente. Ascolta Franziska: noi non ci conosciamo, no? L'educazione di questi tempi, forse un'ipocrisia di fondo che è debolezza, ci porta a farci sentire 'cattivi' se non partecipi del dolore altrui. Beh, lascia perdere. Non sei 'cattiva' se ora decidi di andartene. Non sono sicuro sia una benedizione incontrare uno come me, la mia onestà mi impone di mettere le cose in chiaro, il prima possibile.
F: Gio, è vero: non ci conosciamo. Ed è per questo che ancora una volta voglio rassicurarti: sono una persona adulta, non soggiaccio alle sciocche leggi della 'ipocrisia' come la chiami tu. Se non fossi curiosa di te me ne sarei andata se pure tu fossi stato un sosia di Brad Pitt ... Si, mi hai spiazzata: per me è strano parlare di queste cose, dopotutto io ho avuto una vita 'normale', non riesco neppure a immaginare come possa essere un'esistenza da 'malato'. Ma che malattia hai? E come stai ora?

6 comments:

  1. lo vedi.
    comunque la giri la facenda.
    non è questione di corpo.
    ma solo di cuore.

    love, mod

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  2. La limpidezza è un'enorme qualità, soprattutto quando si porta dietro pesi notevoli... Ma è indispensabile per fare selezione, rimangono solo i migliori (bizantini?!) ;)

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  3. Proprio per la tua onesta' credo invece che sia una benedizione poterti incontrare...
    Avrei tanto voluto che la mia mente adottasse soluzioni simili alle tue per combattere il dolore e la solitudine, ma e' troppo bacata...
    Aspetto la terza parte, un abbraccio.
    Dony

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  4. Mod, la storia non è finita ;-)
    E te l'ho detto: un poco l'ho romanzata.

    Pero' hai ragione :)

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  5. Cara Maraptica, uno è per me diecimila, se è il migliore ;-)
    Rubo queste parole a Eraclito e ti dico: non sei 'solo' se sei con diecimila.
    Sta a noi decidere 'quali' diecimila vogliamo.
    Ciao!

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  6. Carissima Donatella, che piacere risentirti.
    Non so dove mi portino le mie 'scelte', ma almeno un po' sono soddisfatto di me.
    Mia cara, la prima persona da amare è la nostra.

    Un abbraccio

    Gio

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