Wednesday, 7 April 2010

Il lupo e il leone


E' da qualche giorno che dormo male.

Mi addormento relativamente presto - Mozart sta ancora suonando nella mia stanza quando entro nel mondo immobile dei sogni - ma poi magari mi sveglio nel cuor della notte, e non riesco a riprendere facilmente sonno.

Stanotte ho sognato: è tornata a parlarmi quella voce confusa che agita le mie notti, e la cui eco giunge fino al giorno.

Sono in una fitta e nebbiosa foresta, in Giappone.
Dev'essere autunno: le bianche betulle sono spoglie, e il terriccio ha i colori chiari delle foglie appena cadute.
Con la mia canoa discendo lentamente il corso di un placido fiume.
Sono tranquillo e senza pensieri.

Un lupo argentato, avanzando silenziosamente nel sottobosco, si avvicina.

Due piccole oche, nell'acqua tranquilla, sono presto sue prede: le divora entrambe - percepisco chiaramente l'angoscia di quella che uccide per seconda, che ha avuto modo di vedere la fine orribile della prima, sparita in un solo istante nelle fauci del predatore.

Con calma, senza gesti improvvisi, cerco di allontanarmi. Non voglio mettere in agitazione quello splendido animale, ma ora sento una certa paura: non l'angoscia che paralizza, ma quell'inquietudine che aguzza l'ingegno e fa ponderare bene ogni scelta.

Mi sto infilando in un canale.

Il lupo, lo vedo con la coda dell'occhio, mi sta seguendo.

Di nuovo vedo due piccole oche: la prima è subito sbranata, la seconda tenta una fuga disperata.
In qualche modo riesce ad allontanarsi dal pericolo, ma non ancora a distanza di sicurezza si ferma come fosse tutto scongiurato.
Mentre vedo la bestia che la raggiunge, e la divora, penso che quella sciocca avrebbe potuto salvarsi, ma che è stata davvero troppo stupida.

Questa volta ne sono sicuro: il lupo mi ha notato.
Si sta avvicinando.
Cerco di rimanere immobile: non voglio tentare neppure la fuga, non so nuotare e finirei per morire affogato.
Con un balzo sale sulla mia canoa.
Mi credo perduto, e invece si avvicina, e mi lecca, come un cane affettuoso fà con il proprio padrone.
Resta un poco con me, quindi torna nell'intrico della foresta.

Sono felice - sono riuscito a entrare in contatto con una creatura magnifica,
è venuta lei da me!

Davanti a me c'è un'insenatura: la raggiungo e scendo dalla mia canoa.

In qualche modo solo ora mi torna in mente qualcosa che ho letto su un giornale: nel 1985, o era forse il 1986, un eccentrico miliardario giapponese libero' nella foresta dove mi sto avventurando, dei leoni.
...
Proprio settimana scorsa una coppia di cacciatori nipponici, dopo aver ucciso un elefante e una leonessa, sono stati sbranati da un leone maschio: nulla valsero le loro armi, non ebbero scampo alcuno
...

Sento un ruggito: rimbomba in ogni direzione.

Si sta avvicinando - è lui, è il terribile felino, ancora assetato di sangue.
Mi è già addosso, questa volta sono paralizzato dal terrore.
Mi scaraventa a terra, sto disperatamente cercando di resistere al suo morso, i suoi artigli hanno già dilaniato i miei vestiti, quando ecco tornare il lupo, eccolo ingaggiare una lotta furibonda con il leone.

A fatica mi alzo, raggiungo la canoa.

Ho appena le forza per disincagliarla dal fondale, e mi abbandono privo di forze al mio destino.
Mi torna alla memoria quella sciocca oca, che si fermo' subito, credendosi salva.
E mi rendo conto che io non ho piu' forze, e che forse finiro' per arenarmi prestissimo, e che il leone mi raggiungera', e ucciderà me come avrà ucciso il lupo.

Mi sveglio prima che questo accada.

11 comments:

  1. Ciao carò Giò...anche io come te, dormo poco e faccio sogni molto enigmatici. Il Tuo è molto simbolico. Non voglio fare la psicanalista, ma credo tu non stia vivendo un periodo splendisissimo con te stesso.

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  2. Ti è successo qualcosa di particolare nell'85/86?
    Io ci sono nata...
    No, Gio... Tu non sei stupido come quell'oca! Sei solo stanco...

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  3. Cara Nicole,

    stasera me ne vado ad ascoltare un po' di musica dal vivo, ho deciso.

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  4. Cara Dautetremp ...

    in effetti due cose successe tra 1985 e 1986 possono legarsi a questo racconto (che è un sogno autentico che non ho romanzato per nulla).

    Sul finire del 1985 un tizio fuori di testa inizio' a minacciare la mia famiglia.
    I primi di gennaio 1986 arrivo' in casa nostra il nostro primo cane, un canelupo - che avevamo preso proprio per fare da guardia.
    Un paio di giorni dopo questo tizio rischio' di uccidermi (io avevo 7 anni).
    Di questa storia non voglio parlare in dettaglio, potrei farlo solo di persona, non in pubblico per cosi dire.
    Interessante, non ci avevo pensato.

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  5. I sogni siamo noi, siamo noi stessi che veniamo a parlare a noi stessi! Io ho uno strano rapporto col sonno... per un lungo periodo è stata una droga! Ma anch'io preferisco evitare i dettagli in pubblico! Se mai un giorno ti andasse di parlare, la mia mail è sul mio blog in bella vista! Un abbraccio!

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  6. Ciao Gio... scusa l'assenza.
    Bello il tuo sogno. Mi auguro possa ancora tornare e parlarti, in qualche modo.

    Un abbraccio
    Joh

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  7. Ciao Gio...credo forse di aver compreso il tuo...sogno!
    Mi capita raramente di sognare, ma tempo fa ho fatto fatto anch'io un sogno particolare..sì, un sogno..molto profondo!
    Io tuttavia non credo, o meglio, non voglio pensare assolutamente che tu ora stai male...male inteso come VERO male Gio!
    Senza fraintendere, (scherzo) posso mandarti stanotte (se mi sveglio)un bacione! lo sentirai...vedrai!
    Dolcissima notte....
    Viola

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  8. Gio leggi anche il mio commento del tuo post precedente: voglio farti ridere!!
    Viola

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  9. Mi è venuto un brutto mal di testa oggi pomeriggio.
    Dautetremp, mi farò sentire.
    Joh, sei sempre benvenuta, grazie di ogni visita.
    Viola, fisicamente non sto benissimo - ho degli strani giramenti.
    Vabbè, speriamo non sia nulla!

    A presto a tutti,

    Gio

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  10. la primavera è periodo maggiore per gli incubi "migliori".
    saraà il cambio della temperatura o che c'è più luce....insomma si sogna di più e più si ha un cervello che funziona, più è dato la possibilità di un ....incubo bello tosto in arrivo. non lo dico io ma degli scienziati inglesi che anni fa, leggevo, avevavo fatto degli studi approfonditi: più sei intelligente e sensibile più incubi di vengono.

    e io penso....ekkekkazzo, ma non c'è proprio più nessun vantaggio ad essere intelligenti e sensibili?!

    love, mod

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  11. Ieri sono rimasto ipnotizzato da una sonatina per Piano di Mozart.
    Una semplice fantasia che avro' ascoltato diecimila volte prima, ma che ieri era veramente 'mia'.

    E oggi leggo le tue parole Mod.

    Ecco - fanculo la retorica, è vero e basta.

    Von Herzen,

    Gio

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