Tuesday, 13 April 2010

Il benvenuto

Ogni sabato scendo in città per camminare un po'.
Finalmente sta arrivando la primavera, e le lunghe giornate sono così invitanti che scendo una fermata prima, allungo il cammino, indugio ancora un po' prima di tornare a casa o in ufficio.

Mete abituali sono quel grande bar in centro, pieno di studenti che lavorano ai PC davanti a cappuccini e qualche dolciume, oppure la piadineria del centro storico, e poi le panchine sul fiume, il piccolo parco che sorge sui resti del castrum romano, dove si gioca a bocce, o a scacchi, o semplicemente si passa il tempo guardandosi negli occhi.

Ma c'è un luogo che visito praticamente ogni volta: il grande negozio di dischi e strumenti musicali subito sotto il duomo, vicino al palazzo del comune.

Ormai sono una presenza cui le commesse si sono abituate: mentre cerco tra i cataloghi qualche pezzo particolare, una marcia Ottomanna piuttosto che una collezione per Contrabbasso, o passo da scaffale a scaffale del reparto Jazz, capita che mi salutino.

Con gli anni, alla solita formalità si è piano piano sostituita una forma di cordialità non troppo affettata: il meglio che ci si possa aspettare da degli estranei, no?

Ricordo una delle prime volte: chiesi a una commessa un disco di Christina Deutekom, la piu' glaciale, e perfetta, Astrifiammante che abbia mai avuto modo di sentire.
Ancora completamente a digiuno di tedesco, dissi 'Deutekom', e lei rispose 'Doitekom' con piglio vagamente pedante.
Ora, lo stesso viso che mi redargui' quel giorno mi dà un sincero benvenuto quando ci incontriamo tra quegli scaffali ricolmi di arte.

Le mie dita scorrono sulle mille confezioni, suddivise per compositori, esecutori, genere, strumenti solisti - ovunque si fermi il mio sguardo ho la percezione della bellezza senza pari di una litania medioevale, di una danza rinascimentale, di una fuga barocca, di un concerto classico: e poi ancora, alla solitudine del romantico fanno eco le atmosfere un po' cupe di una sinfonia di Mahler.

Con gli anni ho anche iniziato ad ascoltare un po' di Jazz - Miles Davis, Charlie Parker, Ornette Coleman sono alcuni dei miei preferiti.

E' cosi capitato che la mia casa si sia riempita anche di dischi Jazz - ho comprato diversi cofanetti a bassissimo prezzo, piccole monografie su alcuni dei nomi piu' noti.

Ne ho ascoltati alcuni: adesso sono quasi tutti su un tavolo che tengo vicino all'ingresso.

Sono il mio benvenuto per i miei ospiti.
Sono li per te.

Scegline uno, a caso o a tuo gusto, come preferisci.

Portalo a casa tua: ascoltalo, fanne quello che vuoi.

Ma un giorno, donalo a un tuo ospite, e raccomandagli le stesse cose che io ho raccomandato a te.

Cosi quel dischetto di policarbonato veicolerà con sè, oltre alle consuete melodie, anche un pensiero di amicizia.

12 comments:

  1. Che meravigliosa idea!
    Io prendo Miles Davis.... :)

    ReplyDelete
  2. Lo riscrivo ancora: da quale cielo arrivi Gio??
    Sono emozioni infinite quelle che trasmetti a tutti noi...e io non esagero credimi!
    Viola

    ReplyDelete
  3. mi sono ritrovata in queste parole. anche io, di sabato, quando sono più libera, vado in città...e cammino lungo il mare, sosto sugli scogli..passo in bar e negozi dove ormai mi conoscono...e sanno cosa comprerò. ci si sente protetti. anche la musica protegge. è una di quelle cose che non ti tradiscono mai. c'è sempre. sempre. bellissimo post...vorrei venire a casa tua...per sentire del buon jazz

    ReplyDelete
  4. Dautretemp, ottimi gusti!
    Io amo il buon Miles.
    Bravissima!

    ReplyDelete
  5. Cara Viola, sei gentilissima!
    E dire che ho buttato giù queste righe di fretta oggi, tra cento e-mail di colleghi e i mille problemi di un periodo veramente intensissimo!
    Grazie :-)

    ReplyDelete
  6. Cara Prendimi l'anima, ogni casa dovrebbe essere sempre aperta a un amante della musica.
    Allora ... benvenuta ;-)

    ReplyDelete
  7. Un consiglio "alternativo" Gio, prova anche questo:

    "The Very Best of Play Bach"
    by Jacques Loussier

    Un coinvolgente mix di jazz e classico... musica da "seduti di fianco al camino" insomma... :o)

    Un abbraccio
    Joh

    ReplyDelete
  8. Lo conosco Joh :-)
    Un mio amico è ultra appassionato di Bach e Jazz e me l'ha fatto incontrare qualche tempo fa.
    Intrigante!
    Lo cerchero' ancora, grazie dell'ottimo consiglio!

    ReplyDelete
  9. Abitudine che anche io ho..

    ReplyDelete
  10. La musica, l'arte,la lettura sono veicolo, oltre che di creatività e gioia, di amicizia, per chi, nell'apprezzarle, ne fa tesoro anche per gli altri; a questo proposito vorrei proporti l'idea di lasciare un libro letto nel treno o in una panchina all'attenzione di chiunque ne voglia fare tesoro!!! ciao e..lasciati prendere l'anima dalla musica!!! Gaude et aude!!

    ReplyDelete
  11. Cara Occhi, fortunati i nostri amici, fortunati davvero :-)

    ReplyDelete
  12. Ottima idea Patri!

    E sull'audere e gaudere ... beh, ci provo.
    Ogni tanto ci riesco.
    Fino alla prossima volta allora ...

    A presto!

    ReplyDelete