Thursday, 18 March 2010

Una montagna di lavoro


Mi aspettano settimane di lavoro estremo.
Che sciocco: mi ero ripromesso di prendermi una vacanza dopo Natale: sarei voluto andare a Berlino, oppure a Praga - perchè non a Budapest?
Ma ho sempre procrastinato: un po' perchè faceva molto freddo, un po' per l'assurda speranza di non andarci da solo.
Ora che fa capolino anche qui la primavera, mi ritrovo sommerso dal lavoro: tanto, lungo, sfibrante.
Lavorare su simulazioni numeriche ti impone dei ritmi non-umani. Il cluster lavora anche di notte, anche nei week end: e allora perchè non darci un'occhiata anche a notte fonda, o il sabato e la domenica?

Oggi seminario, seguito dal solito apero.

Ho mangiucchiato, un po' in disparte, un paio di salatini.

Guardavo i miei colleghi, i miei amici, confabulare, ridere.
Non capiro' mai se siano solo piu' capaci di me di fingere, o se davvero riescano a vivere, non per pochi minuti, ma per ore, una leggerezza che a me sembra irraggiungibile.

Vabbè, dopo pochi minuti che sei li in piedi già ti da fastidio la schiena: dondoli un po' avanti e indietro, ti appogi al muro - tenti di cammuffare il tutto da postura misteriosa - e poi la noia ti vince: ti allontani, o torni in ufficio.

Ti sembra che il gioco non valga la candela: tanto a cosa serve tutto quando non riesci a comunicare davvero?
A cosa serve fare i gioppini, se poi resta sempre un muro tra me e te?
Se le occasioni che si sono avute hanno partorito il nulla, ti viene a noia questo aborto continuo.

Il seminario volgeva al termine - forse erano già iniziate le domande di rito.
Prendo il mio quadernetto e inizio a scrivere ...

Ripensavo a quello che avevo sentito qualche giorno fa - e che avrei sentito in brevi istanti, all'Apero.

...

Ci sono persone che hanno sentimenti, e quindi fragilità e bellezza, di cui non vogliono sbarazzarsi - altri invece non bramano altro che ridicolizzare, esorcizzare le proprie debolezze.
Cosi', la sciocca ingenuità di qualcuno, che questa vuole cancellare dalla propria esistenza, è l'umanità, è l'intimità sacra di un altro.
L'utile brutalità esercitata nei confronti di sè stesso dal primo, è violenza gratuita per il secondo.
Come un bimbo spavantato, a seconda della sua inclinazione, sbraita o si ammutolisce, cosi' anche da adulti reagiamo in modo diverso a quello che ci addolora e fa soffrire.
La sventura è avere reazioni intime e verissime che gli altri non riescono a interpretare.
Il mio silenzio è carico di dolore: spesso tu nei sei responsabile, ma non te lo diro' mai.

19 comments:

  1. berlino!
    decisamente!

    love, mod

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  2. continua a scrivere...

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  3. Sul mio comodino torna proprio oggi, dopo un lungo prestito, un librone di 1100 pagine: Berlino: Storia di una Metropoli.
    Ci arrivero' un giorno :-)

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  4. "La sventura è avere reazioni intime e verissime che gli altri non riescono a interpretare"... Per me è sempre stato così... Un abbraccio!

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  5. Beh, a Berlino la Mod, e a Praga Colei che... non ti lascerebbe certo da solo (ma quale assurda speranza... ;) )! Anzi, se sapessi che sei passato da Praga senza farmi sapere nulla, potrei anche offendermi un po'! :P

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  6. Per Diana Colei, sono ultra lusingato :-)
    Mi sono convinto, coi racconti di alcuni che ci sono stati, che visitare Praga è un dovere morale (non ci sono mai stato purtroppo).
    E io sono un tipo molto giudizioso ;-)
    Quest'estate almeno una di queste città sarà mia dimora per qualche giorno.
    A presto dunque ;-)

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  7. Cara Dautretemp ... dimmi che hai trovato un rimedio ti prego! :-)

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  8. ... che fare se il vuoto degli altri ti sovrasta? Prenderne atto ed uscire a respirare la primavera che incalza, riempirsi di luce nuova e sorriderne.

    Forse è la cosa migliore.. dopo una tavoletta di cioccolata, ovviamente!

    Un abbraccio
    Joh

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  9. Ti sembrerà strano, o forse no perché non mi conosci... Comunque è strano detto da me ma la soluzione è avere fiducia, fidarsi di coloro che sembrano capirci! Riporre in loro anche un minimo di fiducia e buttarsi... Mi illudo che almeno un frammento del nostro essere venga capito o quantomeno custodito da qualcun altro!E poi, almeno in questa dimensione non sei solo :)

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  10. Sai, dautretemp, io sono uno di quelli che vorrebbe la fiducia degli altri. Mi sono sempre vantato (tra me e me o con pochi intimi, in ogni caso) di capire gli altri o almeno di provarci (anche se ultimamente mi sto ricredendo alquanto) e vi dico: se trovate qualcuno che sembra volervi capire, provate a fidarvi e spiegatevi. Servirà a entrambi. Spiegate tutto, anche quello che vi fa più fatica, perché se arriverà il momento in cui effettivamente vi capirà senza bisogno di spiegazioni, credetemi, ne sarà valsa la pena.

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  11. Joh, qui di cioccolato ne abbiamo tantissimo, e di ottima qualità :-)
    Inizio da li, via ;-)

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  12. Cara Dautretemp, questa dimensione CONTA :-)

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  13. Sono d'accordo Miko, ma non è facile, la strada è quella e me ne rendo conto, tanto da permettermi di consigliarla col cuore! Ma io sono diffidente come una gatta e spesso ho preferito non rischiare! Mi auguro però che ci sia gente col cuore più grande e che riesca a tuffarsi con più slancio...

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  14. La 'speranza'.
    Cos'è davvero?
    Scusate se mi auto cito in modo un po' ridicolo ;-)
    http://popolosodeserto.blogspot.com/2009/08/il-vaso-di-pandora.html

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  15. Praga e' davvero stupenda. Sarei contenta di farti da cicerone, nel caso passassi di qua! ;) Ciao!

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  16. Per me sarebbe bellissimo - io fino fine giugno sarò ... beh, SOMMERSO dal lavoro, ma a luglio potrei davvero venire. Tu ci saresti? (ovviamente SENZA alcun impegno da parte tua).
    Se ti capita di passare da queste parti sarei bene lieto di fare altrettanto, ma devo dirti che la mia città non offre molto dal punto di vista storico (per quanto proprio ieri abbia trovato, presso il locale castrum romano, una bella incisione di almeno 2000 anni fa ... a meno fosse non autentica).

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  17. ciao Gio,
    I carichi di lavoro estremi sono cosa brutale, ma a volte, sono anche una salvezza.
    Io credo di non essere capace di stare senza fare niente, mi assale una terribile ansia a stare solo con me stesso, cosi copro questa mia terribile debolezza con il lavoro, do sempre la mia disponibilita' a viaggiare, fare questo e quell'altro, e' una cosa che mi calma, ma purtroppo e' sintomo di altro.

    Riguardo le persone,a volte vale la pena di esporsi per attimo e sondare anche la faccia che sembra piu' imbecille, poco tempo fa ho conosciuto una ragazzetta che mi sembrava del tutto insipida, sempre a pensare e dire le solite cazzate, poi mi sono accorto che sotto sotto si nascondeva tutt'altra persona, ma che, come un riccio, proteggeva se' stessa sotto quella densa patina di nullita'.
    Ma per fare questo ti devi esporre, devi buttar li qualche tua nudita'.Se va male, non sara' certo una sconfitta in piu' ad abbatterti.

    ciao!

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  18. Caro Neelps, hai presente l'angoscia del sabato pomeriggio?
    Quando sono le due, c'è il sole, sei su quella panchina e non hai idea di cosa fare?
    Ecco: hai ragione.
    Il lavoro è un ottimo diversivo per noi stessi.
    E hai ragione: è sintomo di altro.

    A presto :-)

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