Wednesday, 28 April 2010

Prima di addormentarsi

Un buono, da 100-150 euro, da spendersi in una delle librerie della mia città: un bellissimo regalo di Natale per mio padre, un'occasione per andare assieme a cercare, tra centinaia di volumi, qualcosa da donare a nostra volta, o da tenere per noi ... ed eccoci dunque entrare in un piccolo negozio, eccoci girare, con gli scomodi, gonfi, vestiti dell'inverno, stretti tra scaffali altissimi e ricolmi di saggi, guide turistiche, romanzi, raccolte di fotografie.

Ricordo d'aver preso 'Care Memorie' di M. Yourcenar (che pero' ho solo iniziato), un paio di saggi, uno sulla cultura Greca, un'altro sulle scienze cognitive, e d'aver consigliato al mio babbo il libro da regalare a un'amica.

Ricordo anche d'aver scambiato quattro chiacchiere con una ragazza carina, alta e bionda, capelli lunghi e riccioli, occhialoni, scommetto un po' miope e immagino a suo agio piu' tra quelle centomila lettere che non sotto le luminarie e le vetrine tirate a lucido per la festa.

Mi viene da pensare che l'uomo si sia davvero dannato il giorno in cui ha imparato a contare, a definire secondo una relazione d'ordine - per forza di cose sbagliata - il 'migliore' e il 'peggiore', ma di questo tornero' a parlare forse un altro giorno.

Arriviamo alla cassa: i conti non tornano, ci avanzano pochi euro.
L'occhio cade allora sui libricini di uno scaffale girevole: opere integrali di grandi scrittori. L'idea di avere tutto Leopardi in tasca è irresistibile per chiunque, no? La mia scelta è dunque immediata.

Da allora quel volumetto se ne sta sul mio comodino, tra Proust, Amadeus, e gli altri suoi ospiti piu' o meno fugaci.

Ieri sera ho voluto finir di leggere il Dialogo di Copernico e il Sole, delizioso davvero - mi ha fatto tornare alla mente un passo del Fu Mattia Pascal, ma anche di questo non voglio parlare ora.

Prima di spegnere la luce e rannicchiarmi tra le coperte, prima di schiacciare 'Play' e lasciare che quel bellissimo CD - una raccolta di pezzi per Tromba - riempisse la mia camera fino ad infondersi nei miei sogni - ho voluto leggere alcuni dei 'Pensieri'.

Uno - poche righe - nelle quali il nostro Giacomino parla di ...
Chi viaggia molto, ha questo vantaggio dagli altri, che i soggetti delle sue rimembranze presto divengono remoti; di maniera che esse acquistano in breve quel vago e quel poetico, che negli altri non è dato loro se non dal tempo. Chi non ha viaggiato punto, ha questo svantaggio, che tutte le sue rimembranze sono di cose in qualche parte presenti, poiché presenti sono i luoghi ai quali ogni sua memoria si riferisce.
E ho pensato subito a traslare il suo pensiero in un altro luogo:
Chi conosce molte persone, ha questo vantaggio dagli altri, che i soggetti delle sue pensieri restano sempre remoti, e mai diventano precisi; di maniera che essi acquistano solo quel vago e quel poetico che è dato dalla propria immaginazione. Chi non ha conosciuto che poche persone, ma bene, ha questo svantaggio, che tutte le sue rimembranze sono di cose ben conosciute, per le quali non c'è piu' spazio per il sogno.
Beh, non è sempre cosi: io mi tengo stretto il mio approccio, 'pochi ma buoni', talmente bizzarri da non riempire mai la tua immaginazione. E la noia la scaccio io stesso, non diventando mai dipendente da alcuno, cercando l'altro solo quando ne ho desiderio vero, o l'altro ne ha di me - uccidendo la quotidianità prima che possa attecchire.

7 comments:

  1. Ecco il regalo che vorrei io ogni volta a Natale. Un buono da spendere in libreria. Siiiiii. Chissà forse per il prossimo... ciao Gio

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  2. Ciao Gio,

    "quel vago e quel poetico che è dato dalla propria immaginazione" mi ha fatto ricordare una vecchia, vecchia canzone: (la rima non era voluta) ;)

    Io dedico questa canzone
    ad ogni donna pensata come amore
    in un attimo di libertà
    a quella conosciuta appena
    non c'era tempo e valeva la pena
    di perderci un secolo in più.

    A quella quasi da immaginare
    tanto di fretta l'hai vista passare
    dal balcone a un segreto più in là
    e ti piace ricordarne il sorriso
    che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
    in un vuoto di felicità.

    Alla compagna di viaggio
    i suoi occhi il più bel paesaggio
    fan sembrare più corto il cammino,
    e magari sei l'unico a capirla
    e la fai scendere senza seguirla
    senza averle sfiorato la mano.

    A quelle che sono già prese
    e che vivendo delle ore deluse
    con un uomo ormai troppo cambiato
    ti hanno lasciato, inutile pazzia,
    vedere il fondo della malinconia
    di un avvenire disperato.

    Immagini care per qualche istante
    sarete presto una folla distante
    scavalcate da un ricordo più vicino
    per poco che la felicità ritorni
    è molto raro che ci si ricordi
    degli episodi del cammino.

    Ma se la vita smette di aiutarti
    è più difficile dimenticarti
    di quelle felicità intraviste
    dei baci che non si è osato dare
    delle occasioni lasciate ad aspettare
    degli occhi mai più rivisti.

    Allora nei momenti di solitudine
    quando il rimpianto diventa abitudine,
    una maniera di viversi insieme,
    si piangono le labbra assenti
    di tutte le belle passanti
    che non siamo riusciti a trattenere.

    (Le passanti- F. De André)

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  3. ciao gio, io vorrei imparare bene come conservare totalmente i mei beni nella mia condizione tristemente bizzarra.
    altrettanto vorrei comprendere, se un domani qualcosa ancora venisse a mancare e vivere ugualmente serena!!
    viola

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  4. Cara Viola, il tuo commento purtroppo non è apparso ... prima di rispondere aspetto qualche minuto.

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  5. Angela, un regalo davvero ideale, concordo!

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  6. Cara Viola, devi tenerti vicino le persone piu' premurose e buone.
    Questa è la prima cosa secondo me, la piu' importante, la vera ambizione di ogni vita.
    A presto

    Gio

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