Tuesday, 30 March 2010

Un sogno strano e pieno di significato

Era da qualche giorno che non sognavo.

Stanotte, se è vero che i sogni non sono altro che il frutto delle nostre paure e speranze, liberate dal giogo della ragione, un'elaborazione del nostro inconscio, che emerge quando la nostra parte razionale non vigila, la parte di me meno tangibile, quella piu' sfuggente e a me sconosciuta, è venuta a visitarmi.

Certamente i sogni originano spesso dalle nostre esperienze quotidiane, questo, ad esempio.

Ero in farmacia, in città.

Sono il solo cliente, discuto affabilmente con il vecchio farmacista, un uomo avanti con gli anni, dai capelli bianchissimi e folti, occhiali sottili, modi forse un po' affettati ma all'apparenza gentili.

Tutto quello che si puo' chiedere a un farmacista, no?

Esattamente come capitato ieri, la mia medicina non è in negozio.
Dovro' tornare nel pomeriggio, arriverà solo allora.

Eccomi dunque di ritorno.

Davanti alla vetrina, vedo due bambini giocare: hanno ammucchiato un paio di mattoni sul davanzale della vetrata, ridono e scherzano.
Entro: finalmente il mio medicinale è arrivato.
Confabulo ancora con il farmacista - adesso è arrivato anche suo figlio con sua moglie, una coppia graziosa. Mi raccomanda le dosi, mi consiglia di consultare il medico.
Fra me e me penso che mi trovo bene in quel negozio.
Esco, e i bambini stanno ancora giocando con i loro mattoni: armeggiano con qualcosa, quindi iniziano a correre a perdifiato su per la salita.
Un attimo - sento odore di zolfo, quindi un boato, e un dolore al petto.
Quei teppistelli avevano accumulato polvere da sparo sotto i mattoni, l'esplosione ha incrinato il cristallo della vetrina, e una scheggia deve per forza avermi ferito.
I bambini non si voltano neppure, continuano a correre in salita.
Entro in farmacia, avverto dell'esplosione.
Loro non si erano accorti di nulla.
Bisogna prendere quei bambini - la prima missione di un educatore, ne sono convinto anche da sveglio, è insegnare ai bimbi il male che a volte, semplicemente, commettono.
Sono sicuro che quelle persone cosi' gentili sapranno comportarsi nel modo migliore, essere severi ma giusti.
Mi spavento quando vedo l'anziano lanciarsi all'inseguimento dei bimbi inveendo - anche gli altri iniziano a correre dietro ai bambini, e non sembrano piu' tanto miti.
Cerco allora di seguirli, devo raggiungere prima io quei piccoletti.
Ma anche nel sogno non riesco a correre, le mie gambe sono stanche, il mio cuore sta scoppiando.
Cammino e cammino per i vicoli, le strade, le piazze: alla fine fortunatamente li ritrovo.
Sono stati raggiunti dal farmacista, ma non è successo nulla.
I bimbi sono seduti sul marciapiede, scuri in volto.
Penso che devono aver capito cosa hanno combinato.
Tra me e me mi dico che è bene che sia stato impedito loro di averla fatta franca, e che è meglio essere sgridati una volta, da piccoli, che crescere delinquenti e teppisti.
Il bambino piu' grande mi rivolge la parola.
Mi ringrazia, mi ringrazia di avergli impedito di averla fatta franca, usa proprio le stesse parole che avevo pensato, mentre il piu' piccolo singhiozza e sospira.
Torno alla farmacia: il cristallo è rovinato.
Il farmacista mi riempe di ringraziamente, mi dice diverse volte 'arrivederci', quindi si lamenta di quel foro nella vetrina, 'proprio adesso che abbiamo spento i riscaldamenti'.
Il sogno non finisce qui.
Quello che segue è la parte piu' importante.
Sto camminando: questa volta non sono in salita, ma in lieve declivio scendo un viale assolato.
Vedo un amico e la sua ragazza, che per un motivo o per l'altro non ho mai conosciuto.
Le stringo la mano, quindi dico al mio amico di essere stato vittima di un attentato dinamitardo, e di essere forse un po' ferito.
In effetti ho questo dolore al petto che un po' mi preoccupa.
A quanto pare tuttavia non sembrano interessarsi alle mie avventure.
Sono molto giocosi: lei mi abbraccia, mi fa girare come una trottola, mi parla della sua vita, dei suoi progetti, piena di entusiasmo.

Io sono felice, ma la ferita mi fa sempre piu' male ... e allora decido di stringere i denti, non dire nulla e non rovinare la sua felicità.

E' cosi che sto per resuscitare?
Sto per reincarnarmi in una brutta copia di me stesso?

2 comments:

  1. Forse è tempo che il tuo essere venga fuori, anche dolorosamente, ma totalmente fuori. Perchè annullare la tua dichiarazione di dolore per non infrangere quella altrui? Non è giusto che l'altrui gioia si fermi ad ascoltare le parole che hai da dire? ...Ti imbarazza essere come sei? Sei Gio. Mi pare importante. Con tutto quello che sei, con tutto il dolore e con tutta la fatica, la paura e chissà cos'altro. Lascia che anche gli altri ti aiutino a togliere il pezzo di mattone che hai nel cuore. Offriti.
    Paura? .... Meglio urlare che tacere, a volte.
    Un abbraccio
    Joh

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  2. Vedremo Joh, non so prometterti nulla.
    Molto, per non dire tutto, dipenderà dalle persone che il fato in parte e le mie scelte mi faranno incontrare.
    Vedremo davvero.

    A presto,

    Gio

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