Monday, 19 April 2010

Il manuale di istruzioni

All'inizio è stata piu' che altro la paura, sciocca sicuramente, di vedermi derubato di qualcosa di mio: so bene che quello che qui scrivo è di nullo valore, ma è decisamente frutto di un lungo e intimo discorso con me stesso.

Aver letto qua e la di clonazione di blog e simili mi allarmo' in tal senso.

Qui ho parlato di alcuni degli avvenimenti piu' dolorosi della mia vita: alcune esperienze della mia malattia si sono cosi intrecciate in queste pagine con le conseguenze soprattutto emotive di quel male che, fin dall'infanzia, si è fatto prepotentemente strada in me, insediandosi come un ospite sgradito che piano piano si impossessa di un rifugio non suo.

La malattia ...

Mi sono ammalato da bambino, e all'inizio non mi sono reso conto di nulla: privo di forze, pallido, con un destino ormai compromesso, sdraiato su quel lettino d'ospedale chiedevo ingenuamente ai miei genitori di regalarmi un pallone nuovo, di cuoio, con il quale immaginavo sarei tornato a giocare presto, con i miei amici, come facevo prima.

Cambia registro Gio, è meglio.

Eppure bastava un niente per ridarmi fiducia: anche semplicemente andare a fare un esame in radiologia, camminare insomma per poche decine di metri, spingere io la carrozzina nella quale mi sarei dovuto sedere, aspettare il mio turno con gli altri.

Forse per questo motivo, per quell'ingenuità che io stesso ho avuto nei confronti di me stesso, sono sempre stato cosi paziente con gli altri, con quelli che in questo emisfero ... anzi, con quelli che in questa isola sperduta, dove dimorano il dolore, la solitudine, la debolezza, non sono mai neppure passati.

Questo sono io, non la mia laurea, uguale a centomila altre, non il mio attuale impiego, non il numero di targa della mia motocicletta.

Qualche mese fà, su youtube, trovai delle lezioni di chitarra Jazz di un tizio.
Video ben fatti, riferimenti frequenti a un libro dell'autore.
Me ne interessai - lo trovai venduto su una sorta di servizio di self-publishing, che garantisce i diritti d'autore dello scritto che si propone.

Detto fatto: il mese scorso ho preso la maggior parte dei miei messaggi (esclusi i commenti), li ho riversati in un file *.tex, trasformato con latex in *.pdf, et voilà ho sottomesso il tutto all'editore, garantendomi i diritti.

Poi mi sono accorto di una cosa: qui io ho scritto una sorta di 'manuale di istruzioni' per quegli sventurati che hanno a che fare con me.

Sono stanco di quell'ingenuità di cui parlavo prima - mi fa male, malissimo.
L'ho sopportata per vent'anni - per vent'anni ho taciuto, sorriso, sigillato.

Ora pero' non ce la faccio piu' ad avere a che fare con chi non ha idea di cosa significhi una vita, la mia, dominata dal male, ingombrata dalla solitudine, in cui ogni sogno è brutalizzato, in cui si possono avere centomila speranze deluse, in cui ogni realizzazione costa una fatica immensa.

Insomma, per farla breve: ho ordinato 5 copie del mio stesso lavoro.

Pensero' con calma, dovro' richiedere a priori la segretezza ... e se l'avro' ottenuta ne faro' dono a qualcuno che ne abbia desiderio e bisogno.

PS: nell'immagine una pagina di un mio diario-quaderno degli appunti.

9 comments:

  1. Hai fatto bene. Hai fatto quello che ti sentivi nel momento in cui ti sentivi di poterlo fare. Ci sono gli "attimi insostituibili" e vanno colti! E' il tuo cuore in quel momento che parla, non la ragione. E'lui.. ed andrebbe sempre ascoltato.

    Hai fatto bene!
    Ti abbraccio
    Joh

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  2. Una leggera tristezza mi ha lasciato il tuo post. Me la porterò addosso per un po'. Ma non ne sono dispiaciuta. Penso che male non mi farà. Però ti regalo un sorriso!

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  3. Pensavi mi fossi scordata di te?
    Tu sei tra quelli che ho trascurato, ma che reputo invece preziosi...
    Ti sembrerà strano ma leggerti è come se a volte mi immergessi in me:)

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  4. Dimenticarsi di me?
    Nicole, è impossibile ;-)
    Ricordati sempre quella che io ritengo essere la tua priorità: non è un vago slogan, è quello che sento davvero.
    A presto :-)

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  5. Angela, lo ripeto qui: il tuo blog è un punto di ristoro.
    Grazie.

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  6. Grazie Joh, sono in un momento di confusione totale, rincuora un commento così.
    Grazie davvero.

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  7. Tutto bene, ma ti chiedo:
    c'era bisogno del dolore e di un sentimento di risentimento misto a quello di proprietà esclusiva per consegnare le tue parole a un editore, Gio?
    Non potevi prevederlo nella piccola gioia narcisistica?
    :) (metto il sorriso perché ti sia chiaro lo spirito con cui ti pongo le mie domande - per me retoriche)

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  8. Ecco donde origina la mia atavica paura dell'acqua e degli specchi in generale ;-)

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  9. ... oggi ho postato una poesia di Lope de Vega, quella che inizia con A mis soledades voy.
    Ce n'è per te e per me, Gio.

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