Wednesday, 19 May 2010

Centomila sciocchezze


Finita l'università, prima di iniziare il mio lavoro, quel lavoro che mi avrebbe fatto traversare le alpi, conoscere una nuova lingua, dimenticare Silvia e perdere definitivamente il senso comune delle cose, in mesi di confusione, tra speranze e delusioni, ebbi modo di passare diverso tempo nella casa dei miei genitori.

Ho avuto la fortuna, più che il merito, di aver abbandondato il 'paterno ostello' da giovane, al primo anno di università: date le mie condizioni fisiche, precarie anche perchè dimesso da poco da un primo intervento al cuore, si imponeva per me il soggiorno a Milano almeno durante la settimana.

Così, il primo anno con mia sorella, e poi da solo, iniziai ad abituarmi a ritmi, silenzi, piccole follie che la convivenza in famiglia avevano sigillato dentro di me: i miei demoni, prigionieri per decenza, trattenuti per rispetto nei confronti degli altri, erano finalmente liberi, e io avrei finito per identificarmi con loro.

Non sono più riuscito a richiamarli all'ordine.

In quei mesi, bravamo la solitudine: desideravo poter essere triste, malinconico, distruttivo senza dovermi giustificare, senza che alcuno chiedesse conto della mia infelicità.

Detesto dover dichiarare l'ovvio - e il male è ovvio nella mia vita, delinea la sagoma dell'infanzia mozzata, dell'adolescenza patetica, e ora della mia vita di trentenne improbabile.

Il silenzio, come la musica, ma anche i suoni della natura, consolano i miei nervi tesi, che a una sciocchezza, quando si somma a centomila altre, di tanto in tanto si stringono attorno al mio capo.

Ma qui cosa c'è?

Le sirene squillanti dei telefoni, le mille voci diverse della maleducazione: il vociare volgare delle televisioni, o la violenza senza eguali delle vecchie megere egoiste del pianerottolo, perfino la lenta, logorante agonia dei rapporti, ipocriti, di buona creanza ... tutto questo mi sfianca in poche ore, tutto questo sommerge e cancella il resto.

Dalla finestra della mia camera osservo l'immensa parete grigiastra di roccia nuda, il verde dei boschi che ne delimitano la verticale, e che nella mia fantasia di bambino popolavo di volpi, lupi e gnomi.
Ho camminato diverse volte fin li, mi sono perso in quei boschi, i miei cani mi hanno accompagnato per sentieri stretti e ripidi, ho riposato su panchine sperdute, ormai ignote a qualsiasi archivio del comune, ma non ai ragazzi e alle ragazze che marinano la scuola e che ogni tanto devono vagabondare fin da quelle parti, e cercarvi un po' di intimità, se devo credere a quello che trovo scritto qua e la.

Non puo' esaurirsi tutto qui.
Non posso permetterlo.

17 comments:

  1. non permetterlo, cerca sempre il bello in tutto

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  2. Quando torno a casa a trovare i miei:
    1) chiedo gentilmente di ridurre al minimo l'esposizione alla tv accesa (e non per una questione di radiazioni)
    2) evito sempre, per quanto possibile, un altro genere di esposizione, quella al parentato di zieziicuginicugine che fanno terzi gradi solo per il gusto del gossip di qualsiasi genere.
    Aiuta. ;P

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  3. Il silenzio non sempre piace a tutti. Il silenzio a volte fa paura... A me no!

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  4. AnonymousMay 19, 2010

    Monologo introspettivo di una "vita rubata"!
    Vivo e comprendo benissimo...
    oltre il muro vediamo l'ombra perchè il sole quasi sempre appare!...forse anche quando non comprendiamo.
    Un bacione Giò.. a presto!
    Buona notte :-)

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  5. AnonymousMay 19, 2010

    é mio il commento che mi ha preceduto.
    indovina chi sono!

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  6. Costretta a vivere in casa con mia madre, dopo 29 che vivevo da sola con mia figlia.
    Libertà
    Mi manca da morire. Mi manca il mio spazio, la mia solitudine, i miei silenzi spezzati solo dal canto di mia figlia. Ora lei vive all'estero (sembra la tua sotoria al contrario....) ed io respiro la polvere di questa casa e dormo nella camera dove l'anima di mio padre è ancora attaccata alle pareti.
    Non mi piace, non sono felice del tutto.
    E' solo un passaggio, presto troverò una casa... ma non so quantificare questo "presto!".
    Aiuto....

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  7. Non devi assolutamente permetterlo

    (io il via di casa l'ho fatto in età adulta, per un master ed adesso che sono tornato con i miei sento un peso enorme)

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  8. Nella mia storia di andirivieni da casa, soffre la mia pelle: è come fare la doccia 20 minuti con acqua fredda e calda. Alla fine non senti quasi nulla.

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  9. Cara Calendula, la noia genera mostri: prossimamente ne parlerò ;-)
    Ciao!

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  10. Mia cara Colei che ...

    ieri ho sentito su RaiUno un tizio presentato come 'il commercialista di Gianni Morandi'.
    Aiuto!

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  11. Angela, il silenzio, questo delizioso tonico per le nostre menti sfibrate dal chiasso e dalla nausea ... odddio, non vedo l'ora di tornare nel nido del silenzio, la mia piccola casetta :-)

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  12. Baol, a me sta esplodendo la testa ;-)
    Centomila e uno piccole sciocchezze e Gio scoppia!

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  13. Trovo rifugio, mia carissima Selene, nella lettura.
    Oggi si inizia Calvino.
    Ciao, a presto!

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  14. Joh, coraggio!
    Io domani torno al di la delle alpi, e nella mia tana cercherò quella tenebra di cui ormai non so fare a meno!

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  15. AnonymousMay 20, 2010

    SI' SONO IO,MA COME HAI FATTO A CAPIRE!?
    BACIONEEE!
    sai che ho aprezzato molto Angelina Jolie in "in ragazze interrotte:,splendido film...lei ha vinto anche l'oscar come attrice NON PROTAGONISTA...;-)

    P.s dimmi perchè solo il questo blog e in pochissimi altri respiroprofondamente aria pura?? ma...non lo saprò mai!
    tu domani ritorni al di la delle alpi, io stasera, se non mi addormento,scrivo il mio post: sopra le alte vette...mi piacerebbe a piedi nudi, sono pazzerella vero?

    BACI VIOLA

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  16. Viva la pazzia Viola :-)

    Sai, io in questi giorni ho ritrovato le montagne di casa mia, mi mancano così tanto dove vivo ora: mi piacerebbe aver avuto tempo di salire lungo quei sentieri ripidi e pieni di sassi, calpestati da secoli da greggi, e pastori, e semplici viandanti.

    Sarà per la prossima volta.

    Angelina Jolie è il sogno di un mio collega, ma io non la conosco molto bene!

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