Thursday, 8 April 2010

Anoressia sociale

Non mi sognerei neppure di parlare di un problema cosi serio, l'anoressia, per accostarlo alla mia situazione, se non v'avessi ravvisato una certa somiglianza davvero tra le due condizioni.

Piu' di una volta sono stato considerato anoressico, nel vero senso della parola.

Non nego di aver forse qualche disturbo alimentare: sono molto magro, l'idea del cibo mi infastidisce in certi momenti del giorno, alle volte mi dimentico di mangiare, non di rado ho giramenti di testa, uno stato di debolezza generale mi pervade.

Un amico, con il quale per mesi ho pranzato assieme, era convinto che il mio problema fosse molto serio: esplicitamente mi prefigurava una morte per fame, citava il parere di un suo conoscente medico, cui aveva descritto la mia situazione, e secondo il quale i miei reni presto sarebbero giunti a non sostenere piu' il mio stile di vita.

Non credo, tuttavia, di essere affetto da anoressia: la mia magrezza non puo' stupire davvero chi ha una conoscenza approfondita della mia malattia, e se pure i miei reni, specie dopo la parziale asportazione di uno, stanno soffrendo, non è per anoressia, ma per corollario della mia sindrome.

Ho avuto infine un'illuminazione: io soffro di una sorta di 'anoressia sociale'.

Me ne sono reso conto ieri - e da questa prospettiva sono tornato a considerare diversi episodi del mio passato, e quella mia persistente attitudine a prediligere il contatto con il singolo, e fuggire quello con piu' persone.

Non sottolineero' abbastanza il fatto che io amo, e cerco perfino, il contatto con gli altri: proprio scrivendo questo diario ho avuto modo di conoscere persone eccezionali, che significano per me moltissimo.

C'è chi sento vicino, c'è chi - senza neppure accorgersene - mi ha insegnato qualcosa, chi semplicemente mi piace.

Il mio malessere non si manifesta con l'insofferenza nei confronti di 'te', ma con un disagio da vertigini quando il rapporto non è piu' intimo ma compresso dalla presenza di 'altri' - che quasi sempre hanno ritmi diversi dai nostri.

Io e te ci troveremo in un universo parallelo che nessuno conoscerà, neppure i nostri amici, con i quali ne avremo di diversi se saranno amici davvero.

Ovviamente questo non significa che non sappia godermi una cena di puro relax e sciocchezze - di cui sono un virtuoso, ma che la lentezza, la quiete sono per me fondamentali quando sto diventando 'amico' di qualcuno.

Il relax e la sciocchezza fine a se stessa pero' sono il nulla, mi possono allietare ma non mi interessano - alla lunga davvero ne sono nauseato.

Io cerco quelle poche sillabe in cui si condensa tutto, cerco qualcosa da portare con me: il ricordo della tua voce, di quella camminata a passo lento che abbiamo fatto assieme.

Mentre giro tra le mie dita, pensandoti, quel foglietto che mi hai lasciato sotto la tastiera un giorno per ringraziarmi di un regalo sciocco e sincero, o rileggo con un velo di tristezza quella lettera che ti ho scritto, e cui non hai mai risposto, mi convinco diecimila volte di piu' che solo quando due persone sono davvero vicine, lontane dalla confusione, dal chiasso, scocca la scintilla - ed è quella l'unica cosa che vale davvero per me.

Dopo viene la musica, dopo i concerti, dopo i musei, dopo le gite in moto.
Tutto accessorio, tutto secondario.

Ho bisogno di concentrazione e calma.

Tutto mi urta - ad esempio quella sorta di bulimia, ancora mi scuso per il paragone, di chi in ogni conversazione elenca i suoi mille amici, li ordina per abilità, talento, titolo.

Riconosco il mio stato come sconveniente, non mento quando dico di amare quasi tutti, e di sentirmi a disagio con chi, per qualche modo, non riesce ad essere 'solo' quando è con me.

Le mie regole sono diverse: gelosia, possessività non so neppure cosa siano.
Puoi entrare e uscire quando e come vuoi, hai tutte le libertà che riconosco a me.
Ma io non saro' li con te, se tu non sarai 'uno'.

5 comments:

  1. La questione di essere "uno" mi è capitata da pochissimo tempo.
    Non so come spiegarti il significato di quanto stai dicendo ma posso ricordarti le parole di una canzone (la musica spesso si accompagna al mio modo d'essere e le parole cantate per me hanno un significato particolare). Te le vorrei proporre:

    They are one person
    They are too alone
    They are three together
    They are four for each other
    Crosby Stills Nash Young - Helplessly Hoping

    un abbraccio
    Joh

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  2. Forse è la sesazione di sentirti speciale nel momento in cui ti rapporti con qualcuno, quella sensazione che può durare un'ora, un giorno, un minuto ma in quel lasso di tempo hai bisogno di sentirti in quel modo perchè tu riesci a dar sentire speciali i tuoi amici.
    Lo capisco molto bene solo che nelle amicizie è ancora possibile ottenerlo, in amore quasi mai.

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  3. Cara Joh,

    sto pensando a quei versi, grazie :-)

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  4. Cara Marisa, è quel momento ad essere speciale.
    L'altro è come uno specchio - meglio se 'altra' a dirla tutta.
    Pero' è vero: a quanto pare faccio star bene i miei amici.
    Un caro amico mi ha scosso quasi dicendomelo, qualche giorno fa.
    E' possibile che io manchi ai miei amici piu' di quanto non creda.
    Ma adesso quello che cercano non c'è - almeno credo.

    Un abbraccio,

    Gio

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  5. Ciao gio tutto bene!
    oggi sono molto stanca.
    buona notte!
    viola

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