Tuesday, 16 March 2010

Sogni di morte e resurezione

Mi spiace, lo confesso, ammorbare il blog con i miei sogni stralunati - eppure ne sento la necessità.
Mi capita ogni tanto di tornarvi: anche se fittizie, queste esperienze rappresentano dei ricordi, diversi solo perchè molto più vaghi e difficili da tenere a mente che non quelli occorsi nelle nostre giornate.
Proprio per questo, per certi versi, sono più preziosi.

Stanotte ho fatto due sogni di morte e ressurezione.

Nel primo sogno sono con una mia amica, una collega che ogni tanto mi capita di vedere.
Dobbiamo fare un esperimento: in pratica si tratta di seppellirla viva nella sabbia - dove dovrà restare per 24 ore.
Quindi dovrò riportarla alla luce, e teoricamente lei avrà acquisito delle nuove conoscenze circa l'antico Egitto dei faraoni e delle piramidi.
La seppelliamo dunque.
Allo scoccare della ventiquattresima ora, mi accorgo con terrore che dove sto scavando lei non c'è.
Qualcuno deve aver manomesso la mia mappa - sto scavando su tutta la spiaggia, e solo un po' di tempo la riesco a ritrovare, ma è ormai bianca, fredda: morta per sempre.
Sono disperato, quando il suo fantasma viene a consolarmi.
E' allegro, ride e mi fa stare bene nonostante lo spavento.
In qualche modo ridà vita al cadavere: ma è un involucro vuoto, la sua mente è una tabula rasa.
Il sogno finisce con me e il fantasma che, giocando a ping pong, cerchiamo di istruire quel corpo senza ricordi.
Con pazienza gli dobbiamo insegnare il suo nome, la sua provenienza eccetera eccetera.
Il fantasma non mi abbandonderà, e sarà solo con me, mentre il corpo tornerà, una volta istruito, nel mondo.

Nel secondo sogno sono nella cucina di casa mia.
Sto facendo colazione, quando m'accorgo della presenza di un uomo che non conosco al mio fianco.
E' biondo, vestito in modo sportivo: non mi degna della minima attenzione.
Entra un amico di famiglia schizzofrenico: un tipo un po' pazzo che però non fa male a una mosca e che ormai è di casa nella nostra famiglia.
Ha con sè una pallina di gomma con la quale gioca ossessivamente.
Solo allora mi rendo conto che il tipo biondo è il suo medico: bonariamente lo rimprovera per quel gioco ripetuto all'infinito.
Allora il nostro amico tira fuori 9 palline, me le mostra orgoglioso.
Sono palline personalizzate, mi chiede di sceglierne una.
Sono perplesso: su ogni pallina c'è scritto un nome e un cognome, ma il cognome non è il mio!
Mi rendo conto però che per lui quelle palline significano molto, e faccio per prenderne una, quando mia madre, che sopraggiunge, mi annuncia che stanno per arrivare i nostri cani.
'Metti via le palline, o te le morsicheranno'.
Entrano i miei cani e portano subito allegria.
Già qualche giorno fa li ho sognati, e avevo già notato una cosa strana: la femmina è riconoscibilissima - 50 chili di abruzzese mischiato a chissa che cosa; ma il maschio ... è un cucciolo!
Questa volta lo devo chiedere: 'Ma cosa è successo ad Archie?'.
Mia madre mi guarda piangendo e me lo confessa: Archie è morto, e mi fa capire che mentre passeggiavano il collare si è sfilato, e che quindi la sua è stata una morte violenta.
Sono disperato ... eppure io lo so: quello è davvero il mio Archie.

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